Essaouira: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Essaouira: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Essaouira, la città dalla medina iscritta nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità dell'Unesco, anche detta la ‘bella addormentata’ per il suo carattere pacifico.
Essaouira, la perla dell’Atlantico, città di mare e dall’elegante architettura moresca che affascina senza scampo, ricca di botteghe artigiane e di musica che allieta e incanta gironzolando tra le sue abitazioni, spiando le porte azzurre che si aprono lasciando intravedere cortili interni, verdeggianti e caratterizzati da fontane la cui acqua cade creando un suono armonico che invita al relax.
Città gourmet, anche, per via della sua cucina che mette insieme il meglio delle ricette marinare armonizzate con quelle provenienti dall’entroterra e dalle montagne dell’Atlante: piatti berberi presentati con un guizzo internazionale. Accade solo qui, a Essaouira, Marocco.
Il simbolo di Essaouira? Il suo porto. Trafficato, movimentato, reso suggestivo con i gabbiani che punteggiano cielo e mare su un panorama costruito attorno ai pescherecci colorati per lo più di azzurro, polveroso e charmant, un po’ diverso da quello brillante e intenso che sottolinea porte e finestre nella Medina. E con contorno di pescatori intenti ad aggiustare le maglie delle reti, mentre tavolacci di legno, qua e là, davanti alle osterie, sono pronti per ospitare chi desidera assaggiare i gustosi piatti di pesce, direttamente dalla fonte, là a pochi passi.
In giro per Essaouira, da vedere ovviamente la sua Medina, un crogiuolo di case bianche, in cui si aprono botteghe di artigiani. Lì ci si ferma, a vedere le ricchezze dell’artigianato berbero. Si entra per ammirare i tappeti, mentre il negoziante fa sedere e offre un bicchiere di the alla menta, dolcissimo e caldissimo, così senza impegno, perché i marocchini amano mostrare i loro tesori, raccontando storie, vere o false, chissà, mettendo al centro della loro attività un’ospitalità squisita, che fa sentire a casa. E se poi le sue chiacchiere convincono all’acquisto, meglio… altrimenti, sarà per la prossima volta! E ciò si ripete per le boutique di gioielli e i laboratori dove il profumo del legno si concretizza con accessori per la casa intarsiati mirabilmente a mano.
I profumi, i colori, l’allegria, il brusio, la musica si moltiplicano al centro della Medina, nel souk, il mercato, che è tutta un’esperienza da vivere solo per sentire tutto quel vociare e quella meraviglia. Da vedere anche la Mellah (che si chiama così da un termine che indicava la vendita del sale), il quartiere ebraico (oggi di ebrei non ce ne sono quasi più), letteralmente incastonato a ridosso delle mura.
La Kasbah è la cittadella fortificata costruita a difesa del porto, con tanto di mura merlate, dove ci sono ancora i cannoni spagnoli del 1660 rivolti verso l’Atlantico e dove si possono ancora vedere le stanze dove stazionavano gli schiavi prima di continuare la loro triste avventura verso l’America.
Da vedere il Museo Sidi Muhammad ben ʿAbd Allah che ospita oggetti relativi alle arti e alle tradizioni regionali con collezioni di strumenti musicali, raccolta di gioielli, di tappeti e costumi cittadini, di armi e pitture su legno. Ci sono anche i disegni che vengono presi come base per realizzare sulla pelle delle donne immagini propiziatrici con l’henné, la tintura vegetale, molto in voga per celebrare anche con il corpo le diverse feste o celebrazioni, matrimoni, nascite e così via.
Oltre il porto, ci sono le isole Porporine. Ampia e lunga la spiaggia di Essaouira, molto frequentata non solo per il bagno. Ci sono punti in cui le onde permettono il surf, dalle parti della baia di Sidi Kaoki, dove il vento soffia con la massima forza.
È la Medina il cuore shopping di Essaouira. Botteghe, negozi, boutique, laboratori, bancarelle o merce ordinata su un telo poggiato per strada: ecco i punti dove trovare accessori di legno di cedro e di thuja, borse di paglia, gioielli alla foggia berbera, in particolare d’argento con pietre dure (da non perdere la Croix du Sud, un gioiello a forma di croce, una forma che per i Berberi rappresenta i punti cardinali), i tappeti, i cosmetici, dall’henné ai rossetti al papavero, all’olio di argan, un arbusto simile a un olivastro, i cui effetti cosmetici e salutisti sono conosciuti da secoli.
Essaouira è un vivace centro culturale, in cui soprattutto la musica trova il meglio tra le strade della Medina, fino alle ore tarde della notte, quando rimangono aperti locali in cui bere il the alla menta, magari curiosando tra gli atelier d’arte. Da ascoltare i musicisti che suonano gli strumenti a percussione o a corda e con i ballerini che con il ritmo della musica entrano addirittura in trance.
Per mangiare, tanti i ristoranti sul porto, rustici o chic a seconda delle esigenze o dei gusti. Lo stesso vale per la Medina dove provare il cous cous nelle sue diverse declinazioni.
Attorno alla città ci sono boschi di thuje, eucalipti, alberi di argan. Scendendo verso Agadir, al sud, località marina in cui sono concentrati molto prestigiosi alberghi, si può assistere a un curioso spettacolo: capre che, incuranti dei turisti che si fermano a fotografarle, salgono sui rami di questi alberi, rosicchiandone le foglie.
Dalla spiaggia di Sidi Kaouki si può arrivare allo oued, fiume che in alcuni periodi è secco e in altri è frequentato da fenicotteri rosa. Verso Cap Sim si possono osservare le dune di sabbia che l’oceano sta consumando e visitare il vicino villaggio berbero. A Safi, che dista circa 130 chilometri, si va per il suo artigianato della ceramica nel suo divertente mercato.
Poi, c’è Marrakech, non vicinissima, ci si arriva in almeno due ore, lasciando la costa e entrando in altri paesaggi di cui è variegato il Marocco. Circondata dalla catena dell’Atlante, la città rossa, per via del colore delle sue abitazioni che rubano la tonalità alla sabbia del Sahara, ha tante meraviglie, la sua Medina, la sua piazza Jma El Fnaa, la sua Koutubia, il Jardin de Majorelle. Vale assolutamente il piacere.
Essaouira ha anche un suo aeroporto ma il consiglio migliore è, trovandosi in una delle città costiere come Agadir, Safi o Casablanca, o dell’interno, come Marrakech e Fez, prendere un taxi, esattamente un ‘grand taxi’, per percorrere paesaggi che cambiano continuamente, in un turbinio di colori e forme che non possono non ammaliare. E il taxista si trasforma in una guida d’eccezione.
Cosa vedere secondo voi










