Fontana di Trevi, la più bella al mondo
Costruita sul retro di un grande palazzo nobiliare, è la fontana più bella, fotografata e riconoscibile che ci sia. E ha un lato... ricchissimo da mostrare
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- La fontana di Trevi nell'immaginario comune
- Storia e trasformazione della Fontana di Trevi
- La conformazione della Fontana
- Info utili per la visita
Roma, la città delle fontane e degli acquedotti, custodisce la più scenografica nel suo cuore: la Fontana di Trevi che spunta come un miraggio nell’omonima piazza tra una miriade di stradine nel dedalo urbano.
Una scenografia idilliaca in candido marmo bianco che contrasta con l’azzurro intenso dell’Acqua Vergine che ancora oggi sgorga dall'acquedotto che Marco Vipsanio Agrippa condusse a Roma nel 19 a.C. per alimentare le sue terme. Come numerose opere della città, la meravigliosa fontana barocca si ricollega all’antichità, un fil rouge che intreccia le epoche rendendo il tessuto urbano dell’urbe unico al mondo.
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La fontana di Trevi nell'immaginario comune
La Fontana venne consacrata nell’immaginario comune grazie alla famosa scena di Anita Ekberg che si immerge nelle fresche acque di una calda notte romana, quella della “Dolce Vita”, il film di Federico Fellini. Un frame che riesce a descrivere nell’azzardo di un gesto inconsueto tutta la spettacolare bellezza dell’opera, nonché della protagonista.
Non fu un caso se il famoso regista scelse la fontana più bella di Roma per il suo film. L’opera incanta da secoli frotte di viaggiatori e turisti: la piazza di Trevi è perennemente gremita di gente che cerca di scattare una foto ricordo o di lanciare una monetina come vuole la tradizione. Nelle belle giornate di sole la grande vasca luccica per l’acqua che zampilla e per gli oboli che brillano sul fondo.
Ma per quale ragione tante persone compiono questo gesto volgendole le spalle? La leggenda narra che il simbolico obolo garantisca molto presto un felice ritorno nella Capitale.
La Fontana di Trevi è un’opera che incanta chiunque per la sua incredibile bellezza ed è facile rimanere soggiogati lasciandosi trasportare dalle leggende.
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Storia e trasformazione della Fontana di Trevi
Il regale aspetto che possiamo ammirare oggi risale alla fine del ‘700 ma la fontana narra una lunga storia che inizia nel periodo antico e prosegue nel Medioevo, quando era controllata dai "marescalchi" della Curia capitolina che avevano il compito, una volta al mese, di accertarsi che nessun privato cittadino usufruisse per uso personale dell’acqua che sgorgava dalle tre vasche. Esisteva inoltre la figura dell’ "acquarol", incaricato di riempire interi barili d'acqua che poi rivendevano a domicilio.
A metà del ‘400 cominciò a delinearsi il suo nome attuale, “fontana di Trevi”: secondo gli studi effettuati il toponimo deriva da "Trejo" poiché si trovava in località detta "dello Trejo", per l’incrocio di tre importanti vie, per poi trasformarsi definitivamente in Trevi.
Non solo il nome, in quel periodo anche l’estetica dell’opera mutò completamente. Nel 1453 il Papa Niccolò V diede incarico a Leon Battista Alberti di restaurare la fonte sostituendo la struttura preesistente con un’unica grande vasca. Successivamente passò l’incarico a Giacomo Della Porta e a Gian Lorenzo Bernini per l’abbellimento decorativo: il pontefice intendeva trasformarla in un’opera grandiosa, simbolo della ricchezza del papato.
Bernini propose dei meravigliosi progetti ma tutti molto costosi, tanto da causare l’aumento delle tasse sul vino. Una scelta voluta da papa Urbano VIII che animò gli animi dei romani e la sagace ironia di Pasquino, la famosa “statua parlante” della città dove i romani affiggevano delle satire anonime, una sorta di “stampa dell’opposizione”. Così riportava in merito all’accaduto: "Per ricrear con l'acqua ogni romano / di tasse aggravò il vino papa Urbano".
Bernini morì senza vedere portato a compimento il suo progetto e al posto dei suoi sogni creativi rimase solo una grande vasca. Il lavori ripresero più di un secolo dopo quando papa Clemente XII volle rilanciare l’opera di abbellimento della fontana.
Fu Nicola Salvi che riprese i lavori nel 1735, con uno spiccato gusto estetico di ispirazione berniniana ma neppure questo artista riuscì a vedere il completamento della fontana a causa di una morte prematura. Furono Giuseppe Pannini e Pietro Bracci a terminare l’opera decorativa completando un autentico capolavoro.
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La conformazione della Fontana
La Fontana di Trevi copre tutto il lato posteriore di palazzo Poli: 20 metri di larghezza e 26 metri di altezza inscenati da un’armonica coreografia di statue e bassorilievi che omaggiano il mare. Il prospetto è costituito da un grande nicchione centrale fiancheggiato da un ordine di quattro colonne corinzie che sorreggono un enorme attico sovrastato dallo stemma di Clemente XII e coronato da una balaustra con quattro statue che simboleggiano le quattro stagioni.
Al centro si erge la statua di Oceano, fiera personificazione del mare sopra un carro a forma di conchiglia, trainato da tritoni e da due cavalli marini, uno placido e l'altro agitato, un contrasto che simboleggia i due aspetti del mare.
Ai lati nelle due nicchie laterali si trovano la statua dell'Abbondanza (a sinistra) e la Salubrità (a destra), sormontate da due bassorilievi raffiguranti, rispettivamente, uno la leggenda di Agrippa che approva il progetto dell'acquedotto e l'altro la vergine romana che indica ai soldati assetati le sorgenti dell'acqua.
Per chi è appassionato di leggende non può lasciarsi sfuggire nella ricca narrativa marmorea l'“asso di coppe", un grosso vaso posto sul lato destro della fontana. La sua posizione non è casuale, si narra che venne posizionato da Salvi per evitare gli sguardi indiscreti di un barbiere che lo disturbava continuamente con le sue critiche.
La Fontana di Trevi svela leggende e miriadi di suggestioni che animano la bellezza di questo luogo unico nel cuore di Roma.
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Info utili per la visita
Come arrivare? La Fontana di Trevi è posizionata centralmente, è possibile arrivare facendo una passeggiata a piedi dal centro città che in circa 15-20 minuti vi consentirà di essere lì.
All’andata è in discesa mentre al ritorno potrebbe essere più faticoso. Le fermate della metro più vicine sono Spagna e Barberini usufruendo della Linea A. Diverse linee bus fermano in zona, tuttavia quell’area è molto trafficata quindi è meglio optare per la metro o a piedi.
La Fontana di Trevi è accessibile al pubblico sempre, in modo del tutto gratuito. Questa è posizionata non lontano da Via del Corso in una zona tranquilla che è possibile visitare di giorno come di sera senza alcun problema.

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