Ninfeo di Egeria, il sito archeologico dove sgorgano le lacrime di ninfa
Un luogo del mito che fonde l’immaginazione con le forme della natura che lo circonda: il Ninfeo era il laghetto delle ninfe Camene che ammaliavano Roma
Ninfeo_337545405-min.jpeg
Uno dei luoghi più suggestivi dell’Urbe antica, poco conosciuto e proprio per questa ragione incredibilmente affascinante. Il Ninfeo di Egeria è il sito archeologico che si trova nel cuore della Caffarella, il grande polmone verde che appartiene al Parco dell’Appia Antica, tra la via Appia e la via Latina, un eden nel cuore della Capitale più verde d’Europa, Roma.
L’amore tra una ninfa e un re
Un monumento dell’antichità che racchiude un fascino unico, tra storia, natura e leggenda, il Ninfeo di Egeria è una meraviglia da non perdere passeggiando nei prati della Caffarella, il parco urbano che assomiglia all’aperta campagna, ettari di verde lungo il corso del fiume Almone. Un luogo del mito, che sorge dal laghetto delle Camene, le ninfe delle sorgenti che vivevano nel bosco sacro a pochi passi. Egeria era la ninfa più bella ed intelligente che sposò Numa Pompilio, il secondo re di Roma, e ne diventò fida consigliera. Quando il sovrano morì, Diana, commossa dal dolore che affliggeva la ninfa, la trasformò in una sorgente, alimentata dalle sue lacrime. La stessa fonte dove oggi possiamo ammirare il monumento antico.
Il ninfeo, uno dei siti archeologici più importanti della Roma antica
La struttura del ninfeo risale al II secolo d.C., ed apparteneva ad una grande villa ereditata da Erode Attico, dopo essere stato assolto dall’omicidio di Annia Regilla. La proprietà comprendeva ettari di verde ed era immersa in uno splendido paesaggio. La fonte dove venne costruito il ninfeo era alimentata da una sorgente naturale, una delle tante che confluiscono nel vicino fiume Almone. Da un rilievo naturale a ridosso dell’acqua, venne edificata una struttura chiusa, costruita in “opus mixtum”, una particolare tecnica edilizia del tempo, oggi ancora ben visibile nella sua trama. Il pavimento del ninfeo era rivestito di serpentino e le pareti erano splendidamente decorate da marmi policromi. La struttura era costituita da una sala rettangolare con volta a botte e un’abside dove all’interno era stata modellata un’apposita nicchia in cui si narra venne riposta la statua di Egeria. Giochi d’acqua venivano proiettati grazie a delle tubature di terracotta e l’intero ambiente era ammantato da una ricca e lussureggiante vegetazione che ricreava volutamente l’atmosfera di una grotta, un luogo fresco e rilassante dove Erode Attico si recava nelle calde estati romane. Il ninfeo era un luogo per il diletto, l’ “otium” degli antichi, durante il quale passeggiare, conversare e banchettare.
Come arrivare
È possibile accedere al Parco della Caffarella da diversi ingressi. I principali si trovano su Via della Caffarella, Via Latina e Largo Tacchi Venturi. Per arrivare con i mezzi pubblici dell’ATAC che operano nella Capitale: Metro Linea A, fermata Colli Albani, autobus: Linea circolare 118. Una volta inoltrati nel parco della Caffarella, seguire il sentiero indicato, raggiungerete il Ninfeo di Egeria immergendovi nel verde.
