Civita di Bagnoregio Patrimonio UNESCO: via libera alla candidatura italiana
La commissione italiana approva la presentazione del borgo viterbese alla plenaria del 2022: diverrebbe il 56° sito italiano riconosciuto
La città che muore potrebbe presto cambiare destino. È notizia di poche ore fa: Civita di Bagnoregio, il piccolo borgo arroccato su uno sperone tufaceo nell’Alto Lazio, potrebbe diventare dal 2022 uno dei siti italiani Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
A deciderlo è stata la Commissione italiana per l’agenzia ONU che si occupa di educazione, scienza e cultura e che dal 1945 ha sede a Parigi, la capitale francese. Ogni anno, l’UNESCO si riunisce in seduta plenaria - ciascuno dei 195 stati membri ha diritto di voto - e su indicazione delle varie nazioni vota per includere (ma in alcuni casi anche escludere) siti che hanno una particolare rilevanza dal punto di vista culturale, naturale o misto.
Sono finora poco più di 1100, in 167 paesi, i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO e a condividere il primo posto nella classifica degli stati con maggiori siti tutelati ci sono Italia e Cina, con 55 patrimoni ciascuno.
Per il nostro paese, che se ottenesse il riconoscimento supererebbe la Cina conquistando la vetta mondiale in solitaria, il primo riconoscimento risale addirittura al 1979, quando a vedersi riconosciuto il fondamentale valore culturale furono le incisioni rupestri della Val Camonica. A seguire, un anno dopo, fu Santa Maria delle Grazie a Milano - dove è conservato l’affresco dell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci - e il centro storico di Roma, con i suoi capolavori religiosi come la Basilica di San Pietro.
Passando per le delizie estensi di Ferrara, l’orto botanico di Padova, il borgo rinascimentale di Urbino e i siti palafitticoli delle Alpi, il Bel Paese è oggi un vero e proprio faro di cultura e turismo nel mondo. Tutte le regioni, tranne il Molise, hanno almeno un sito UNESCO al loro interno e addirittura la Lombardia ne ha 10, un record nazionale e non solo.
Ora è il turno del Lazio che, se Civita di Bagnoregio divenisse Sito UNESCO, raggiungerebbe la Campania, che occupa il 3° posto in classifica dietro Lombardia, Veneto-Toscana e Sicilia.
Una scelta ampiamente condivisa

Si tratta del secondo annuncio importante in appena due giorni che viene dal Mibact, il Ministero per i beni, le attività culturali e il turismo. Il dicastero, guidato da Dario Franceschini, solo a inizio settimana aveva comunicato la scelta dell’Isola di Procida come Capitale italiana della cultura 2022.
Ora l’attenzione ricade su Civita di Bagnoregio, la “città che muore”. Una scelta che ha visto coinvolto il Segretariato Generale dell’UNESCO, la Soprintendenza Archeologica di Roma, la provincia di Viterbo e il comune di Bagnoregio, nel quale ricade il borghetto di Civita.
Grande entusiasmo è stato espresso in particolare dal senatore Bruno Astorre, che ha commentato così la notizia: “Civita di Bagnoregio è il simbolo del borgo che resiste allo spopolamento e all'abbandono, la rappresentazione di quella città incantata che rinasce grazie all’arte e alla bellezza. La concreta possibilità che possa diventare Patrimonio Mondiale dell'Unesco è un'emozione per tutto il Lazio”.
Il ministro Franceschini ha espresso la sua soddisfazione sottolineando che "la candidatura di Civita di Bagnoregio è il giusto riconoscimento della sinergia tra i diversi attori del territorio, tra pubblico e privato, per il conseguimento del primo, importante passo verso l’iscrizione di questo sito straordinario nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Ora è importante che il lavoro condiviso fin qui prosegua fino al raggiungimento del risultato, che premia un paesaggio culturale di enorme valore e bellezza".
Tutti i numeri di un borgo da record

Già da anni Civita di Bagnoregio, che dista circa 120 km da Roma e una trentina da Viterbo, è una meta frequentatissima dai turisti. Non solo italiani: il 60% degli ingressi è curiosamente proprio cinese, con arrivi che si sono moltiplicati prima dell’emergenza Covid-19. Fino al 2019, infatti, sono stati migliaia i turisti provenienti dal Dragone ad aver pagato i 5 euro di contributo fisso per accedere, passeggiando sul lungo ponte pedonale in salita, a Civita.
In questo borgo, di appena 7 abitanti, il turismo non è solo un fondamentale volano turistico ma è soprattutto l’unica speranza per trovare una risposta al progressivo degrado delle fondamenta naturali, che le è valso l’appellativo di “paese morente”. Forse sarà proprio il 2022 a dare, alla bella Civita, una nuova vita.
