Botteghe di alabastro Volterra, un’antica tradizione etrusca
La candida pietra viene ancora lavorata ancora artigianalmente dalle sapienti mani degli alabastrai, uno spettacolo d’arte da ammirare per le vie di Volterra
Botteghe di alabastro penofoto / Shutterstock.com
Lo splendido borgo di Volterra, uno dei gioielli toscani in provincia di Pisa, è noto per le botteghe artigiane dove si lavora ancora l’alabastro come nell’antichità. Un sapere antico che valorizza questa materia prima che contribuì a fare grande la città nei secoli ed ancora oggi vanta una produzione più unica che rara, una tradizione antica che persevera nel tempo dopo duemila anni.
Le botteghe di alabastro, una lunga storia volterrana
L’alabastro a Volterra non è solo una forma di artigianato, è cultura. Rispetto ad un tempo, oggi sono rimaste poche le botteghe all'interno del centro storico ma il loro lavoro mantene in vita una pratica millenaria, una vera e propria arte. La lavorazione dell’alabastro infatti è rimasta la stessa: i blocchi che arrivano dalle cave del territorio circostante vengono squadrati con una sega a due mani e poi lavorati con i medesimi attrezzi. Ma perché a Volterra è così importante la lavorazione di questa candida pietra?
Dobbiamo agli Etruschi questa preziosa eredità che sfruttarono le risorse locali per dar vita ad un artigianato identitario. Secondo accurati studi, l’alabastro venne lavorato a partire dal VIII sec. a. C., come testimonia la Tomba di Badia, composta da lastre di marna gessosa presente nelle cave di alabastro. Un sapere che gli Etruschi acquisirono dagli artigiani provenienti dalla Grecia. Inizialmente la lavorazione dell’alabastro era riservato ai monumenti funerari, sono infatti tantissime le urne rinvenute nelle campagne di scavo archeologico pervenute sino a noi. Nel Medioevo l’uso di questa materia prima cessa quasi completamente per poi rifiorire nel Cinquecento con il Rinascimento. in questo periodo venne considerato un materiale di grande pregio, utilizzato per realizzare opere d’arte sacra come tabernacoli, cibori, acquasantiere, candelabri, colonne, opere commissionate per diverse chiese della città. Quello che non si sospetta è che l’aumento considerevole delle botteghe artigiane per la lavorazione dell’alabastro avvenne nell’Ottocento, in quanto l’artigianato alabastrino era sempre più richiesto dal commercio europeo. Inoltre un notevole impulso fu per la partecipazione degli artigiani volterrani alle esposizioni nazionali ed internazionali che fecero conoscere quest’arte anche oltre confine.
Le antiche botteghe del centro
Le antiche botteghe degli alabastrai che oggi si trovano nel borgo di Volterra non sono molto diverse da quelle che avremmo visto in epoca etrusca: la tecnica, gli strumenti e gli ambienti non sono cambiati molto nel tempo avvalorando il tesoro immateriale della cultura volterrana.
Le zone dove si trova la maggiore concentrazioni di botteghe sono via Matteotti e via Porta dell’Arco. Qui vivrete tutto il fascino di questa antichissima pratica che crea delle vere e proprie opere d’arte, una realtà produttiva e culturale fondamentale per Volterra, per la Toscana e per il nostro paese che vanta nel mondo delle peculiarità uniche e millenarie.
L’Ecomuseo dell’Alabastro
Per valorizzare questo tesoro materiale e di conoscenza, dagli anni ‘80 gli artigiani e gli addetti ai lavori hanno dato vita ad un progetto per la realizzazione di un Ecomuseo dell’Alabastro. La sede espositiva si trova nella medievale casa-torre Minucci, un percorso che vi accompagnerà alla scoperta di questo affascinante mondo, dal reperimento della pietra, alla qualità della stessa, agli stili e i modelli impiegati dagli scultori, ai mercati e ai viaggiatori che specie nell’Ottocento diffusero la conoscenza dell’alabastro oltre Volterra e la Toscana. Un luogo suggestivo che custodisce il patrimonio di storia, cultura, e tradizioni che questo artigianato ha prodotto in secoli e secoli di attività.
Come arrivare all’Ecomuseo dell’Alabastro
Indirizzo: Via dei Sarti, Palazzo Minucci Solaini

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