Visita al Castello di Donnafugata, un salto nel passato della campagna ragusana
Un’atmosfera che sa di storia autentica tra ricordi di carrozze e sale da ricevimento in una parte della Sicilia testimone di un passato prestigioso
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Il Castello di Donnafugata si trova a venti chilometri da Ragusa e non è soltanto una masseria diventata residenza estiva di nobili famiglie, ma anche un parco storico fatto di viali e alberi secolari, un museo di storia del costume e punto nevralgico di un borgo che si estende in uno sconfinato latifondo. Una meraviglia nella campagna ragusana che vi catapulterà in un film d’epoca, scoprite perché.
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La storia del Castello di Donnafugata e la ‘fuga’ della regina Bianca
Nell’Ottocento venne fatto costruire dal Barone Corrado Arezzo che fece trasformare la torre duecentesca in una vera e propria dimora diventata poi fulcro di vita mondana. Il nome Donnafugata deriva dall’arabo ‘Ain-jafat’ che significa ‘fonte di salute’.
Anche questo castello cela una leggenda che racconta della regina Bianca di Navarra, rinchiusa qui dal conte Bernardo Cabrera, e riuscita a fuggire attraverso le gallerie che portavano alla campagna circostante. La crudeltà del signore della Contea di Modica è stata acclarata da più fonti mentre confrontando il periodo in cui visse la nobildonna è facile smentire la leggenda visto che il palazzo non era ancora stato costruito.
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Dentro il Castello di Donnafugata e l’equivoco de ‘Il Gattopardo’
Sono in totale 122 le stanze del castello, tutte meritevoli di essere visitate ma molte di queste chiuse al pubblico. All’ingresso si trova un grande cortile con a vista la facciata gotica orlata di merli e una galleria con colonnine e capitelli e, al di sotto, otto finestroni a sesto acuto affacciano su di un’ampia terrazza. Inutile descrivere la magnificenza degli interni che negli anni hanno ispirato scrittori e registi.
Pensare che molti vedono, erroneamente, nel Castello di Donnafugata il set del capolavoro di Luchino Visconti ‘Il Gattopardo’: l’equivoco è dovuto al fatto che lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa chiama ‘Donnafugata’ la residenza estiva della famiglia Salina.
Dal piano nobile si arriva al Salone degli Stemmi con dipinti i simboli delle famiglie più potenti della Sicilia, e poi gli affreschi stupendi nel Salone degli Specchi, nelle Sale del Biliardo e della Musica o nella Stanza delle Signore. Il parco del Castello di Donnafugata si divide tra ficus e piante esotiche, fontane, vasi di terracotta, e il ‘pirdituri’, un labirinto in pietra dove i nobili erano soliti passeggiare.
Il Castello di Donnafugata è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17.
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