Il Santuario di Santa Rosalia, il pellegrinaggio nel luogo della ‘Santuzza’ di Palermo
Una chiesa simbolo dal punto di vista religioso e affascinante nella dimensione architettonica
Aleksandar Todorovic / Shutterstock.com Aleksandar Todorovic / Shutterstock.com
Il Santuario di Santa Rosalia a Palermo è più che un luogo di culto per i palermitani, il cui rapporto viscerale con la loro patrona è conosciuto in tutto il mondo. Una meta da non perdere per chi arriva in città perché si tratta di uno dei monumenti più suggestivi del capoluogo siculo tanto da emozionare anche scrittori famosi come Goethe.
Raggiungibile a piedi attraverso una lunga gradinata o in macchina percorrendo una strada con curve strette, rimarrete affascinati alla vista del Santuario di Santa Rosalia attaccata al Monte Pellegrino – la montagna sacra dei palermitani – e costruita accanto alla grotta dove la santa visse gli ultimi anni della sua vita.
Fine della peste a Palermo e il ringraziamento a Santa Rosalia
Fu nel Seicento che venne costruito il Santuario a Palermo a seguito della fine della peste in città. Nella grotta adiacente vennero ritrovare le reliquie della santa e fu qui, secondo la leggenda, che visse da eremita dopo aver abbandonato i nobili natali. Lo spirito di Rosalia apparve qui ad un cacciatore indicandogli il posto dove giacevano le sue ossa che vennero trasportate in processione per la città scacciando il terribile morbo: ogni anno a luglio si festeggia quella liberazione.
Cosa vedere all’interno del Santuario di Santa Rosalia a Palermo
Per arrivare al Santuario è necessario salire una lunga scalinata e una volta in cima vi troverete davanti l’originale chiesa con la sua facciata seicentesca che sembra incastonata nella montagna. Varcato l’ingresso e superata la sala con una cupola aperta, si arriva nel cuore del Santuario con la sua grotta carsica (profonda 25 metri) in cui vennero ritrovati i famosi resti. Qui potrete ammirare la statua di Santa Rosalia realizzata dall’artista fiorentino Gregorio Tedeschi: un’immagine drammatica e suggestiva nel momento del suo trapasso al picco dell’estasi mistica e vestita d’oro.
Grotta a parte, l’intero Santuario raccoglie lapidi e una serie infinita di ex voto portati dai fedeli.
E ora provate ad alzare lo sguardo per scoprire una particolarità forse mai vista: tutto il soffitto è composto da una rete di canaline in metallo che servono a raccogliere l’acqua. Ovviamente non si tratta di acqua normale ma di acqua santa, o considerata tale, che esce direttamente dalla grotta. Pare che questa abbia effetti miracolosi e, in passato, sia riuscita a guarire molti pellegrini arrivati al Santuario.
