Yangon: la guida completa e aggiornata
Guida Yangon, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Situata nel sud del Myanmar (un tempo detta Birmania), Yangon si stende sulle rive dell’omonimo fiume, che prima di arrivare in città si chiama Hlaing e rappresenta il ramo più orientale del delta dell'Ayeyarwady.
Vivace porto commerciale, con circa cinque milioni di abitanti, dista una trentina di chilometri dalla costa del Mar delle Andamane ed ha una notevole rete di corsi d’acqua che si intrecciano visto che è allacciata ai fiumi Ayeyarwady e Sittoung con due canali navigabili, cioè il Twante e il Pegu-Sittang.
Il suo clima tropicale la rende calda, umida e piovosa più o meno a seconda del periodo, tenendo conto che in genere il territorio è colpito dai monsoni e da conseguenti intense piogge tra febbraio e ottobre, con temperature anche fino a 35°C. Meno umidità è tra novembre e gennaio, con temperature tra 20-25°C, il periodo consigliato per una visita.
La città è stata fondata dalla popolazione Mon nel VI secolo avanti Cristo, con il nome di Dagon e rimane tale per tanti secoli fino a che nel 1755 diventa capitale del fresco regno di Birmania, con il nome di Yangon, cioè “fine del conflitto”, per via del termine delle diverse guerre che avevano attanagliato il paese.
Nel 1824 viene occupata dagli Inglesi ed è posta sotto l’amministrazione britannica della East India Company; le cambiano il nome in Rangoon, con cui è ufficialmente capitale. Tra il 1941 e il 1942 è conquistata dai Giapponesi, nel 1945 ritorna in mano inglese. Quando il paese ottiene l’indipendenza dalla Gran Bretagna, nel 1948, ne è capitale. Cessa questo suo ruolo nel 2005, anno in cui ritorna al suo nome di Yangon, metre la capitale è spostata a Naypyidaw , a circa 300 chilometri di distanza.
La difficile economia di Yangon si basa su scambi commerciali portuali, sull’agricoltura, soprattutto produzione di riso, sull’allevamento di bovini e sulla pesca.
Gli eventi a Yangon sono spesso legati alla fede buddista professata almeno dall’80% della popolazione, dipendono dal calendario lunare e coincidono spesso con la fase di luna piena.
Da ricordare la Festa delle Pagode, che si tiene soprattutto in marzo. In aprile c’è la Thingyan Water Festival che celebra l’anno nuovo e coincide anche con la Festa dell’acqua: assomiglia un po’ al nostro carnevale. A maggio c’è la Festa di Kason in onore di Budda e per tradizione le pagode si visitano per innaffiare le banyan, il Ficus Sacro, sotto le cui fronde si narra che il Buddha ricevette l’illuminazione. A luglio c’è la suggestiva Festa delle Luci e a dicembre si ricordano i nat, gli spiriti che accompagnano la vita degli uomini.
La cucina a Yangon si basa sul riso, affiancato dal curry, con il quale si prepara pure un brodo di pesce (in genere pesce gatto) molto saporito, il mohinga, in cui ci sono anche spaghetti di riso. In genere è venduto tra le bancherelle per strada a ogni ora. Grande la varietà di frutta tropicale che spesso si accompagna a pesce o carne grigliati.
Tra i personaggi noti in tutto il mondo, il premio Nobel per la pace 1991 Aung San Suu Kyi, politica cui la band irlandese degli U2 ha dedicato il brano Walk On, contenuto nell'album All that you can't leave behind, per la sua battaglia verso la democrazia nel suo paese.
Yangon è un curioso e affascinante mosaico di costruzioni di varia epoca e di varia cultura, un mix come lo sono le etnie che convivono da sempre in questa ex capitale. Molti edifici sono stati costruiti tra la fine del 1800 e i primi del 1900, dall’impronta coloniale, altri ricordano lo stile delle città indiane. Altrettanto numerosi quelli tradizionali di legno, con grandi viali alberati e parchi, che regalano un’atmosfera di pace un po’ ovunque, nonostante il traffico caotico.







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