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Dove Mangiare a Sulmona, Ristoranti consigliati  

Mangiare a Sulmona: consigli su ristoranti, prodotti tipici e posti dove andare per tipo di cucina

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Recensioni Sulmona

Alby Berto
Livello 67    
Voto complessivo 4
Dove mangiare : COSA MANGIARE IN ABRUZZO Si parla di Abruzzo: quattro province, una costa adriatica, tre massicci appenninici, tre Parchi nazionali e svariate aree protette naturali. Una Regione montuosa e boschiva con un ricchissimo patrimonio vegetale e faunistico, bella, selvaggia e tuttavia... vedi tutto molto ospitale. I formaggi La produzione di formaggi in Abruzzo è molto pregiata, grazie alla possibilità di avere campi di pascolo per le greggi situati ad alta quota, dunque in grado di garantire una produzione casearia di qualità. Tra le specialità c’è l’ottimo pecorino d'Abruzzo, con latte crudo di pecora, per anni il pasto tipico dei pastori durante la transumanza, tra le produzioni più famose c’è quello di Farindola (nella cui lavorazione si utilizza il caglio di maiale) e il Pecorino Scorza Nera. . C'è poi il caciocavallo abruzzese, a pasta semidura, di media o lunga stagionatura, il caciofiore aquilano, ovino a pasta molle, il canestrato di Castel del Monte, pecorino del Gran Sasso, la ricotta di stazzo e la caciotta vaccina frentana. il caciocavallo, la giuncata e il caprino fresco – la “pampanella” – che è ottimo da spalmare sul pane per preparare uno spuntino o degli assaggi sfiziosi da degustare con un bicchiere di Montepulciano. I salumi Ampio anche l'universo dei salumi, con il salame aquilano, la salsiccia di fegato, la ventricina teramana e la mortadella di campotosto, caratterizzata dalla barretta centrale di lardo. Ancora, la 'nnuje, con trippa di maiale, pancetta salata e spezie, la coppa di testa e la salsiccia di trippa. La ventricina E' un insaccato crudo di suino comune ad Abruzzo e Molise. Il nome è chiaramente un richiamo al ventre del maiale che viene utilizzato come involucro dell’impasto: sta di fatto che in Abruzzo la natura di questo impasto ha sostanzialmente due versioni differenti. A Vasto la ventricina ha una stagionatura di almeno 90 giorni, è di colore rosso brillante per via della polvere di peperone dolce e la percentuale di tagli magri (80%) è nettamente superiore alla quantità di grasso (20%) costituito da pancetta e grasso di prosciutto.La Ventricina di Guilmi è un insaccato di carne suina a grana medio grande spolverata di sale da cucina e peperone trito. Il salame ha forma ovoidale o lunga a seconda del tipo di budello usato. Il prodotto è tipico della tradizione contadina del Vastese, territorio a sud dell’Abruzzo. La Ventricina di Guilmi si produce nell'omonimo paesino dell’entroterra vastese che si pone a distanza quasi uguale dal mare di Vasto e dalla montagna di Roccaraso, dove la particolare circolazione di venti, unita all’altitudine permette lo sviluppo di particolari muffe che in locali. Alla base della bontà della ventricina tradizionale era l’allevamento del “porchettino di famiglia”, un suinetto acquistato circa un anno prima della macellazione, portato al pascolo e ingrassato con farina di orzo, mais, ecc. A Teramo la situazione è invertita, con una preparazione preponderante a base di grasso (60-70%), una stagionatura molto più breve e l’aggiunta di buccia d’arancia, aglio, rosmarino e pasta di peperoni. La ventricina vastese si mangia “a tocchi” mentre quella teramana si spalma – e c’è chi la definisce “la nutella salata abruzzese”. Un ottimo aperitivo rustico da gustare con un bel calice di Cerasuolo d’Abruzzo, il rosato da uve Montepulciano. Brodo col cardone E' un piatto unico a base di cardi, pallottine (polpette di vitello) e stracciatella di uova, ovvero uova strapazzate con formaggio. La particolarità di questa zuppa ricca sta nella preparazione del brodo di gallina, cappone o tacchino. L’assemblaggio avviene