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Tarifa: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Tarifa: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Una città di case bianche, odorose di mille profumi mediterranei che si gira in 10 minuti, circondata da spiagge lunghissime e soffici, sferzate continuamente dal vento, diventate negli anni settanta del secolo scorso meta privilegiata e desiderata di un popolo alla ricerca di nuove sfide, cavalcare le onde: così Tarifa, la città del vento, è diventata pure la città del surf (e del kitesurf).

Ma non solo. La sua posizione, in una natura ancora sorprendentemente selvaggia, permette anche birdwhatching e il whale-watching, tanto è vero che nel mare davanti a Tarifa e nello stretto di Gibilterra è possibile osservare balene e delfini. Sia sulle spiagge sia nelle aree protette ci si può dedicare all'equitazione. Basta allontanarsene un po' per avere sorprese di grande effetto, calandosi in ambienti affascinanti dove emozionarsi davanti alla bellezza della natura, come la spiaggia di Punta Paloma, ad esempio, che si trova a nord di Tarifa e mostra moderni mulini a vento allineati sulle creste delle colline, o Bolonia, sabbia bianca apprezzata dai surfisti non solo per via del vento forte che la caratterizza ma per la presenza della "grande duna" di Tarifa su cui salire e osservare il ballo delle fronde dei pini e pure la costa africana lì, all'orizzonte. Un paradiso vicinissimo al Complesso Archeologico di Baelo Claudia.

Il simbolo di Tarifa è sicuramente la sua fortezza, il Castillo de Guzmàn el Bueno che domina città e mare. È dedicato a un personaggio che lo gestiva nel 1294, quando i musulmani lo assediarono: il suo nome, Alonso Perez de Guzmàn, l'eroe dela "reconquista" spagnola. La sua è una storia un po' triste: piuttosto che arrendersi, decise di sacrificare il figlio prigioniero degli Arabi, che l'uccisero. Anzi, racconta la leggenda che abbia egli stesso gettato dalla fortezza il coltello per il delitto.

Proprio il castello rappresenta la base di partenza per un giro nella città. La sua è una struttura curiosa, dall'aspetto massiccio ma quasi indefinibile nella sua strana forma geometrica, un rettangolo asimmetrico con le sue torri imponenti, costruito in modo da essere parallelo alla costa. Tutto di pietra, è stato più volte restaurato, prima per far fronte ai pirati islamici che imperversavano in zona tra il XVI e il XVII secolo, contro l'incedere del tempo nei secoli successivi. Si può accedere alla parte superiore, nel Mirador El Estrecho, da dove la vista spazia su un panorama davvero superlativo (è chiuso il lunedì).

Aggirandosi nel centro di Tarifa, si fa la conoscenza più approfondita con diversi monumenti come la Puerta de Jerez, in stile mudéjar, la chiesa di San Matéo, di impianto gotico costruita tra il XV e XVI secolo, la plaza de la fuente, che conserva la prima fontana da cui arrivò l'acqua per la prima volta in città, nel 1831. Da non perdere la visita al mercato coperto di frutta e verdura e la zona in cui si vende il pesce fresco. Una magia di fragranze e colori che si intersecano e abbagliano. Generalmente il martedì mattina si svolge invece il mercato settimanale, in cui comprare di tutto, dalla frutta secca ai tessuti alle ceramiche, nonché gioielli e accessori di artigianato, molto di gusto etnico, tutto "materiale" che rappresenta il ricordo da portare a casa per sé o per gli amici.

Lo shopping di Tarifa è però legato a tutto quello che può essere utile nel panorama surf, dal semplice souvenir all'abbigliamento specifico all'attrezzatura, con vendita di tavole dedicate sia nuove sia usate, che si possono trovare soprattutto nei negozi attorno alle spiagge e nelle scuole dove si impartiscono lezioni di questo sport ai neofiti.

Tarifa ha una movida molto intensa, con una generosa presenza di locali concentrati nel suo piccolo centro, sia per ballare e sentire musica sia per mangiare, di ogni tipo e per tutte le tasche. Notturna, certo, perché qui non si va a mangiare mai prima delle 21, visto che in spiaggia si sta fin oltre le 20. E la vita sociale continua dopo la cena, con un giro lungo (si va avanti tutta la notte, spesso) tra bar e caffè del centro. Stesso discorso per le discoteche, che non chiudono mai prima delle 8 di mattina!

L'incanto di Tarifa continua fuori la città e le sue spiagge tra Punta Paloma e Los Lances, dove ci si può dedicare a tutte quelle attività per cui è famosa nonché pescare o muoversi a piedi o in bicicletta. Ricordando che attorno all'Isla de Las Palomas è possibile pure fare immersioni. Fuori dall'acqua, la sagoma delle prime propaggini di terra marocchina. Altre spiagge degne di nota a Tarifa sono Playa Chica, La Caleta e Playa de Valdevaqueros. Traghetti veloci collegano Tarifa con il Marocco e la sua Tangeri, cui si arriva nel giro di 35-40 minuti: basta avere con sé il passaporto e si entra nel variegato mondo delle atmosfere magrebine. Da Tarifa si raggiungono facilmente persino la rocca di Gibilterra e Algeciras, rotte (come del resto tutta questa parte di territorio) di diversi tipi di uccelli migratori, ricordando che a circa 4 chilometri dalla città, verso Punta Paloma, è a disposizione il Centro Ornitologico Cig'ena.

Noleggiando una vettura o usando bus di linea si possono andare a visitare in circa due ore Cadice e Malaga, una mezz'ora in più per Jerez de la Frontera, tre ore per Siviglia. Verso Cadice, tutti i 200 chilometri della Costa de la Luz, sono da esplorare, per via ancora del surf o della pesca subacquea, ma anche per i tanti ristoranti che offrono il pesce dell'Atlantico: un litorale frastagliato, con insenature anche piccole e nelle "retrovie" boschi fitti di pini.

Il modo più rapido per raggiungere Tarifa dall'Italia è arrivare a Cadice dall'aeroporto di Jerez de la Frontera, che dista circa 35 chilometri o da quello di Siviglia, un po' più distante, 120 chilometri. Da qui si giunge a destinazione con un'auto a noleggio (il che è consigliabile perché poi permette facili spostamenti nelle diverse spiagge) o con il bus di diverse compagnie (Comes, Secorbus, Los Amarillos) che in due ore portano nell'estremo sud dell'Europa.

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