Territorio e vegetazione Parco Nazionale della Sila
Parco Nazionale della Sila: tipologia del parco, attrattive e bellezze naturalistiche
Le origini dell'altopiano della Sila sono da collocare ad un’epoca geologica anteriore di quella dell'orogenesi appenninica. Graniti, scisti e gneiss biotici costituiscono genericamente l’ossatura rocciosa di base del Parco.
Tale morfologia produce un ambiente fisico vario e scarsamente accidentato.
Il paesaggio silano è dunque il risultato di una ricca alchimia di elementi geologici che ha determinato una abbondante e complessa vegetazione e fauna. La limitata attività antropica ha generato numerosi terrazzamenti dedicate alle colture di tipo mediterraneo.
Il paesaggio forestale, caratterizzato da una importante biodiversità, è ricco di pini, abeti e faggi.
Incantevole è l'alta macchia mediterranea in cui si sorgono il corbezzolo, i cisti, la ginestra di Spagna, l'erica, il ginestrone, la ginestra spinosa, con soprassuoli di leccio, carpino, frassino, acero ed altre.
Tipica del paesaggio mediterraneo è la presenza di verdeggianti uliveti e dorati vigneti coltivati a terrazzamenti.
Numerose piante sparse come ciliegio, fichi e gelsi confermano una incisiva ma ecologica attività produttiva legata all’uomo.
Il territorio del Parco protegge inoltre bellissimi e imponenti querceti (roverella, cerro, farnia, rovere) e castagneti. Il territorio silano ospita secolari e monumentali alberi. Questi alberi, veri e propri "patriarchi vegetali", rappresentano una straordinaria garanzia di biodiversità e di particolare patrimonio genetico.
Queste meravigliose e colossali piante sono l’habitat ideale di muschi, licheni, erbe, felci, arbusti, rampicanti e policromi fiori.