soltanto alla fine, giusto il tempo di insaporirsi. Scrippelle ‘mbusse Sono le crespelle arrotolate e servite in brodo. Sono arrivate prima le crêpes o le scrippelle? L’eterno dilemma rispecchia quello dell’uovo, ingrediente fondamentale in entrambe le preparazioni. In questo caso siamo abbastanza sicuri: le crespelle di Teramo derivano da quelle francesi, anche se ovviamente c’è chi sostiene il contrario. Leggenda vuole che all’inizio dell’Ottocento il cuoco Enrico Castorani stesse preparando le crêpes per le truppe francesi di stanza in Abruzzo ma al momento di servirle gli caddero nel brodo: nacquero così le scrippelle ‘mbusse, ovvero bagnate. A differenza delle cugine d’oltralpe infatti le scrippelle sono un primo piatto strettamente salato, il cui impasto, a base di acqua, farina e uova, viene arrotolato, cosparso di pepe e pecorino (non Parmigiano, sia mai!) e appunto tuffato nel brodo, rigorosamente di gallina. Timballo alla teramana Le scrippelle sostituiscono la sfoglia nel celeberrimo timballo alla teramana, piatto unico. Nella ricetta locale le scrippelle costituiscono gli strati, intramezzati da pallottine, sugo e formaggio con tutte le varianti del caso, dell’estro e della disponibilità del momento. Insomma che siano sole o sovrapposte, le scrippelle sono buonissime. Spaghetti alla chitarra Particolarmente radicato nella zona di Scanno. Pasta fresca all’uovo realizzata con l’omonimo attrezzo tradizionale abruzzese costituito da fili d’acciaio paralleli tesi su un’intelaiatura di legno. Pressando la sfoglia sulle “corde” della chitarra con il matterello si ottengono degli spaghetti a sezione quadrata con spessore e larghezza entrambi di 2-3 millimetri. Gli spaghettoni di sezione quadrata vengono conditi con ragù di agnello o altri sughi robusti. Pasta particolarmente adatta ai sughi di carne, a Teramo non vi potete assolutamente perdere la chitarra con pallottine (polpette). La variante di pesce arriva da località marittime, come Vasto e Ortona, che propongono la chitarra con pelosi (granchi), specialità quasi introvabile data la scarsità della materia prima. Sagne e fasciul La versione abruzzese della pasta e fagioli, le sagne e fasciul sono un primo piatto della cucina povera che, in mancanza dell’uovo nell’impasto e della carne nel sugo, sopperiva al fabbisogno proteico delle classi sociali meno abbienti unendo legumi e cereali. Il formato della pasta ricorda dei piccoli rombi, da cui il nome sagne a pezze, che è tipico non solo dell’Abruzzo ma anche di altre regioni dell’Italia centrale. Tuttavia vale la pena menzionare due ricette protagoniste di feste e sagre nella provincia di Chieti: le sagn’app’zzat e salsiccia vengono celebrate l’11 agosto a San Giovanni Lipioni; le sagnë a lù cuttéùr vengono condite con salsicce di carne e fegato, pancetta e polvere di peperoncino e consumate con le mani in un mega rito collettivo a Castiglione Messer Marino. Da leccarsi le dita, non c’è che dire. Virtù Sono un piatto antichissimo della provincia di Teramo oggi consumato in occasione della festa del 1 maggio. Il nome ha origini incerte ma pare sia legato al concetto appunto del fare di necessità virtù, ovvero l’arte di rielaborare gli avanzi e di arrangiarsi con ciò che è disponibile in cucina in un certo momento dell’anno – senza accessibilità a supermercati e frigoriferi s’intende. La preparazione di questo primo piatto, che si presenta come una pasta brodosa, è molto lunga e complessa: ogni ingrediente viene cotto a parte e poi incorporato nella callara, il caratteristico paiolo abruzzese di rame o alluminio che viene appeso alla catena del camino e cuoce sul fuoco vivo. Vi si uniscono legumi secchi (ceci, fagioli, lenticchie), freschi (piselli, fave), verdure di stagione, carne (soprattutto il maiale), pasta di vari formati ed erbe aromatiche. Ndocca ‘ndocca Carne di suino ricavata da parti meno pregiate (dal muso alle cotiche) e che necessita di una preparazione lunga e accurata. Si