Pretoria: la guida completa e aggiornata
Guida Pretoria, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Pretoria si trova a 55 chilometri circa a nordest di Johannesburg, in una zona di transizione tra l’altipiano di Highveld e il Bushveld a nord. Si trova a un’altitudine di circa 1340 metri sul livello del mare, in una valle fertile e ben protetta, circondata dalle alte colline della catena del Magaliesberg. Pretoria è conosciuta anche con il nome di Tshwane, il nome Setswana del fiume Apies che attraversa la città (è un tributario di destra del Limpopo).
Il clima di Pretoria è umido subtropicale, con lunghe estati calde e piovose e inverni freddi e secchi. La temperatura supera tranquillamente i 35 gradi durante i mesi di gennaio e febbraio, ma raramente scende sotto lo zero durante l’inverno australe, a giugno e a luglio. Il momento ideale per visitare Pretoria è probabilmente a settembre e a ottobre, quando i fiori di Jacaranda, la grande pianta che caratterizza le strade della città, sono al massimo del loro splendore, colorando di viola ogni angolo (non a caso Pretoria è conosciuta anche come “Jacaranda City”). In ogni caso Pretoria ha un clima più caldo di qualche grado rispetto a Johannesburg, quindi se si visita durante l’estate australe è importante portarsi dietro della protezione solare.
Pretoria è una città recente, soprattutto per gli standard europei: è stata infatti fondata soltanto nel 1855 da Marthinus Pretorius, uno dei capi dei Voortrekkers, che così la chiamò in onore di suo padre Andries Pretorius, con lo scopo di farla diventare la nuova capitale della Repubblica Sudafricana. Andries Pretorius era diventato un eroe nazionale dopo la sua vittoria contro gli Zulu nella battaglia di Blood River, ed era stata una figura chiave nei negoziati che portarono la Gran Bretagna a riconoscere l’indipendenza del Transvaal.
Durante la Prima Guerra Boera, la città venne assalita dalle forze repubblicane nel 1880 e nel 1881, e il trattato di pace che pose fine al conflitto venne firmato il 3 agosto del 1881 a Pretoria. La Seconda Guerra Boera segnò l’inizio del dominio inglese in Sudafrica, e Pretoria si arrese alle forze britanniche il 5 giugno del 1900. Ancora oggi è possibile visitare i forti costruiti per la difesa della città proprio in questo periodo.
Nel 1910 Pretoria divenne la capitale amministrativa dell’intero Sudafrica, con Città del Capo che si vide investita del potere legislativo, mentre a Bloemfontein toccò quello giudiziario.
Per quanto riguarda i piatti tipici, la cucina del luogo mostra tutte le varie influenze etniche che l’hanno caratterizzata nel corso del secolo e mezzo passato dalla sua fondazione. Tra le specialità più note c’è il bobotie, una specie di manzo al curry, a metà tra dolce e salato, con tutti gli ingredienti tipici del continente africano; il biltong, a base di carne di manzo e di struzzo, con la carne che viene marinata e poi fatta seccare al sole (è anche poco calorica, oltre che molto nutriente, ed è forse lo street food più importante di Pretoria); il bredie con pomodori, piatto da stagione fredda a base di carne, legumi, salsa, deliziosa anche il giorno successivo. Per il resto, non mancano ristoranti di tutte le diverse etnie che sono passate da queste parti, dagli olandesi agli inglesi.
Pretoria è un’importante città universitaria (Università di Pretoria e Università del Sudafrica), e ospita anche la più grande università del mondo a distanza, con 130.000 iscritti (30.000 in più ogni anno). Tra gli eventi più importanti che hanno luogo in città, ogni anno a giugno c’è il Gauteng Motor Show.
L’economia di Pretoria si basa sulle industrie siderurgiche, meccaniche, alimentari, del tabacco, delle ceramiche, chimiche, elettrotecniche e dei materiali da costruzione, oltre che da un crescente turismo.




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