Tarifa: la guida completa e aggiornata
Guida Tarifa, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Giù giù, alla punta più meridionale della Spagna e del continente Europeo, pochi chilometri di mare e si è in Marocco, Africa. Ecco Tarifa, nel territorio dell'Andalusia, vero e proprio luogo di interazione tra suggestioni africane ed europee. La sua posizione, un po' mar Mediterraneo un po' oceano Atlantico, le regala un clima particolare, fresco e ventoso, grazie appunto ai venti che arrivano dal mare, il ponente da ovest e soprattutto il levante da est, molto più frequente del primo e più insistente, in grado di generare le onde ideali per il surf e il kitesurf, come sanno bene gli appassionati. Per la sua posizione, anche l'acqua del mare, pure nei periodi di caldi più intensi, non supera mai i 22 gradi.
Quando andare a Tarifa? Sempre, perché i freddi non sono mai rigidissimi e i caldi mai bollenti! Per non rischiare e non incorrere nelle piogge invernali e autunnali (poche ma ci sono), il periodo ottimale è tra fine maggio e ottobre. Da ricordare: il clima atlantico determina una certa umidità nelle ore notturne, anche d'estate, quando è meglio proteggersi con un abbigliamento ad hoc, magliette o felpe. Il posto più a sud di questa città spagnola alla fine d'Europa in provincia di Cadice lungo la Costa de la Luz, è la sua punta, Las Palomas, una piccola isola con faro collegata alla terraferma da una striscia di terra lunga 200 metri.
Tarifa ha seguito la sorte di tutte le località marinare, di mano in mano a diversi popoli. Di origine greca, è stata la prima colonia romana in Spagna. Qui passarono anche fenici, cartaginesi, visigoti. Quindi fu conquistata dagli Arabi: è dal capo berbero Tarif ben Malik che, sembra, prese il suo nome. Tarifa in effetti nacque con la costruzione del castello del califfo che si trova nel centro storico e che fu costruito nel X secolo, durante il regno di Abderramán III. Da quell'epoca, nonostante gli Arabi furono sconfitti dai Castigliani alla metà del 1300, rimane la morfologia urbana, con stradine acciottolate, strette, sinuose.
La gente di qui vive solo in parte di pesca e di artigianato (vanno alla grande oggetti di cuoio), poiché la punta di diamante dell'economia è senza dubbio il turismo, sia quello strettamente balneare sia quello legato alle attività sportive e a attività di escursione nei suoi dintorni.
Tra gli eventi di Tarifa, gli spettacoli di flamenco sono molto seguiti e molto frequenti, così come è gettonatissimo un grande festival di musica reggae che si svolge a luglio. Ma la musica di ogni sorta è suonata praticamente tutti i giorni, in particolar modo d'estate, nella piazza di Takanas, davanti all'omonima discoteca. Spettacoli live ci sono anche presso il teatro di Almenda. Uno degli eventi al top è la festa dedicata a la Vergen de la Luz, la Madonna della luce, che è la santa patrona della città. Grandi festeggiamenti durano tutta la prima settimana di settembre e il dì, anche la notte. È prevista una commovente processione, con la statua seguita da un corteo di oltre 200 cavalieri con i vestiti tradizionali.
La sua posizione geografica influenza pure la sua cucina, un misto tra la cultura araba e quella spagnola in senso stretto, con un grande protagonista, il pesce, la cui provenienza viene sia dall'Altlantico sia dal Mediterraneo. Il tonno rosso che passa da qui ha un sapore unico, così come per tutti gli altri pescati. Tra questi da segnalare i gamberoni di Salúcar o i gamberi bianchi di Huelva. E una particolarità, le ortiguillas, una specie di alga. Da provare il pescaíto frito, ovvero i pescetti fritti nell'olio d'oliva, anche un classico cibo da passeggio. Ma le ricette sono tantissime, dalla griglia alle preparazioni con cipolle e spezie varie. Un capitolo a parte meritano le verdure non solo di Tarifa ma di tutta l'Andalusia, come i fagioli freschi di Jaén, le patate precoci di Motril, gli asparagi di Huétor Taja e le melanzane. Sembra che fu una principessa araba, Al-Buran, a preparare la prima alboronía, cioè melanzane stufate con altre verdure, probabilmente "sorella" della caponata siciliana. Dalla non lontana
Cordova arrivano le arance, da tutto il territorio cachi, nespole, melagrane, fichi e fichi d'India, lamponi. Da provare il prosciutto, quello prodotto da maiali alimentati a ghiande, e da altri salumi anche piccanti, da gustare in una cena a base (anche) di tapas, sfiziosità dai mille sapori. Da non perdere il gazpacho, zuppa fredda con pomodoro, cetriolo, peperone (ma gli ingredienti possono cambiare). Per i dolci: un assaggio a cedri canditi o a frutta sciroppata ma anche al torrone di Cadice e alle anguille di marzapane. E i vini? Tra le zone di produzione, quelli di Jerez de la Frontera, anche nelle varietà liquorose, e quelli di Malaga, tra cui Condado de Huelva e Montilla-Moriles, a denominazione di origine controllata.
A Tarifa anche tutti i monumenti sono un mix di culture differenti armonizzate nell'identità urbana. L'imponente castello moresco di Guzman El Bueno, risalente al 960, dalle mura merlate, si è amalgamato con la cappella di Santiago, in stile gotico-mudéjar, il convento di San Francisco o la chiesa di Santa María e quella di San Mateo. Nei confini del comune ci sono decine di chilometri di spiagge, la maggior parte dalla sabbie finissima e dal fondale poco profondo, come quella dei Los Lances, prossimo al Parco Naturale Los Alcornocales, al cui interno c'è una classica macchia mediterranea e il cosiddetto "regno" della quercia da sughero, albero che proprio qui ha la concentrazione più intensa di tutta la penisola iberica. E poi c'è Baelo Claudia, con i suoi resti molto ben conservati, che danno una chiara idea di come fosse questa città romana del II secolo avanti Cristo. Qui si conservano ancora le antiche fabbriche di salagione, il famoso garum, la salsa a base di alici inventata dai Romani per conservare il cibo e che resero famosa questa "nonna" lontana di Tarifa (il complesso archeologico è chiuso il lunedì).















Voto complessivo 6