prepara sbollentando le carni a pezzi in acqua salata e poi passandola in tegame con olio, rosmarino, alloro e peperoncino. Dopo alcune ore di cottura si servirà molto caldo. Cif e ciaf Povero suino, una volta macellato, frollato, insaccato, affumicato e chi più ne ha più ne metta, viene rosolato in padella con olio, aglio e qualche odore. Il nome cif e ciaf è dato dal rumore dello sfrigolare. Tacchino alla canzanese Specialità teramane più conosciute, è molto apprezzato anche al di fuori del territorio nazionale: piatto freddo molto gustoso, ma leggero e nutriente. L'animale, pulito, disossato e cucito per evitarne il disfacimento, viene sottoposto ad una lunga cottura in acqua insieme con le ossa frantumate. Al termine il brodo di cottura, filtrato e raffreddato, si trasforma in gelatina. Il tacchino viene servito freddo, insieme alla gelatina ottenuta facendo riposare e raffreddando il brodo di cottura dello stesso. Mazzarelle Sono involtini di coratella d’agnello avvolti in foglie di lattuga o indivia e legati con le budella che possono essere semplicemente soffritti oppure cotti in umido. Il preludio al trionfo di carni di pecora e agnello che seguirà a breve, sia qui, sia sulle tavole pasquali. Rustell I rustell sono gli spiedini di carne di pecora che regolarmente compaiono sulle griglie di tutta Italia: lunghi, stretti, da distribuire simpaticamente a mazzi. Le grandi discriminanti sono la produzione (industriale vs manuale, alternando pezzi magri a pezzi grassi), la tecnica di cottura con griglia generica, fornacella a canalina apposita e il grado di cottura. Salsicce di fegato Vero trionfo di sapore, le salsicce di fegato hanno avuto il riconoscimento di PAT abruzzese, mettono il gusto più goloso e più intenso al primo posto e in cucina possono essere interpretate in maniera molto creativa e sempre irresistibile. Pecora alla callara/cottora Questa ricetta tipicamente montana prende il nome dal contenitore in cui viene cotta (ne abbiamo parlato prima a proposito delle virtù) e sarebbe legata alla transumanza dei pastori che scendevano con le greggi dalle montagne abruzzesi per dirigersi verso le pianure pugliesi. La pecora stufata nel paiolo viene cotta per almeno quattro ore di modo che la carne si sfaldi fino quasi a sciogliersi, irrorata di vino, odori e spezie e tradizionalmente condivisa con tutta la comunità intorno alla callara stessa. Capretto alla neretese l capretto alla neretese cotto in umido con peperoni rossi, cipolle, pomodori e chiodi di garofano. Gustatelo al meglio seguendo la stagionalità del peperone Cace e ove Pecorino e uova sono due costanti della cucina abruzzese. In questa sezione vogliamo includere due preparazioni che li vedono protagonisti. Dalla parte vegetariana abbiamo le pallotte cace e ove, gustose polpette di pane, uova e pecorino, fritte e saltate in un sugo di pomodoro e basilico: a seconda della dimensione possono essere un appetitoso piatto unico oppure un finger food da aperitivo. Agnello cace e ove Spezzatino di agnello al vino bianco e rosmarino viene arricchito da uova sbattute e pecorino subito prima di essere servito: risulterà così intinto in una salsa cremosa da gustare ben calda. Ciammariche al sugo Sono particolarmente gustose cotte in umido con olio, aglio, peperoncino e sugo di pomodoro. Buonissime da sole come antipasto o secondo, si possono accostare anche a primi come gnocchi e tagliatelle. Una versione per così dire “costiera” del piatto si può realizzare con li bummalitt, le lumachine di mare. Saltate in padella con aglio, olio, rosmarino e vino bianco, si gustano come snack sul pane tostato o semplicemente infilzate una a una con lo stuzzicadenti. Ciabotto Per prepararlo si utilizzano patate, peperoni, zucchine, pomodori: un insieme variegato di sapori per una pietanza che si rivela adatta anche per offrire uno speciale piatto unico con tutto il gusto della più antica tradizione. Brodetto di pesce Il brodetto è un tipo di preparazione