Samarcanda: la guida completa e aggiornata
Guida Samarcanda, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Samarcanda, il cui significato letterale è "fortezza di pietra", detta in uzbeco, Samarqand, si trova nello stato dell'Uzbekistan ed è capoluogo della regione omonima, nonché terza città del paese per numero di abitanti. La fama della città, ubicata a 702 metri s.l.m., sin dall’epoca antica, si deve alla sua posizione geografica, luogo posto lungo la via della seta, tra la Cina e l'Europa, nel centro dell'Eurafrasia.
Proprio per tale ragione, Samarcanda fu fulcro commerciale, fiore all’occhiello dell'impero persiano, subendo la dominazione araba, timuride, uzbeka e, infine, dell'impero russo e dell'Unione Sovietica, fino all’anno 1991.
Entrata dal 2001 a far parte dei beni del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO sotto la nomenclatura di Samarcanda-Crocevia di culture, la città figura quale una tra le più antiche del mondo, un tempo anche tra le più ricche, esattamente classificata quale città più ricca dell'Asia centrale. Samarcanda è indissolubilmente legata, sotto il profilo storico, all’Impero di Persia. Fondata nel 700 a.C., la città fu capitale della satrapia Sogdiana sotto la popolazione degli Achemenidi di Persia quando il famoso Alessandro Magno la conquistò nel 329 a.C. Rifiorita poi sotto la dominazione dei Sasanidi, Samarcanda fu una città d’élite dell’Impero, con conseguente grande espansione demografica.
La città è pregna delle influenze provenienti dai popoli che l’hanno attraversata: dagli Arabi che qui portarono la propria cultura, a partire dall’alfabeto e dalla religione islamica, ai Persiani e ai Turchi. La popolazione si dimezzò nell'anno 1220 allorché venne saccheggiata dalla popolazione dei Mongoli per due volte, la seconda volta con Barak Khan a capo dei saccheggiatori. La città si riprese solo dopo anni in seguito a questi terribili saccheggi. Nel 1370, con l’avvento di Tamerlano, Samarcanda assunse la funzione di capitale dell'impero che si sarebbe poi esteso dall'India alla Turchia. Furono anni di ringiovanimento per Samarcanda, piena di menti fervide che le donarono un restyling di cui ancora oggi si parla con rispetto. Samarcanda diventò il fulcro della regione definita in Occidente Transoxiana ovvero. "Al di là del fiume Oxus".
Tra le testimonianze storiche ricordiamo l'Osservatorio Astronomico di Ulugh Beg, costruito nel 1420. Ulugh Beg, infatti, governò la regione edificandovi svariati punti studio inerenti le scienze e l’approfondimento della matematica e dell'astronomia.
Sotto il profilo economico, va tenuto presente che Samarcanda è legata strettamente all’opera di irrigazione artificiale e fertilizzazione delle regioni aride, volta alla finalità di produzione del cotone grezzo, la principale coltura dell'Uzbekistan di cui lo stato costituisce il secondo produttore mondiale dopo gli USA, a riprova del connubio perfettamente riuscito tra economia ed ecologia in loco.
E’ importante, inoltre, sottolineare l’avvenuto crollo dell’ex sistema commerciale russo che ha trasformato il paese, invogliandolo alla produzione di materie prime, nonostante vada considerata la componente geografica che vede l’Uzbekistan quale privo di sbocchi sul mare e, quindi, in difficoltà per quanto concerne i commerci via mare sui mercati più potenti. Si tenga presente che l'Uzbekistan è all’8° posto in tutto il mondo per la produzione di oro.
Altre importanti produzioni tipiche della regione dell’Uzbekistan, sono quelle della frutta e del riso, soprattutto nella regione della valle del Fergana, maggiore centro di bachicoltura e di sericultura. Discretamente sviluppato è anche l'allevamento di animali con particolare attenzione alla pecora Karakul dalla quale è possibile ricavare lana vellutata multicolore.
Tra gli eventi ricordiamo la Festa del Navrus che si tiene il 21 marzo di ogni anno, seguendo i canoni dettati dal calendario astrologico, celebrando un evento caro al popolo uzbeko e che ricorre da più di 2500 anni. Descritto persino dallo storico greco Strabone, il rito legato alla Festa, appare quale un raduno mistico della popolazione intorno al fuoco in questo giorno particolare in cui il lavoro si arresta e anche i negozi chiudono. Bevande ed alimenti sono al centro della manifestazione che sembra avere legami con la dottrina ideologica di Zoroastro, basandosi sulla contrapposizione di luce e tenebre, simboleggiando il contrasto tra la vita e la morte, tra la materialità e la spiritualità. In effetti, il termine Navrus indica un "nuovo giorno" che cade nel solstizio di primavera, il 21 marzo, e va inteso quale "festa della vita che rinasce", il risveglio della natura, con la conseguente intensificazione del lavoro agricolo e del guadagno che ne deriva.
Tra le specialità gastronomiche della regione troviamo il riso Pilaf, preparato con carne e verdure, le zuppe e i ravioli cotti al vapore. Tipici sono i piatti realizzati con il riso, ma tra tutti questi spicca il piatto principe dell’intera cucina uzbeka ovvero il Plov che viene servito durante i matrimoni, e in generale, in occasioni importanti. Realizzato con cipolla, carota, carne e riso, esso era un tempo il piatto della popolazione appartenente alla fascia più ricca, mentre i più poveri si accontentavano di degustarlo il giovedì sera. Disponibile in ben 50 qualità, il Plov può essere cotto a vapore oppure preparato a base di carne di pecora. In particolare, a Samarcanda il Plov si prepara con l’aggiunta di mela cotogna e aglio, mentre nelle ricette più antiche troviamo la carne di quaglia e uvetta passa.
Tra le curiosità, ne citiamo una a proposito dello stesso nome di “Samarcanda” che si riferisce ad una città che va oltre i canoni terreni, contrariamente ad altre città storicamente importanti. Quasi al livello dell’antica Atlantide, Samarcanda ha valenza di città immortale. Non a caso, la città figura in svariati lavori di tipo artistico quali la famosissima canzone del cantautore italiano Roberto Vecchioni, nel romanzo intitolato "La Leggenda degli Eroi Condor" di Jin Yong, o ancora ne "Le mille e una notte", dove Re Shah Zaman è il re di Samarcanda, simbolo potere. Ancora, la città di Samarcanda è presente ne "Il Milione" di Marco Polo, in quanto rigogliosa realtà. Va tenuto presente, infatti, che Samarcanda viene descritta quale centro del Rinascimento Islamico in "L'Anno del Riso e del Sale" di Kim Stanley Robinson. Grande risonanza è data a Samarcanda per il suo ruolo fondamentale nell’iter concernente la Via della seta che è divenuto bene dell’UNESCO, per la presenza di rinomate moschee e per la brillante architettura degli edifici.










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