Territorio e vegetazione Parco delle Alpi Apuane
Parco delle Alpi Apuane: tipologia del parco, attrattive e bellezze naturalistiche
Le Alpi Apuane sono una catena costiera che corre sulla costa nel nord della Toscana, tra la Versilia, la Lunigiana e la Garfagnana.
Il cordone, di circa trenta chilometri, è caratterizzato da una forma ad arco con la concavità rivolta verso il Mar Ligure e corre per un tratto parallelamente all’Appennino settentrionale.
Rispetto alla catena appenninica però, caratterizzata da forme dolci ed arcuate, le Alpi Apuane presentano pendici ripide e spigolose, con pareti verticali e torrioni: per questo motivo fu ad esse attribuito il nome di “Alpi”, che sta a significare una continuità geo-morfologica con questa catena, nonostante le altitudini siano decisamente più modeste.
Il nome “Apuane” deriva invece dall’antica popolazione che viveva in queste zone prima della conquista romana.
Le cime del complesso, soprattutto nelle parte centrale all’altezza del monte Sagro e dell’Altissimo, sono una grande muraglia calcarea, praticamente spoglia di vegetazione, che blocca i potenti venti occidentali e raccoglie le acque che questi trasportano convogliandole nelle zone umide del fondovalle.
Come in tutta la catena alpina, anche tra queste montagne si notano le deformazioni e le frature causate dalle violente spinte che generarono l’orogenesi: il geologo Repetti le definì stupendamente “un mare tempestoso istantaneamente pietrificato”.
Nella parte nord si notano i segni delle cave che asportarono il marmo soprattutto nei pressi di Carrara, mentre nella parte meridionale l’ambiente conserva maggiormente i suoi connotati tipici, con rilievi che sembrano emergere dai loro basamenti smussati e boscosi, al di sotto dei quali ampie aree verdi circondano il fiume Frigido e i torrenti Serra e Vezza con carpini neri, roverelle e castagni.
Le rocce di natura silicea rendono il suolo praticamente impermeabile, e perciò ricco di sali minerali.
La parte della Garfagnana che si addentra nell’entroterra presenta caratteristiche diverse: dalle vette più alte di ha un lento abbassamento di livello fino alla grande depressione che separa le Alpi Apuane dagli Appennini nella quale scorre il fiume Serchio.
In ogni valle sono stati creati con gli affluenti del Serchio dei bacini artificiali usati per produrre energia elettrica.
In queste aree si stagliano cime di non scarsa importanza, come il Monte Pisanino, il più alto delle Apuane, il Pizzo d’Uccello, il Monte Roccandagia, il Monte Sumbra, la Pania Secca e il Pizzo delle Saette.
Mentre la parte bassa di questa zona è caratterizzata da una morfologia riconducibile all’azione millenaria del fiume e dei suoi affluenti, nella parte alta sono ancora chiaramente leggibili le “ferite” lasciate dai grandi ghiacciai, come valli pensili o circhi.
In questo versante rivolto verso l’interno la vegetazione può svilupparsi maggiormente rispetto al versante rivolto verso il mare.
Intorno alla valle del Serchio si trovano spesso, in luogo dei carpiteti, boschi di castagni con un florido sottobosco, sormontati da una fascia di cerri che si spingono fino a circa mille metri di altitudine.
Ancora più in alto, l’ultima vegetazione a busto lungo che si incontra è quella delle faggete, prima che cedano il posto agli ampi pascoli e alla vegetazione rupestre delle cime.
Le selve delle Garfagnana costituiscono un prezioso “polmone verde” per le zone circostanti; soltanto nelle aree limitrofe ai paesi i boschi cedono il terreno ai campi coltivati situati tra i 300 e gli 800 metri.
Più in alto (1000-1100 metri) si possono incontrare modeste zone coltivate in prossimità delle aree adibite a pascolo.