comune a tutta la costa Adriatica: in Abruzzo le versioni più conosciute sono quella alla pescarese e quella alla vastese. Solo un’ora di macchina separa le due località, eppure la stessa preparazione non potrebbe avere due declinazioni più diverse. A Pescara lu brudett si fa con il pescato di zona ma senza usare il pesce azzurro, non c’è aggiunta di pomodoro, è previsto il soffritto di peperoni secchi in olio e durante la cottura il tegame rimane aperto. A Vasto per lu vrudàtte il pesce viene cucinato intero (almeno sei varietà pescate tra Ortona e Vasto) e si fa largo uso di ortaggi, quali pomodoro, peperone, aglio e peperoncino. Inoltre non viene utilizzato il soffritto, né vengono aggiunti acqua, brodo o aceto, e il tegame (coccio) non deve mai essere aperto, piuttosto scosso delicatamente per evitare che il pesce si attacchi al fondo. Viene servito con pane o con l’aggiunta di pasta. Un piatto che praticamente si è fatto da solo (ed è venuto benissimo). Pipindune e ove A chi non piace un po’ di colore nel piatto? Dalla provincia di Pescara, precisamente da Collecorvino dove ogni anno si tiene una sagra dedicata, arrivano i pipindune e ove. Piatto unico estivo, si tratta di peperoni fritti e uova sbattute, un trionfo di rosso, verde e giallo. Non propriamente leggero ma delizioso, questo piatto era la tipica colazione contadina, quella fatta a metà mattinata per prendersi una pausa dal lavoro nei campi: oggi è il protagonista dei pic-nic e delle gite fuori porta, soprattutto se utilizzato come ripieno per i panini. Pizzelle Ma anche neole, ferratelle, catarrette, cancellate, nivole, zimmelle, nievole, cancelle, scarzelle, coperchiole, ciarancelle…Le pizzelle sfuggono le maglie della definizione e si ribellano al sistema, tuttavia la sostanza rimane (quasi) la stessa. Queste cialde sottili di pasta da biscotto vengono cotte tra due piastre arroventate che danno loro la caratteristica forma attraversata da nervature che ricorda una cancellata. I “waffles abruzzesi” (si può dire?) sono il classico dolce da festa patronale e, oltre alle differenze linguistiche, presentano tutta una serie di toppings che variano a seconda dei luoghi: miele e noci, marmellata di uva, mosto cotto sono tra i più comuni. Gustatelo, se volete, mentre vi fate una bella partita a nomi-cose-città. Cicerchiata Queste deliziose palline di pasta appiccicose sono il dolce carnevalesco che crea dipendenza. Simile agli struffoli napoletani ma di dimensioni più ridotte, la cicerchiata abruzzese è costituita da un impasto a base di farina, uova, olio e zucchero da cui si ricavano delle sfere di 1-2 cm di diametro che vengono tuffate nell’olio caldo e poi cosparse di miele bollente. Una volta solidificato, questo profumatissimo agglomerato di palline viene decorato da mandorle o sprinkles colorati. Caggionetti Ma anche calgionetti, caggiunitt’, cagionetti, calcionetti (parte II). Questi tipici dolcetti natalizi hanno la forma di un raviolo e un impasto a base di farina, olio e vino bianco che viene fritto e riempito da altre bontà. A Vasto il ripieno è costituito da ceci o castagne con mandorle, miele e cannella; a Teramo si aggiungono anche cioccolato fondente, rum e buccia d’arancia; a Ortona e Chieti non ci si risparmia con la marmellata di uva Montepulciano detta scrucchijate. Chiamateli come volete e scegliete il ripieno che vi stuzzica di più: talmente buoni che non c’è pericolo di sbagliare. Parrozzo L’altra faccia del Natale è a Pescara in cui è tradizione brindare con una bella fetta di parrozzo, il dolce da pasticceria di ispirazione contadina. Il parrozzo nasce nel 1920 da un’ispirazione del pasticcere Luigi D’Amico che decise di ricreare, in versione dolce e festosa, il pan rozzo contadino, una sorta di pagnotta a base di farina di mais. Impastando semolino o farina di mais con zucchero, uova, mandorle tritate e buccia di arancia creò questo dolce di forma semisferica che ricoprì di cioccolato, facendo il verso