Cadice: la guida completa e aggiornata
Guida Cadice, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
La provincia di Cadice è situata all’estremo sud della penisola iberica, in quello che è il versante atlantico dell’Andalusia. Qui c’è la Costa de la Luz, molto più esposta alle correnti e ai venti tipici dell’Oceano Atlantico, subito dopo lo stretto di Gibilterra.
Cadice non è comunque la città più popolosa della Provincia omonima, pur essendo il capoluogo, perché questo primato è ora appannagio di Jerez de la Frontera. Cadice sorge in particolare su un promontorio roccioso che chiude a sud-ovest l’omonima baia, collegato da uno stretto istmo tagliato dal canale Arillo alla terraferma.
La città vanta ancora le sue mura seicentesche e un tipico impianto urbanistico con linee dritte e vie lastricate. La storia di Cadice è molto antica, perché venne fondata, secondo gli studiosi, con il nome originale di “Gadir” (cioè “fortezza”) dai Fenici, nell’undicesimo secolo avanti Cristo. La sua posizione, del resto, è talmente strategica, a guardia dello stretto che separa il Mediteraneo con l’Oceano Atlantico, che era scontato che un popolo di navigatori qui fondasse una propria colonia, per sfruttare le ricche vie di traffico, in particolare per il commercio del rame e dello stagno.
Nei secoli successivi venne conosciuta anche come Gadeira (dai Greci) e Gades (dai Romani). Alleata di Cartagine durante le guerre puniche, riconobbe poi la supremazia romana nel terzo secolo avanti Cristo; fu Giulio Cesare, un secolo e mezzo dopo, a renderla municipio romano, e in quegli anni vennero costruiti anche l’anfiteatro (da poco riportato alla luce), l’acquedotto e diversi templi. Nei secoli successivi Cadice seguì il destino della Spagna, con la caduta dell’Impero Romano che portò alla conquista da parte di Vandali, Bizantini, Visigoti, Arabi: il dominio arabo in Andalusia fu particolarmente lungo e questo spiega l’influenza ancora fortissima di questa cultura sull’architettura, la gastronomia, le usanze di questa zona della Spagna, fino al 1262, anno della riconquista da parte di re Alfonso X di Castiglia.
Cadice nei secoli successivi fu sempre un porto di grande importanza per spedizioni temerarie, come quelle di Cristoforo Colombo che da qui partì per la sua seconda e per la quarta spedizione verso le Indie. Sempre da Cadice partì anche Amerigo Vespucci nel 1497. Anche per queste caratteristiche, Cadice fu spesso vittima di attacchi da parte di flotte nemiche e di pirati, in particolare nel sedicesimo secolo, quando anche l’ammiraglio genovese Andrea Doria collaborò per respingere i saccheggiatori.
Dagli anni Ottanta del ventesimo secolo, per quanto riguarda l’economia cittadina, Cadice ha perso molto del potere del suo porto a favore delle altre città costiere, e anche da un punto di vista industriale Jerez de la Frontera ha via via assorbito molte delle attività. Oggi è ancora comunque un attivo porto per quanto riguarda il commercio marittimo e la pesca, mentre l’attività industriale è limitata alla metallurgia, alla cantieristica, anche se ben lontana dai livelli del passato, e all’industria alimentare; il turismo è ancora poco sviluppato rispetto ad altre località spagnole e in particolare andaluse, ma in aumento.
Lo straordinario Carnevale di Cadice è di gran lunga il più importante tra gli eventi di Cadice, nonché uno dei più famosi di tutta la Spagna e d’Europa. Si può dire che il Carnevale, a Cadice, in realtà non finisca mai, perché le attività ad esso collegate durano tutto l’anno, con continue prove per il grande evento in inverno. Una caratteristica famosa del carnevale di Cadice è costituta dai gruppi satirici noti come “chirigotas”, che eseguono pezzi musicali comici; di norma sono composti da sette a dodici musicisti che cantano, recitano e improvvisano, accompagnandosi con chitarre, tamburi, kazoo e vari tipi di suoni; e poi ancora i quartetti vocali, le comparsas e i cuartetos, gli affascinanti romanceros che recitano antiche storia in versi. Per due settimane, a febbraio, Cadice è in sostanza un grandissimo teatro a cielo aperto.
L’evento più importante è il Concurso Oficial de Agrupaciones Carnavalescas presso il Gran Teatro Falla, dove si sfidano i chirigotas e gli altri cantori per il premio finale. Sono anche da ricordare le due “Cabalgatas” che si celebrano duratne il Carnevale, quella della prima domenica, che percorre il viale centrale della città richiamando migliaia di turisti, e la seconda, la “Cabalgata del Humor”, che si celebra invece durante l’ultima domenica percorrendo il centro storico. Da ricordare altri momenti di grande fascino come l’incoronazione della regina del carnevale e il carosello per le vie della città.
La gastronomia di Cadice prevede l’utilizzo di ingredienti comuni al resto dell’Andalusia, materie prime eccellenti come la vite, l’olivo, i cereali e l’eccellente pescato dell’Atlantico, come l’orata, il rombo, il merluzzo, il pesce da frittura o da paranza. La frittura, in particolare, è uno dei piatti più popolari di tutta Cadice ed è famosa addirittura a livello mondiale. Altre specialità che attirano i turisti ma che sono predilette anche dai locali sono i frutti di mare, i crostacei, i diversi tipi di prosciutto e formaggio. Da citare anche il pesce al sale alla “sobrehusa”, la zuppa moresca di Cadice, la zuppa di Grazalema, il tipico riso al miele, la lombata ripiena, il riso con il coniglio, i particolarissimi bolliti con verza e coda di torso, il classico gazpacho andaluso (la famosa zuppa della zona, da consumare fredda a base di pomodoro), la gallina al forno; tra i dessert, da ricordare soprattutto un dolce a base di miele, mandorle e noci (tipici elementi che tradiscono l’origine araba), l’alfajor, che viene ricoperto poi interamente di glassa, e le prelibate ciambelle roscas.















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