Storia, Cultura e Tradizioni in Armenia
Informazioni utili e cenni storico-culturali riguardo Armenia
L'Armenia, situata tra Europa, Medio Oriente, Asia e Russia ha da sempre risentito dell’influsso culturale degli imperi che si sono succeduti in questa area geografica. Sul territorio armeno si sono succeduti Urartei, Greci, Romani, Persiani, Arabi, Ottomani e Russi, ma il paese ha sempre mantenuto una propria identità culturale che si è sviluppata soprattutto grazie all'adozione del Cristianesimo come religione di stato nel 301 d.C. e alla creazione di un alfabeto originale, che permise la traduzione in lingua armena dei testi sacri e la nascita di una letteratura fiorente.
Ancora oggi, è possibile osservare alcuni dei 17.000 preziosi manoscritti antichi che rappresentano una parte importante del grande patrimonio culturale armeno, conservati presso l'istituto dei manoscritti Matenadaran a Yerevan.
L'originale cultura cristiana armena si è espressa nel tempo soprattutto attraverso l'architettura, soprattutto quella religiosa, e la scultura. La pietra, l'unico elemento che poteva resistere alle numerose invasioni e distruzioni che il paese ha subito nel corso dei millenni, è presente nelle migliaia di khatchkar, stele scolpite nel tufo raffiguranti la croce e altri elementi simbolici, che servivano a commemorare o celebrare gli eventi più importanti. In tutte le sfumature di colore del basalto sono stati costruiti i grandiosi complessi monastici e le chiese dal tipico stile armeno, famose in tutto il mondo per le originali soluzioni architettoniche che influenzarono l'arte cristiana occidentale.
La musica è parte integrante della vita quotidiana degli armeni: le influenze sono chiaramente mediorientali, mentre è tipicamene armeno il suono del duduk, uno strumento a fiato simile al flauto che da un tono struggente e sentimentale alla musica armena.
Nel campo della letteratura rivestono grande importanza fiabe, proverbi e racconti popolari. Negli ultimi anni gli occhi di tutto il mondo sono stati puntati sull’Armenia grazie alla scrittrice italiana di origine armena Antonia Arslan, che con il libro denuncia “La masseria delle allodole”, in cui narra le atrocità del genocidio armeno del 1915, ha riportato alla luce uno dei momenti più bui di questo popolo.