alla crosta bruciata del pane cotto a legna. Non vi stiamo qui a decantare le qualità del parrozzo perché qualcuno (assai più bravo) lo ha già fatto per noi. Vi riportiamo quindi le sue parole: “È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzia de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce..” – Gabriele D’Annunzio. Ferratelle Si cuociono con una doppia piastra arroventata sul fuoco, che dà loro la classica forma di cialda percorsa da nervature. Vengono chiamate anche nivole o neole a Teramo, pizzelle in provincia dell’Aquila, mentre nella variante con due cialde sovrapposte e farcite prendono il nome di coperchiole. Mostaccioli Diffusi in gran parte delle regioni del Centro-Sud Italia, i mostaccioli abruzzesi sono disponibili in tante varianti: morbidi e ricoperti di cioccolato fondente, bianco oppure croccanti ricchi di mandorle e glassati in superficie. Fiadone Solitamente preparato in occasione delle festività pasquali, si compone di una sfoglia a base di farina, uova, olio, vino bianco, e di un ripieno di formaggio locale. Pizza e foje Una pizzetta di granoturco spessa e senza lievito, accompagnata da verdure di campo (le foje, appunto), erbe selvatiche e spontanee. Pizza dolce Una torta composta da strati di pan di Spagna intervallati da crema pasticcera classica e al cioccolato, con bagna all'alchermes e al rum: la pizza dolce è stata per tempo una prelibatezza riservata a matrimoni e occasioni speciali, mentre oggi viene preparata durante tutto l'anno. Bocconotti abruzzesi I bocconotti sono un dolce a base di pasta frolla preparata con olio evo e con un ripieno goloso di cioccolato fondente, mandorle tritate e scrucchiata: la loro squisitezza li rende una della proposte più gettonate per chiudere in bellezza il pranzo o la cena delle... Sise delle monache Prodotte a Guardiagrele, le sise delle monache sono dei dolcetti di pasta soffice ripieni di crema pasticcera e spolverati di zucchero a velo. Le ‘Zizze delle Monache’, sono bignole di pan di Spagna farcite di crema pasticcera. E la loro forma è appunto di zizze, coi capezzoli in punta, erti; e riunite, riunite non a due, come sarebbe stato normale, ma addirittura a tre”. Il mistero delle Sise rimane ancora oggi: seni ricordati in modo non troppo esplicito, oppure omaggio naturalistico ai tre massicci d’Abruzzo, ovvero Gran Sasso, Majella e Sirente-Velino? Confetto di Sulmona Una delle specialità dolciarie più conosciute al di fuori dei confini nazionali: il confetto di Sulmona è una pralina di mandorla (della Valle Peligna ma anche la pizzuta d'Avola o quella di Ragusa) ricoperta di zucchero. Oggi, ne esistono tante altre versioni, con nocciole, cioccolato o arricchite con altri ingredienti. Grano solina Varietà di grano tenero molto antica, coltivata fin dal XVI secolo. Capace di resistere al clima più rigido e far fronte a neve e freddo intenso, è il frumento ideale per il territorio montuoso abruzzese. Dalla solina, si ricava una farina con cui si lavorano pani e pasta fatta in casa. Olio extravergine di oliva Indissolubilmente legata a quella pugliese per via della transumanza, la tradizione olivicola abruzzese si basa su cultivar autoctone che danno vita a oli dal carattere sfaccettato. Varietà tipiche sono l'intosso, da cui si ottengono oli intensi con note balsamiche ed erbacee che ricordano l'ortica e le conifere, la gentile di Chieti, più delicata e con nuance leggere, la dritta, diffusa soprattutto nella provincia di Pescara e nei comuni di Loreto Aprutino, Pianella e Moscufo, con sentori di mandorla verde. Tartufo Tante le tipologie di tartufo presenti in Abruzzo, anche se la più comune rimane lo scorzone, generalmente grattugiato fresco sugli spaghetti alla chitarra nella versione bianca. Aglio rosso Varietà autoctona di aglio coltivata nella Valle Peligna, in particolare a Sulmona. Il nome deriva dal colore acceso delle tuniche che ricoprono i bulbilli. Miele millefiori di montagna Il millefiori si