Il Museo del Cenacolo Vinciano a Milano
C'è un solo posto dove ammirare la vera 'Ultima Cena': è in Italia, e devi vederlo almeno una volta nella vita
Museo del Cenacolo Vinciano Yuri Turkov - Shutterstock.com
“La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.”
Leonardo Da Vinci
L’arte per il Maestro era un’entità mutevole che si descrive nelle sublimi forme del tangibile: pennellate di colore come parole e viceversa. L’estro umano è un continuum di bellezza nonché vocazione:
“La pittura può essere insegnata solo a quelli che per natura ne sono stato dotati, a differenza della matematica, in cui l'allievo impara molto più di quello che il maestro gli offre.”
INDICE
- L'opera di Leonardo Da Vinci: "L'ultima Cena" o "Cenacolo"
- La tecnica
- La conservazione del Cenacolo
- Museo del Cenacolo Vinciano: Patrimonio Unesco - Come visitare il museo: prezzi, orari e biglietti
Al Museo del Cenacolo Vinciano a Milano è racchiusa l’opera murale più importante del mondo: “L’Ultima Cena” o “Cenacolo” di Leonardo Da Vinci. Il capolavoro del pittore, architetto, scultore, ingegnere, inventore, matematico, anatomista, scrittore, riassume tutto il genio e la curiosità della sua mente poliedrica.
Il Cenacolo testimonia l’ingegno di Leonardo capace di veicolare l’innovazione alla tradizione: rappresenta l’emblema della cultura cristiana applicando gli studi della luce e della sfera emozionale dell’uomo attraverso le posture, la gestualità e le espressioni dei personaggi, quelli che lui stesso definiva i “moti dell’animo”. Un capolavoro che racchiude i dogmi della fede e le dimostrazioni della scienza.
L’opera di Leonardo Da Vinci: “L’Ultima Cena” o “Cenacolo”
“Fece ancora in Milano, ne’ frati di San Domenico a Santa Maria delle Grazie, cosa bellissima e maravigliosa; ed alle teste degli Apostoli diede tanta maestà e bellezza, che quella del Cristo lasciò imperfetta, non pensando poterle dare quella divinità celeste, che alla imagine di Cristo si richiede […]”
Giorgio Vasari, Le vite [1550]
L’ “Ultima Cena” venne dipinta da Leonardo tra il 1495 e il 1498 nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’opera fu commissionata da Ludovico il Moro e rappresenta l’istante in cui Cristo pronunciò le parole: “Uno di voi mi tradirà”. Questa raffigurazione immortala l’apice dello sgomento dei discepoli, come descritto dai Vangeli, e permise al Maestro di raffigurare l’emotività umana nei gesti e nelle espressioni con incredibile realismo.
Una caratteristica che rende unico il Cenacolo sono infatti le “mani parlanti” degli Apostoli. Gli arti sono perfettamente armonizzati tra loro e incredibilmente realistici, soprattutto quelle di Matteo, Filippo e Giacomo a sinistra del dipinto, mentre l’Apostolo Andrea viene raffigurato con entrambe le mani alzate comunicando chiaramente l’orrore per quanto udito.
Gesù Cristo emerge al centro della rappresentazione in contrasto con il pathos emozionale degli apostoli in agitazione: la sua figura è isolata e il suo volto è sereno con le labbra socchiuse ad indicare che ha appena terminato la frase.
Dove si trova Giuda? Leonardo lo rappresentò nella figura senza gesti che siede vicino a Gesù nella parte sinistra del dipinto. Il Maestro lo raffigurò ispirandosi al priore del convento che premeva per il compimento dell’opera, una sagace incarnazione della “cattiveria” che gravava sulla sua arte.

La tecnica
L' “Ultima Cena” è un dipinto murale effettuato con la particolare tecnica definita “a secco”. Questa procedura prevede l’utilizzo della tempera ed olio su intonaco. Consisteva in una prima stesura di intonaco bianco per livellare la parete. Una volta asciutto, venivano stesi i colori seguendo lo schizzo preparatorio.
