2022 anno dei Musei: novità, riaperture e non solo
Dal nuovo Museo nazionale della Norvegia fino alla riapertura delle Belle Arti di Anversa, ecco come l’anno appena iniziato si candida a essere il più florido per i musei di tutto il mondo
Il 2020 e il 2021 sono stati anni che hanno lasciato un profondo solco nella società, interrompendo molte delle abitudini quotidiane. Tra queste anche la possibilità di visitare i musei, veri e propri poli della cultura che in alcuni casi rappresentano delle vere e proprie attrazioni turistiche.
Con il progressivo alleggerimento delle restrizioni anti-Covid, musei, cinema e teatri hanno potuto finalmente tornare ad accogliere il grande pubblico, desideroso di vivere esperienze oltre il quotidiano, confrontandosi con il mondo della pittura, della scultura e delle arti nel suo complesso.
Se i musei ad alcuni possono sembrare dei luoghi polverosi, forieri di storie ormai passate, ormai da qualche anno la tendenza più in voga è quella di modernizzare i luoghi del sapere, trasformando l’immaginario comune e aprendosi a nuove forme di espressione e divulgazione.
Lo abbiamo visto ad esempio a Roma, dove dal 2010 fa bella mostra di sé il MAXXI, museo delle arti del XXI secolo progettato dalla compianta Zaha Hadid. Ancor più delle mostre e degli eventi tematici, è il museo-edificio a catturare l’attenzione, ribaltando il concetto dello spazio da fruizione passiva a partecipazione dinamica.
Il 2022 sembra essere partito proprio in questo senso: nel corso dell’anno, se cantieri e cronoprogrammi non ci presenteranno sorprese, assisteremo all’inaugurazione e alla riapertura di istituzioni museali in tutto il mondo ispirare ai nuovi canoni della cultura. Un inno al ‘ritorno’ alla conoscenza che non può che far ben sperare.
Museo Nazionale di Oslo
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Nella sempre più verde e sostenibile Norvegia, la capitale Oslo è il faro di una società civile che continua a gettare le basi di un futuro illuminato. Così, dopo lo straordinario Teatro dell’Opera inaugurato nel 2008 su progetto dello studio Snøhetta, un altro complesso moderno sta per essere svelato nello skyline della città.
Si tratta del Museo Nazionale di Oslo, che vedrà la luce entro fine anno e sarà il principale polo culturale della città, aggregando le collezioni della Galleria Nazionale, del Museo d’Arte Contemporanea e del Museo del design industriale. Un percorso unitario nel linguaggio visivo scandinavo, che metterà insieme pittura, scultura, design, artigianato e che troverà spazio nell’edificio dalle forme nette e taglienti progettato dallo studio di Kleiheus Schuwerk.
KMSKA Anversa
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Sono passati dieci anni da quando, per l’ultima volta, è stato possibile visitare il Museo Reale di Belle Arti di Anversa, in Belgio. Il complesso è stato chiuso nel 2011 per un enorme piano di restauro e modernizzazione, che si concluderà ufficialmente con la riapertura, prevista per il 25 settembre 2022.
Parole d’ordine: continuità nel rinnovamento. Così, lo splendido edificio di gusto tipicamente nordico, con ampi lucernari e muri in pietra viva, aumenterà gli spazi espositivi e sarà ancor più facilmente fruibile al grande pubblico. Una nuova, imponente scala segnerà l’epoca contemporanea del KMSKA, che ospita una vasta rappresentanza dell’arte dal Trecento fino ai giorni nostri, con opere di Rubens, van Eyck, Antonello da Messina, Modigliani e numerosi altri geni del passato.
Museo Etrusco di Milano
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Cosa c’entrano Milano e l’Etruria? L’antica regione del Centro Italia, che corrisponde pressappoco alla Maremma Grossetana e al Viterbese, sarà il focus tematico di una nuova collezione museale che nascerà nel 2022 in pieno centro del capoluogo lombardo. L’edificio, connubio tra antico e moderno, è stato progettato da Mario Cucinella, e sarà un polo di approfondimento e studio di una civiltà preromana ancora oggi non del tutto conosciuta anche dagli esperti. Voluto dalla Fondazione Luigi Rovati, questo museo rappresenta una delle due aperture di rilievo previste in Italia nel 2022: l’altra è quella della sede torinese delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, che per questo importante progetto ha scelto l’edificio seicentesco di Palazzo Turinetti.
Grand Egyptian Museum a Giza
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Visto dall’alto sembra un aeroporto o una stazione ferroviaria, alle porte di quella zona desertica che divide il fiume Nilo dal resto dall’Egitto. In realtà, è una delle opere faraoniche dell’Egitto contemporaneo che, insieme alla sua nuova Capitale amministrativa e alle linee ferroviarie ad alta velocità, getta le basi di una tanto attesa modernizzazione. Il Grand Egyptian Museum di Giza dovrebbe essere inaugurato nel prossimo mese di novembre, sotto la bandiera della preservazione del passato glorioso d’Egitto come futuro per il paese.
Ambizioso tanto quanto la struttura, annunciata nel 2002 e completata dopo due decenni: il più grande museo archeologico al mondo, capace di ospitare 100mila reperti, tra cui l’intera collezione dei tesori del Re Tut. Con i suoi 480mila mq di spazio, sarà cinque volte più grande dell’Hermitage e dieci volte più ampio dei Musei Vaticani.
Palazzo dei Diamanti a Ferrara
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A farsi promotore di una sua quanto più celere possibile riapertura è stato Vittorio Sgarbi, critico d’arte e novello politico. Palazzo dei Diamanti, il gioiello ferrarese al centro della cosiddetta addizione erculea, è da diverso tempo in restauro. Mentre le mostre sono attualmente divise tra il Padiglione d’arte contemporanea e Palazzo Barbantini-Koch, i restauratori lavorano per dare nuova luce a un gioiello del Rinascimento, intaccato dal terremoto del 2012 e desideroso di una modernizzazione.
La riapertura è prevista per l’autunno 2022, forse già a settembre se si riusciranno a rispettare i tempi previsti, ma nel frattempo la città può contare su un tessuto culturale che include anche il recente Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, inaugurato nel 2017 negli spazi dell’ex carcere cittadino.