produce sui pascoli montani al di sopra degli 850 metri di quota, con più di 80 specie diverse in primavera e oltre 130 in estate. Lo zafferano di Navelli Lo zafferano di Navelli è famoso in tutto il mondo: per la sua pregiatezza viene definito oro rosso, vanta il riconoscimento del marchio DOP e gli è stato anche dedicato un francobollo, ma è in cucina, naturalmente, che si esprime nella maniera migliore e con grande... Vino in Abruzzo L'Abruzzo del vino vanta tradizioni secolari, grazie alla coltivazione di un vitigno di eccezionale valore come il montepulciano, uva a bacca rossa più diffusa e che rappresenta più della metà della base ampelografica della regione. Quest'uva è alla base della Doc di riferimento, Montepulciano d'Abruzzo, che conta anche la tipologia Cerasuolo. Accanto a questo rosso potente e fruttato, troviamo poi un grande bianco da uve trebbiano, che dà origine all'omonima Doc. Due grandi protagonisti della storia vinicola abruzzese a cui si affiancano vitigni autoctoni, nazionali e internazionali come pecorino, cococciola, passerina, sangiovese, chardonnay, cabernet sauvignon e merlot. Vini prodotti da una schiera di piccoli viticoltori, da grandi cantine cooperative, e da una serie di aziende di media grandezza che formano la vera spina dorsale della produzione vinicola regionale. Ristoranti Sulmona Mangiare a Sulmona significa gustare le vera cucina della Valle Peligna che è basata su piatti dalla tradizione antichissima che mette in risalto i sapori autentici dei prodotti del territorio. Tutti i ristoranti di Sulmona propongono prevalentemente alla clientela piatti di terra (non sono esclusi piatti a base di pesce della tradizione abruzzese) che vengono cucinati con materie prime dalla qualità indiscutibile e con prodotti a Km O che provengono esclusivamente dagli allevamenti e dalle terre circostanti che sono fertili ed incontaminate. Ristorante Clemente Piazza Santa Monica - Sulmona Tel. 0864 210679 Ambiente accogliente ricavato dalle scuderie di un palazzo dei primi anni dell'Ottocento, che prevede anche una sala bistrot dove volendo si consumano gli aperitivi serali, la carta si rifà alla sincera cucina d'Abruzzo: preparazioni a base di carne ma anche verdure. Ottimi prodotti regionali. Porzioni generose! Ristorante Gino Piazza Plebiscito, 12 - Sulmona Tel. 0864 52289 L’ambiente è sobrio e garbatamente elegante, il servizio è di quelli d’altri tempi, cordiale, attento, e la cucina è una gioia per occhi e palato. Piatti abruzzesi con ottimi prodotti regionali, in locale essenziale con soffitto a volta, arco di pietra. La famiglia che lo gestisce dagli anni ’60 ha anche una bottega di prodotti tipici e artigianali e un b/b in un antico palazzo nobiliare proprio sopra il ristorante. Quella abruzzese è una cucina contadina, fondata su ingredienti semplici come ortaggi e verdure e in questo ristorante mi è piaciuto il modo di lavorare la materia prima. Zuppe a base di funghi, castagne e zucca gialla, insalatine di verdure croccanti in agrodolce, le zolle di aglio selvatico condite con una semplice emulsione di olio e limone. Ottimi i salumi e i formaggi stagionati accompagnati da una gelatina di vino cerasuolo. Ristorante Il Club Dei Buongustai Via Pescara, 28 - Sulmona Tel.: 0864 212859 Piatti di pesce raffinati e ricercati. Scelta cantina dei vini molto ricca. Servizio impeccabile. Ottima qualità prodotti. Ristorante Buonvento Piazza Plebiscito, 21/22 - Sulmona Tel.: 0864 950010 Nasce nei locali di una delle storiche "cantine" sulmonesi dall'idea di far rivivere l'anima del luogo ispirandosi ai più moderni bistrot nordeuropei e al contempo conservandone l'antico spirito della convivialità. Cucina internazionale e tradizionale, attenta all'utilizzo di prodotti tipici locali e biologici. Eventi culturali e musicali. Aperitivi. Trattoria Don Ciccio Corso Ovidio 79/81, 67039, Sulmona Tel: 320 751 4339 Trattoria piccola, sulla via principale del centro storico di Sulmona e