A
partire dal II a.C. , in seguito all'impetuoso sviluppo demografico e
commerciale dell'Urbe, il vecchio porto tiberino, senza alcuna
possibilità d'espansione verso l'entroterra, divenne del tutto
insufficiente. Gli edili Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo,
193 a.C., iniziarono la costruzione di un nuovo,
...
Vedi tutto grande, porto
fluviale per Roma. L'Emporium. Nel 174 a.C. il porto, fino a quel
momento dotato di una semplice copertura in legno, fu lastricato in
pietra e fornito di un grande edificio con funzioni di magazzino, la
Porticus Aemilia.
I
resti dell'antico Emporium, oggi visibili, furono scoperti per la
prima volta nel corso degli scavi realizzati, tra il 1868 e il 1870,
per la realizzazione degli argini del Tevere. Per essi è previsto il
restauro e la trasformazione in area archeologica aperta al pubblico.
I
ritrovamenti hanno portato alla luce un grande edificio con ambienti
disposti in file e ubicati in tre piani distinti; una banchina di
circa 500 metri che costituisce una parte del grande molo di
carico-scarico delle merci. Il molo era pavimentato con pietre di
travertino.
Un
lungo muro chiudeva, dalla parte del fiume, questi ambienti. Nel muro
sono state ritrovate pietre d'ormeggio forate per permettere il
fissaggio delle gomene e quindi l'attracco delle navi.
Tutto
questo complesso risulta essere appoggiato ad un più vecchio
muraglione in laterizio che delimitava, dalla parte del Tevere,
un'altra fila di magazzini coperti e rivolti verso il commerciale
quartiere di Testaccio. I piani più alti ospitavano,
presumibilmente, uffici e stanze di stivaggio.
L'Emporium
fu attivo fino all'entrata in funzione dei due grandi porti di
Traiano e Claudio nella vicina Ostia.
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