Quartiere Coppedè, il quartiere a regola d'arte di Roma
È uno dei segreti meglio custoditi della Capitale, un luogo dove camminare tra strade e palazzi è come visitare una galleria d'arte (a cielo aperto)
Quartiere Coppedè AlePana / Shutterstock.com
Il quartiere Cappedè è uno degli angoli di Roma più caratteristici.
Un vero e proprio luogo incantato. Vi si accede attraverso un arco enorme che unisce due palazzi. Una volta oltrepassato l'arco ci si trova catapultanti in un angolo della Città Eterna davvero surreale, dove l'Art Decò convive, in un mix di magica bellezza, con l'arte e l'architettura greca, medievale, gotica, barocca e Liberty.
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Alla scoperta di Coppedè
Lontano dai circuiti più battuti dal flusso turistico, il quartiere Coppedè, non è ciò che si definisce un vero e proprio quartiere, bensì è una piccola fetta del variegato mondo romano, frutto dell'estro creativo dell'architetto Gino Coppedè.
Il quartiere, che è stato realizzato fra il 1913 e il 1926, sorge tra la via Salaria e la Nomentana ed è costituito da ventisei palazzine e da diciassette villette. Oltrepassato l'arco che lega i Palazzi degli Ambasciatori, l'occhio viene rapito dal bellissimo lampadario in ferro battuto, che pende maestoso sotto una volta riccamente decorata.
Ma questo è solo un assaggio. Oltre la porta lo spazio si trasforma in un luogo di bellezza assoluta. Qui i palazzi hanno forme e dimensioni bizzarre, qui è tutto un tripudio d'arte e di decori che narrano storie.
Al quartiere si accede passando per via Dora, tra marmi, decorazioni, loggiati, torrette e archi, Coppedè con i suoi insoliti palazzi, sorge intorno a piazza Mincio, dove domina la bellissima fontana delle Rane, la stessa in cui i Beatles si tuffarono vestiti dopo il concerto al Piper Club.
A destra della fontana è possibile ammirare il Palazzo del Ragno, così denominato perché il suo portone d'ingresso è decorato da un grande aracnide simbolo dell'operosità.
Al terzo livello, su un piccolo balcone con loggia, si trova un dipinto che raffigura un cavaliere tra due grifoni, il tutto capeggiato dalla scritta latina Labor.
Da destra a sinistra della piazza, un altro portone arricchisce lo spazio urbano, questa volta con decorazioni arabeggianti.
Tra una scoperta e l'altra, la passeggiata fra gli incanti di Coppedè fa conoscere al visitatore un'altra lodevole creazione, il Villino delle Fate, architettura composta da tre villette con muri in comune. Pregevolmente decorate le tre strutture rendono omaggio alle città di Firenze, di Roma e Venezia, ricordate attraverso simboli e personaggi di rilevo.
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Oltre l'arte e l'architettura
Non solo arte e architettura, il quartiere Coppedè è anche musica e cinema. Gli amanti della discoteca, a soli due passi dall'arco, troveranno nel quartiere uno dei locali storici di Roma, la famosa discoteca Piper, quella frequentata da artisti della levatura di Anna Magnani, Vittorio Gassman e Patrick Samson, giusto per citarne alcuni.
La dimensione magica di Coppedè è stata fonte di grande ispirazione per diversi registi, che lo hanno eletto location delle loro opere. Qui sono nati capolavori come l'uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento, o ancora, Audace colpo dei soliti ignoti di Nanni Loy.
Ricco di bar e ristoranti lodevoli, il quartiere Coppadè è raggiungibile con le linee dell'autobus 38; 80; 83; 92 e 360. Il quartiere è altresì raggiungibile in treno, linea, con il tram n° 19 e con la metro B
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