propone piatti tipici della Valle Peligna (anche piatti di pesce) a prezzi contenuti. Il locale si presenta con un ambiente caldo, familiare ed accogliente, i piatti sono abbondanti e preparati secondo le antiche ricette locali, i prodotti e le materie prime sono di qualità, il personale è sempre attento e disponibile. RétroGusto Via Porta Romana 7 - Sulmona Tel. 0864 435554 Atmosfera di altri tempi, bellissimo e ricercato ristorante a pochi passi dalla Villa comunale di Sulmona Pub, pinseria di vari gusti e ottima scelta di carne, cibo di qualità, anche pesce, dolci ottimi. Cantina di Biffi Vineria con Cucina Via Marco, Via Barbato, 1 - Sulmona Tel.: 0864 380588 Ristorante, vineria situato in uno splendido edificio del centro storico, con possibilità di mangiare all'aperto. Cibo genuino e cucinato secondo la tradizione locale, il tutto accompagnato da un'ottima scelta di vini. Ristorante Locanda Medievale Piazza XX Settembre - Sulmona Tel.: 0864 55533 Tappa fondamentale per conoscere e rivivere in un ambiente medioevale, con personale in costume che ti farà vivere e respirare quell'epoca in un ambiente illuminato da candele. Uso delle spezie per sopperire alla mancanza di sale, legumi presenti nel cibo medievale e rinascimentale e connotati come cibo "povero". Pietanze a base di cacciagione e carne, condita con spezie di qualità. Ristorante Pizzeria San Filippo 63 Piazza Giuseppe Garibaldi, 40 - Sulmona Tel.: 0864 661002 Locale situato nella Piazza Garibaldi, accanto alla bellissima chiesa di San Filippo. Il locale è nuovo arredato con concezione moderna. Piatti della tradizione rielaborati in chiave moderna. Camilla's bistrot Piazza Giuseppe Garibaldi 14 - Sulmona Tel. 392 360 7384 Posizione centrale, nella bella cornice di piazza Garibaldi. Ben curato. Cucina regionale e piatti presentati. Piatti del territorio ben cucinato e valorizzato al massimo. L'osteria Del Tempo Perso Vicolo del Vecchio - Sulmona Tel: 0864 52545 L’Osteria Pizzeria del Tempo Perso è in un palazzo antico, nasce in una delle stradine più tranquille e caratteristiche del centro storico di Sulmona e propone piatti di terra a prezzi modici. Ambiente tranquillo e rilassante, propone piatti senza glutine e senza lattosio, le pizze sono digeribili e farcite a perfezione. Staff giovane e dinamico. Antipasto ricco e sfizioso. Per la pizza c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ampia scelta di birre artigianali e vini della zona Bella 'Mbriana Via Ercole Ciofano 39 - Sulmona Tel. 371 340 9374 Pizzeria contemporanea e friggitoria artigianale, situata al centro storico di Sulmona. Passione, tradizione ed innovazione si fondono dando vita ad connubio delle due terre, Abruzzo e Campania, ricche di tesori gastronomici. Cibo ottimo sia le specialità di pizzeria, con impasto super leggero e ingredienti doc, che i dolci. Hostaria dell’Arco Sulmona Via Manlio d’Eramo, 60 - Sulmona Tel. 0864 210553. E' situato nei pressi di Porta Sant’Antonio e propone alla clientela piatti tipici abruzzesi di terra a prezzi più che ragionevoli. Il locale è arredato in stile rustico, si presenta con un ambiente intimo e tranquillo, i piatti sono abbondanti, è specializzato nelle zuppe abruzzesi, dispone di un’eccellente cantina di vini e lo staff attento e preparato. Ristorante Pizzeria Il Vecchio Muro Via Manlio d’Eramo, 20/B - Sulmona Tel. 0864 50595 Nasce a pochissimi passe dalle maggiori attrazioni di Sulmona e propone alla clientela piatti a base di carne e piatti a base di pesce a prezzi giusti. Il locale si presenta con un ambiente tranquillo dall’atmosfera rilassante, dispone di un suggestivo spazio esterno e di un parcheggio antistante, i piatti sono ben presentati, le pizze sono leggeri e digeribili e il servizio è attento e disponibile. Frangiò al Casale Le Marane Via San Giuseppe 6 - Sulmona Tel. 0864 212773 Ristorante in un casolare caratterizzato da uno stile rustico e dispone di diverse sale incastonate nella pietra, in cui ogni