Le fasi venivano ben scandite per evitare che i colori venissero assorbiti dall’intonaco bagnato. Questa tecnica fu più adatta rispetto all’affresco poiché permetteva a Leonardo di seguire i “tempi lunghi” del suo genio evolutivo che in corso d’opera stravolgeva il lavoro con ulteriori ripensamenti.
La conservazione del Cenacolo
Fu proprio questa particolare tecnica a rendere il Cenacolo un patrimonio estremamente fragile. La procedura “a secco” della tempera forte e le condizioni ambientali dell’area provocarono nei secoli sgretolamenti e danni al colore.
Sin dal ‘500 furono necessari interventi di restauro a causa di un immediato degrado del Cenacolo, tanto da essere definito dal Vasari “Una macchia abbagliata”, considerandolo già perduto.
Il destino di questo capolavoro fu in realtà più roseo dell’ infelice previsione: un gran numero di restauri iniziati nel 1726, compromise l’opera deformandone l’aspetto ma la fece sopravvivere ai secoli. L’ “Ultima Cena” fu inoltre baciata dalla fortuna e scampò per un miracolo al bombardamento nel 1943 che danneggiò il refettorio, grazie ad alcuni semplici sacchi di sabbia posti a protezione.
L’ultimo intervento di restauro è stato eseguito nel 1999, una minuziosa opera che ha restituito al pubblico l’autenticità dei colori e i disegni originali di Leonardo.
Il Cenacolo ora è protetto da un sistema hi-tech per la sua conservazione, e la sua preservazione è una sfida per i restauratori, architetti, storici dell’arte e per tutta l’umanità, con l’obiettivo di far vivere questo patrimonio per le future generazioni. Un capolavoro di intonaco e tempera più fragile del cristallo, di fronte al quale sembra quasi doveroso dosarlo con lo sguardo.
Il Museo del Cenacolo vinciano: Patrimonio Unesco
L’ “Ultima Cena” di Leonardo e a Chiesa e al Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie sono dal settembre 1980 Patrimonio dell’umanità Unesco. Vennero così definiti:
“Realizzazione artistica unica, di un valore eccezionale universale che trascende tutte le contingenze storiche. Il Cenacolo ha esercitato un’influenza considerevole, non soltanto sullo sviluppo di un tema iconografico ma anche sul destino della pittura. Non è esagerato affermare che la sua realizzazione ha aperto una era nuova nella storia dell’arte”.
Come visitare il museo: prezzi, orari e biglietti
Come segnalato dal Museo del Cenacolo Vinciano: la tutela del capolavoro di Leonardo richiede condizioni ambientali ottimali, ottenute attraverso il trattamento dell’aria, nonché attraverso particolari procedure per l’accesso dei visitatori, ammessi in gruppi contingentati.
Per garantire le migliori condizioni ambientali del dipinto, i turni di visita durano 15 minuti per un numero massimo consentito di 35 persone per volta.
- Apertura: da martedì a domenica aperti dalle 08.15 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.45).
- Chiusura: tutti i lunedì e nei giorni 1 gennaio e 25 dicembre (salvo diverse indicazioni trasmesse dal superiore Ministero per i Beni e le Attività culturali).
- Biglietti: 15,00 € intero; 2,00 € per i giovani dai 18 ai 25 anni 2,00 € per il diritto di prenotazione.
Gratuito:
- Cittadini sotto i 18 anni comunitari ed extracomunitari.
- Studenti (con lista nominativa firmata dalla Scuola).
- Personale docente della scuola (con attestazione rilasciata dalle Istituzioni scolastiche).
- È previsto inoltre l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese e in particolari occasioni; per l’elenco completo visitare il sito Iovadoalmuseo.
Elena Bittante

Voto complessivo