Santa Maria dello Spasimo, il monumento a cielo aperto più suggestivo di Palermo
La chiesa sconsacrata più conosciuta della Sicilia che si porta dietro ‘spasimo’ e bellezza
Santa Maria dello Spasimo stock.adobe.com
In uno dei quartieri più antichi di Palermo si trova il complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo – noto anche solo come ‘Lo Spasimo’ – il cui fascino architettonico è reso ancor più incantevole dalla mancanza di copertura. Una storia affascinante in cui si omaggia la Santa Madre di Gesù che ‘spasima’ per il dolore del figlio e che vede protagonista anche un famoso quadro di Raffaello commissionato per una chiesa poi adibita agli usi più svariati.
Alle origini di Santa Maria dello Spasimo, come nasce e si evolve il gioiello palermitano
Tutto inizia nella prima metà del XVI secolo quando il messinese Jacopo de Basilico commissiona la costruzione del complesso per volere della moglie defunta. Fu Antonio Belguardo, uno dei più noti architetti palermitani di quel tempo, ad occuparsi dei lavori dopo l’ok di Papa Giulio II anche se il progetto iniziale non fu mai davvero concluso.
Un insieme di elementi catalani dal gusto gotico-settentrionale che vede però in una nota decisiva quella che sarebbe diventata la caratteristica predominante del complesso, ovvero la navata centrale a cielo aperto. Sì perché visitare Santa Maria dello Spasimo a Palermo significa anche ammirare il suo cielo azzurro (o le sue stelle), una scelta simbolica forse dovuta al fatto di voler fare comunicare l’ambiente sacro e quello terrestre (anche se non si esclude la presenza di una copertura lignea malconcia alla fine del Settecento).
La struttura subì diverse modifiche nel corso del tempo in seguito alla realizzazione di nuove fabbriche di fortificazione a Palermo: vennero abbattuti alcuni chiostri e stanze fino al 1570 quando i monaci dovettero abbandonare il complesso. A questo punto divenne di proprietà del Senato e trasformata in un teatro pubblico dove si tennero varie rappresentazioni; poi magazzino per cereali e durante la peste anche lazzaretto. L’incuria e i terremoti accentuarono i danni di Santa Maria dello Spasimo che venne dimenticata fino all’inizio degli anni Ottanta quando si avviò la ristrutturazione.
Il dipinto di Raffaello diventa protagonista a Santa Maria dello Spasimo
‘Lo Spasimo di Sicilia’ è il famoso dipinto di Raffaello la cui storia si intreccia a quella di Santa Maria dello Spasimo a Palermo. L’opera venne commissionata al pittore da De Basilicò nel 1516 per adornare la sua cappella funeraria ma da qui inizia un tortuoso cammino per l’opera che partì per Palermo via mare su una nave poi affondata a causa di una tempesta. Non restò traccia dell’equipaggio ma solo del dipinto imballato in una cassa e arrivato a Genova grazie alla corrente gridando al miracolo.
Quando finalmente l’opera riuscì a tornare a Palermo passò di mano in mano tra religiosi e regnanti fino ad arrivare in dono al re Filippo IV di Spagna che lo collocò nella sua cappella madrilena. Ed è proprio al museo del Prado di Madrid che dobbiamo recarci se vogliamo oggi ammirare ‘Lo Spasimo di Sicilia’.

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