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Yangon: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Yangon: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Yangon, la città giardino dell’Asia.  Yangon, la città che pur in una difficile situazione economica è riuscita a varare lo Yangon City Heritage List, un programma di conservazione e tutela dei suoi principali monumenti storici.

Tra templi magnifici e l’effervescenza dei mercati, dei ristorantini, dei chioschi dove non solo apprezzare la cucina di qui ma anche la squisita gentilezza degli abitanti.

Il simbolo di Yangon la Pagoda (Paya) Shwedagon, monumento buddista, alto 98 metri in posizione dominante sull’abitato, visto che è posto sulla collina di Singuttara vicino a un lago. Il suo nome unisce i termini ‘shwe’, cioè oro, e ‘dagon’, l’antico nome della città. La cupola centrale della Pagoda è quasi interamente ricoperta d’oro, impreziosita da migliaia di pietre preziose, rubini, topazi, zaffiri, diamanti di cui uno a 72 carati in cima. Un’architettura opulenta ma di grande valore religioso visto che è importante luogo di pellegrinaggio sacro per i fedeli buddisti. La Pagoda è stata costruita tra il sesto e il decimo secolo dopo Cristo secondo gli archeologi, secondo la leggenda 2600 anni fa, quando due fratelli birmani incontrarono in India

Gautama Buddha, che consegnò loro otto dei suoi capelli da depositare sulla collina di Singuttara a Yangon. Il che successe al loro ritorno in patria con l’aiuto del re Okkalapa. Oltre ai famosi capelli del Buddha storico, cioè Gautama, il monumento ospita altri ricordi di tre dei sette Budda del passato, il filtro d’acqua di Konagamana, un pezzo dell’abito di Kassapa e il sostegno di Kakusandhai. Al tramonto, il complesso assume un particolare color rosa.

Da non perdere a Yangon anche un altro tempio, la Pagoda Chaukhtatgyi, con la gigantesca statua del Buddha sdraiato, la cui età (sempre secondo la leggenda) sarebbe addirittura antecedente a quella della Pagoda Shwedagon. La sua caratteristica è di avere una base circolare, che oggi funge un po’ da spartitraffico, ma il suo fascino rimane integro. Da vedere pure la Pagoda Botatang, anch’essa molto antica ma distrutta nel corso della II guerra mondiale, per cui quella che si vede è una ricostruzione fedele: presenta una stanza sotterranea quadrata in cui sono stati trovati oggetti preziosi. Importante poi il Mausoleo dei Martiri, dall’architettura tradizionale, dedicato al generale Aung San, ucciso da un avversario politico nel 1947, alla vigilia dell’indipendenza, nonché padre di Aung San Suu Kyi.

Nel National Museum si trovano tante informazioni sulla storia della città e del paese, mentre tra i parchi, uno dei tanti dove passeggiare, c’è il Kandawgyi Nature Park, con tanto di lago, in un tripudio di alberi. Vicino al giardino zoologico è il delizioso lago Kandawgyi. Nel Mahabandoola Park, nei pressi della Pagoda Sule e del fiume, ci sono roseti famosi e il monumento all'indipendenza, a forma di obelisco.

Per lo shopping, a Yangon si trovano negozi un po’ ovunque ma il posto sicuramente al top è il Bogyoke Aung San Market, mercato coperto su due piani con circa duemila botteghe. Si compra riso, spezie, the, souvenir di stoffa e oggetti di legno colorati e decorati e… tutto ciò che più ispira!

Per quanto riguarda la vita notturna, spesso sono i grandi alberghi a offrire serate a tema, oppure si possono visitare i locali attorno ai monumenti principali, le Pagode, ad esempio, e lungo il fiume, in cui respirare l’atmosfera più vera della città.

Per mangiare, non c’è che l’imbarazzo della scelta, ovunque ci sono ristorantini e anche per strada le bancarelle dove trovare il gustoso mohinga, pesce e carne alla brace, soprattutto attorno alla zona di 19th Street, tutta roba cucinata al momento.

Locali ci sono poi vicino alle Pagode, dove fermarsi a bere il the, scuro e amaro con un po’ di latte.

Da non perdere una piccola crociera lungo il fiume Yangon, partendo dal molo con il traghetto per Dalah, per assaporare persino dall’acqua la movimentata vita della città. Divertente poi il Circular Train, lento e dalle partenze… a discrezione dell’autista: il giro completo si fa anche in tre ore ma è comunque un altro modo per vedere da vicino la quotidianità di Yangon.

Se si vuole uscire dalla città, si può raggiungere il Lago Inle, nell’entroterra, i cui ci sono chiazze di vegetazione galleggiante, fissati al fondo con pali di bambù: vi si coltivano frutta, ortaggi e fiori. Il risultato è una sorta di reticolato di canali che sono tenuti sotto controllo da appositi guardiani in barca, i figli del lago.

A Yangon ci sono 5,30 ore in più rispetto all’Italia; più 4,30 con l’ora legale. Oltre che il passaporto valido, per entrare nel paese serve il visto d’ingresso, da richiedere presso l’Ambasciata dell’Unione del Myanmar a Roma. La situazione del paese è tale da consigliare l’iscrizione al sito governativo www.dovesiamonelmondo.it.

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