dettaglio è studiato per regalare un’atmosfera calda e accogliente, con ampio giardino esterno, alle pendici del monte Morrone, con vista mozzafiato. Si gusta le migliori rivisitazioni della cucina abruzzese. Selezione delle migliori materie prime e a curare ogni dettaglio. Il Sulmontino Via Cappuccini, 26 - Sulmona Tel.: 329 719 3147 Posticino carino per mangiare al volo a Sulmona. Primi piatti fantastici e gustosi. Bio@Nico Largo Mercatello, 16 Vico del Carbonaro S.N - Sulmona Tel. 0864 435460 Aperitivi, birre artigianali e cucina Bar Giardini da "Eraldo" Viale Roosevelt, 12 - 67039 Sulmona Tel.: 0864 33489 Bar storico, locale in stile liberty elegante, con una tradizione di oltre 50 anni. Ottima colazione con dolci di produzione propria, o gustare un’ottima pizza. A pranzo si può gustare un pasto veloce, con materie prime di qualità. Selezione di vini e birre regionali. Gustoso aperitivo o a cena per una pizza al piatto. Grazie alla presenza della nostra panetteria “gli sfizi di Nonna Ilde“, si può comprare tutti giorni del pane fresco o prodotti di qualità e prima necessità come pasta, latte, carne, verdure fresche, uova e tanto altro ancora." Morsi di Gusto Piazza Santissima Trinità, 9 Sulmona Tel. 348 7712298 Per tutti coloro che hanno intenzione di mangiare qualcosa di poco impegnativo, di economico e di veramente buono consigliamo (panini gourmet preparati al momento). Mercato Pratola Centrale SS5 dir. Pratola Peligna - Pratola Peligna Ristorante: 0864 238183 Bar: 0864 238184 Mercato Centrale nasce da una grande passione per il nostro Territorio la Valle Peligna nell’Abruzzo interno e da una esperienza trentennale nel campo della Ristorazione. Colazione con scelta miscele di caffè; la Pasticceria, con le varie declinazioni di gusto. Le colazioni alternative, con ingredienti vegetali, macrobiotici e light. Pranzo: pausa occorre rilassarsi, nella sala lounge bar al piano terra, per chi lavora ed intende concedersi una pausa veloce e piacevole. O ancora un luogo per chi ha necessità di svolgere briefing. Qualità del km zero locale. Cena: tutto si trasforma... ...le atmosfere di Mercato Centrale dai suoi toni più caldi dettati dai legni pregiati e dalle luci diffuse, tutto è curato nel minimo particolare dove lo spazio per il cibo di qualità, piatti più ricercati. Pizza al Taglio Bodeguita Strada Statale 5 - Pratola Peligna Tel.: 349 764 6834 Ottime pizze di vari gusti: dalla pizza con le patate di Roccapia, a quella alla parmigiana, passando per la pizza cacio e pepe e tanti altri. L'impasto è perfetto, sia in leggerezza che croccantezza La Taverna de Li Caldora. Piazza Umberto I, 13 - Pacentro Tel. 0864.41139 Un curioso intrico di stradine disegna il centro storico di Pacentro, uno dei Borghi Storici più belli d'Italia. Nel cuore della località, in un palazzo del '500, si celebra la cucina regionale, che trova la propria massima espressione nella chitarra con tartufo e zafferano, con particolare attenzione alla cottura alla brace, che dà il meglio di sé nelle costolette di agnello e negli arrosticini. Il piccolo terrazzo offre una vista impareggiabile sulla valle Peligna. .
Filippo Arcidiacono
Livello 26    
Voto complessivo 10
Dove mangiare : L'offerta è ampia, per tutte le tasche, sia fast che slow. Una menzione particolare per il ristorante «Il club dei buongustai». Un concentrato di gentilezza, gusto e economicità.
Da non perdere Cattedrale
Daniela
Voto complessivo 10
Dove mangiare : Ideale anche per una vacanza culinaria alla scoperta del buon cibo del posto e dei favolosi ristoranti
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Video del mese
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Ogni Comune italiano è un viaggio unico

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paesionline.live è una testata giornalistica iscritta al Tribunale di Velletri al N. 1674 / 2018 | Direttore responsabile Filippo Massimo

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