Scogliere Pamukkale, il candido e fragile “castello di cotone” della Turchia
Un’architettura naturale straordinaria, oggi tutelata dall’Unesco per preservare il suo delicato ecosistema
Il castello di cotone in Turchia Shutterstock.com
Le Scogliere Pamukkale sembrano l’enorme opera di un’artista, un complesso multi livello di piscine naturali interconnesse, formate grazie ad una lenta e costante attività vulcanica sotterranea dove scorre l’acqua cristallina e ricca di minerali. È proprio questo prezioso elemento che ha modellato nelle ere il particolarissimo geo sito: gli ioni di calcio e di anidride carbonica formano a contatto con l’acqua acido carbonico che con l’abbassamento della temperatura crea delle candide formazioni. Si tratta di calcare e travertino che appare come ghiaccio o cotone, non è un caso se Pamukkale in turco significa "castello di cotone".
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Pamukkale, un sito Unesco sotto tutela
Le scogliere Pamukkale sono da anni un’attrazione imperdibile della Turchia sud-occidentale, nella provincia di Denizli. Lunghe 2700 metri e poste ad un’altezza di circa 160 metri, formano un incantevole paesaggio che negli ultimi anni è stato salvato dallo sfruttamento turistico poco consapevole: per decenni questo fragile geo sito venne utilizzato come impianto termale senza particolari tutele comportando l’inevitabile deterioramento del suo fragile equilibrio e l’inscurimento delle vasche naturali. Durante il XX secolo vennero edificati alcuni hotel all’interno del sito i quali usufruivano dell’acqua termale per riempire le piscine interne e scaricavano le acque reflue direttamente sul sito. Questo scempio contribuì all'inscurimento delle vasche calcaree. Venne costruita anche una strada asfaltata proprio nel mezzo del geosito per consentire il passaggio di auto e pedoni al fine di facilitare l’accesso alle vasche naturali che venivano utilizzate come bagni all’aria aperta dove potersi lavare. Gli agenti chimici dei detergenti utilizzati dai tantissimi turisti aggravarono ulteriormente la situazione rendendo il problema ancora più grave.
L’Unesco intervenne con un attento piano di recupero: gli alberghi furono chiusi e smantellati, e la strada coperta da vasche artificiali dove oggi è consentito fare il bagno. Venne posto il divieto di immersione nelle piscine naturali per tutelare l’ambiente e ripristinare i danni causati negli anni.
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Pamukkale, un intreccio tra storia e natura: l’antica Ierapoli
Il geosito di Pamukkale non è sono un’incantevole opera della natura, qui sorge anche un importantissimo sito archeologico, l'antica città di Hierapolis. Ierapoli fu un importante centro dell’età antica che collegava l'Anatolia al mar Mediterraneo. Secondo gli studi effettuati, la città risale al periodo ellenistico-romano, venne fondata da Eumene II di Pergamo e divenne un importante centro terapeutico intorno al 190 a.C. Sono emersi dalla polvere del tempo i resti databili tra la fine del I ed il III secolo come la porta di Frontino, due grandi ninfei, ma soprattutto il bellissimo e maestoso teatro. Questa grande struttura poteva contenere oltre 12.000 spettatori, un’opera magna costruita in varie fasi dagli imperatori Adriano e Settimio Severo.
Alla fine del IV secolo Ierapoli diviene un importante centro della cristianità e proprio qui si trova il martyrion di San Filippo apostolo, struttura ottagonale situata nel luogo in cui si ritiene sia stato martirizzato San Filippo.
Oggi quel che rimane superstite è reduce di un terribile terremoto del VI secolo che distrusse gran parte del centro urbano, comprese le mura bizantine.
Da non perdere il museo Archeologico di Hierapolis situato sulle antiche terme romane, dove poter ammirare i cimeli e i reperti di questo sito, nato dalla simbiosi con la natura, una storia che si ripete, oggi come allora.
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Come arrivare
L’aeroporto più vicino al sito di Pamukkale dista 60 km dal centro di Denizli. Il geosito e il sito archeologico sono ideali per chi alloggia ad Izmir, Bodrum o Antalya, da qui è possibile organizzare un’escursione in giornata o in più giorni. La distanza con tutti e tre posti è di circa tre ore di macchina. In treno ci sono collegamenti con Istanbul, Izmir o Ankara.
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