Essaouira: la guida completa e aggiornata
Guida Essaouira, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Circa 70mila abitanti per Essaouira, città marocchina affacciata sull’Oceano Atlantico. Il clima è di tipo temperato, con temperature che in estate si aggirano sui 25°C e in inverno attorno ai 15°C. Il vento è presente continuamente e contribuisce comunque a mitigare i picchi più caldi.
Città portuale, è capoluogo della provincia omonima, è situata all'interno della regione di Marrakech-Tensift-El Haouz ed è dotata di una lunga spiaggia dalla sabbia fina e chiara.
I Greci frequentano la zona dal VII secolo avanti Cristo ma sono i Cartaginesi a fondare Essaouira, trovando che il luogo, abitato da genti Berbere, fosse ideale per mettere su un porto verso altre zone africane a sud. Tutto ciò non è indolore, perché i Berberi insorgono contro i Cartaginesi che vengono vinti.
Tra l’altro il posto è rinomato per le tinture di tessuti con la porpora ottenuta dal gasteropode Murice, attività molto apprezzata nel mondo antico. Attorno al III secolo avanti Cristo qui si instaura una monarchia che prima entra nella sfera di Roma poi nel suo dominio, siamo circa nel 42 dopo Cristo. Di Essaouira si hanno scarse notizie fino al X secolo, quando è conquistata dagli Arabi musulmani. Nel 1400 i Portoghesi la usano spesso per i loro traffici e la ribattezzano Mogador. La città amplifica il suo carattere cosmopolita e tra i suoi abitanti ci sono tanti europei, anche di religione ebraica, molto attivi nel commercio verso il vecchio continente, grazie alle tante merci che arrivano dall’interno, il che crea stabilità e floridezza.
Il 1764 è l'unico porto marocchino aperto al commercio estero, poiché il sultano Muḥammad ibn ‛Abdallāh III ne fa una base navale fortificata e, all’interno di una poderosa cinta di mura, ne ridisegna l’impianto urbano dandole un look europeo, mantenendo però l’intricata rete di strade che si intersecano tra loro, e la chiama Essaouira.
Nel XIX secolo il Marocco è protettorato francese e vengono aperti altri porti per il commercio estero, da Tangeri a Casablanca e Agadir. Dopo anni di decadenza, risorge a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, quando il regista Orson Welles ambienta qui il suo “Otello” e soprattutto negli anni ‘60-’70, grazie agli hippy: gente come Jimi Hendrix, Frank Zappa, Cat Stevens, che si riuniscono qui per fare la ‘loro’ musica e molto attratti da quella Gnaoua, introdotta in Marocco dagli schiavi neri che proprio dal porto di Essaouira venivano imbarcati per il nuovo mondo. Nel 1956, con l’indipendenza del Marocco dalla Francia, ritorna ad essere Essaouira.
L’ economia di Essaouira si basa sulla pesca e sull’artigianato, dai tessuti ai tappeti al legno (soprattutto quelli di cedro e di thuja, molto profumati) alla paglia ai gioielli d’argento e d’oro. Sempre più rilevante il turismo.
L’evento tra gli eventi qui a Essaouira è il Festival Internazionale Gnaoua, ovvero musiques du monde, un concentrato di musiche provenienti da ogni parte del globo, che si svolge tra fine giugno e inizio luglio. Il nome è legato agli Gnaoua, i discendenti degli antichi schiavi dell'Africa Nera. Ma non c’è solo musica, la città è invasa da incantatori di serpenti, venditori di pesce, veggenti, medium. Il momento culminante si chiama Lila, quando un mago in stato di trance invoca gli dei. Un unicum tra musica moderna, tradizionale, magia, eccentricità.
A Essaouira la cucina è caratterizzata dal mare. Da non perdere le sardine alla griglia o il fritto misto con pescetti mini o quello di calamari. Ci sono anche le zuppe e da assaggiare il cous cous (il piatto tipico berbero ottenuto con palline di semola) di pesce, ma anche quello di verdure o con carne di montone. Le tajines, termine che indica il contenitore di coccio in cui si cuociono le varie pietanze, come lo spezzatino di agnello e pollo con le prugne o il pollo al limone. Da assaggiare anche le salse, la harissa piccantissima a base di aglio e peperoncino o la amlou, a base di olio di argan, mandorle pestate e miele. Da non lasciarsi sfuggire pure i contorni come un’insalata di pomodori e cipolle con un pizzico di cumino o il pasticcio di melanzane e pomodori. Da bere, il the alla menta.
Mogador deriva dal nome arabo al-Mogdūl, ben custodita, mentre Essaouira in arabo vuol dire muraglia, fortificazione.
Essaouira, la città del vento o la ‘ben disegnata’, come qualcuno l’ha chiamata studiando la sua medina, patrimonio dell’Umanità. Strade strette che si intersecano tra loro, tra casette basse bianche dai profili blu che richiamano il colore dell’oceano. La sua è un’atmosfera che sa di Africa e di Europa allo stesso tempo, dall’essenza particolare dovuta al suo essere ancora terra di frontiera e di accoglienza tra gente di diversa cultura.









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