Monastero di Sabiona, la meta del pellegrinaggio tirolese
L'Acropoli del Tirolo, così è chiamato il Monastero di Sabiona, simbolo e custode della Val Isarco
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Questo meraviglioso complesso, sito storico culturale, svetta su uno sperone di roccia che digrada in un manto di vigneti ai cui piedi si trova l'incantevole cittadina di Chiusa, uno dei Borghi più belli d'Italia, a soli 33 km da Bolzano. Qui il tempo sembra essersi fermato tra antiche insegne di locande, facciate merlate e tipiche finestre ad arco, i “bovindi” dell’Alto Adige.
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La montagna sacra e il monastero
Il Monte Sabiona, o Montagna Sacra, vanta insediamenti già dal Neolitico, fu un luogo di sepoltura per poi divenire sede vescovile fino al trasferimento di questa a Bressanone, attorno all'anno 1000. Ma la rinascita di questo luogo, in gran parte distrutto da un incendio nel 1533, si deve al decano di Chiusa, Mathias von Jenner, che verso la fine del XVII secolo fondò l'Abbazia Benedettina che rimase pressoché inalterata nel tempo con la sua cinta di mura merlate, le sue chiese ed il Monastero, sede delle monache benedettine in totale clausura. Da allora aleggia su questa rupe un'aura di misticismo, di serenità spirituale a cui contribuisce anche l'amenità dello splendente Alto Adige alle cui bellezze naturali si associano la cura e l'amore degli abitanti per le proprie montagne.
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Sabiona, un’antica meta di pellegrinaggio
Il Monastero di Sabiona è una delle più antiche mete di pellegrinaggio del Tirolo, alcuni documenti parlano della Via Crucis al monte a partire dal 1503, tradizione tramandata nei secoli. Ogni tre anni, a metà giugno, i fedeli provenienti da 12 parrocchie della Val Badia, scavalcano i passi fino a giungere in Val di Funes, un percorso fatto interamente a piedi. Da qui salgono verso il Monastero di Sabiona tra boschi e sentieri intonando canti e lodi, anche il ritorno dopo 3 giorni è previsto a piedi.
L'escursione culturale al Monastero di Sabiona è un piacevole percorso ad anello in cui si può scegliere il tracciato e se effettuarlo tutto, sempre esclusivamente a piedi e ben attrezzati. Il complesso include parti visitabili come la Cappella di Santa Maria o delle Grazie, in cui sono presenti i resti di una costruzione gotica, la Chiesa di Nostro Signore con preziosi affreschi in stile gotico, pregevoli stucchi e un altare del 1612, e la Chiesa del Monastero sulle cui pareti ammirare le effigi dei Santi fondatori Benedetto e Scolastica. Non sono invece visitabili il Castello e il Monastero.
Si parte dal centro storico di Chiusa, (525 mt) da Vicolo dei Mulini, 1 km di percorso con 230 mt di dislivello, e la salita si aggira sui 30 minuti. Da qui il sentiero n°1 per mezzo di una gradinata ci conduce a Castel Branzoll, una proprietà privata non visitabile, si prosegue in discreta pendenza lungo la Via Crucis lastricata, dopo la galleria si arriva nel cortile del Monastero e qui si può godere di una appagante vista sulla Valle dell'Isarco e procedendo lungo le mura merlate riempirsi lo sguardo di altre vallate. Con un altro strappo tra gallerie e panorami incantevoli si raggiunge il punto più alto e panoramico della rupe, 729 mt, dove sorge la storica Chiesa della Santa Croce, sede per 400 anni del vescovado di Sabiona. L'interno della chiesa è arricchito con dipinti di notevole pregio opera del locale artista Hueber.
Per il ritorno si può optare per la stessa strada oppure per il versante est con un sentiero a serpentine inizialmente roccioso che più a valle diventa comoda passeggiata. Qualunque sia il percorso scelto si ritorna sempre alla scalinata di Castel Branzoll e giù fino a Chiusa, detta anche la città di Dürer o degli artisti e poeti. Nel 1494 Albrecht Dürer dipinse questo luogo rendendolo immortale nella sua incisione "Nemesis-La grande fortuna".
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Come arrivare
Da Bolzano direzione nord verso Bressanone Brennero fino a Chiusa.
Autostrada del Brennero A22, uscita Chiusa, Val Gardena.

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