5 gite fuori porta a Palermo: cosa fare nel weekend in Sicilia occidentale
Antichi templi greci, laghi naturali e artificiali e le immancabili saline: fuori dal capoluogo siciliano un mondo di curiosità aspetta solo te
Qual è la prima impressione del turista che arriva in Sicilia? Un misto di stupore e felicità, cullato da un clima mite pressoché tutto l’anno, da una bellezza semplicemente decadente e da una gastronomia così ricca e abbondante da saziare il più pantagruelico degli appetiti.
La più grande isola del Mediterraneo è un luogo dalla vastità imperante, dove le distanze si dilatano progressivamente all’uscita dalle città e anche una gita fuori porta può assumere i contorni di una vacanza. Le gite fuori porta da Palermo, poi, uniscono tutto il piacere del rientrare verso il capoluogo siciliano all’idea di allontanarsene, per poche ore o 1-2 giorni, per immergersi nel ricco panorama di proposte della Trinacria: arte, cultura, gastronomia e spazi naturali.
Pronti a godervi un perfetto weekend siciliano?
Sciacca, mare e Carnevale
Secondo Google Maps sono 99,9 (non 100) i chilometri che separano Palermo da Sciacca, per un percorso che si svolge pressoché per intero lungo la Statale 624. La direttrice, che taglia la Sicilia in due da nord a sud, è essa stessa parte integrante della gita fuori porta: un percorso rurale che tocca laghi, vigneti dove fare esperienze tematiche sul mondo del vino e antichi ruderi come l’interessante città fantasma di Borgo Borzellino.
Si giunge così nel centro saccense, una città marinara che deve però parte della sua fama al Carnevale e alle ceramiche storiche. Visitarla significa immergersi in un palcoscenico di colori e atmosfere davvero molto particolari, tipicamente siciliane nel senso migliore del termine.
Dei tanti luoghi che meritano una visita a Sciacca c’è il Castello Incantato, l’opera che ricorda il Parque Guell di Barcellona. Lo realizzò Filippo Bentivegna, un “genio incompreso” la cui vita è ricchissima di avvenimenti, compreso un viaggio in America che lo ispirò a creare questo giardino di sculture in pietra sulle pendici del Monte Kronio.
Il sito, che è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13, si trova in Via Fondo Bentiveglia (meno di 3 km dal centro, lungo una strada parallela alla Statale 115) ed è accessibile gratuitamente.
E per chi vuole sperimentare i sapori tipici siliciani di Sciacca, imperdibile un pasto a base di sarde a chiappa: nome simpatico, dietro il quale si cela un “sandwich” di sarde ripieno di pangrattato, aglio, pecorino e succo di limone.

Cefalù, il tesoro UNESCO dell’arte normanna
Il 3 luglio 2015, quando l’UNESCO decise di riconoscere l’arte arabo-normanna siciliana come patrimonio dell’Umanità, non si limitò solo a Monreale e Palermo. Lo sguardo dell’agenzia ONU per la tutela del patrimonio culturale arrivò infatti fino a Cefalù, 69 km dal capoluogo siciliano da percorrere in automobile (un’ora precisa) o in treno (56 minuti, direzione Sant’Agata di Militello).
Questo piccolo centro, porta marittima delle vicine Madonie, è dominato dall’alto dalla sua Rocca. Un trekking urbano che conduce fino a U Castieddu (il Castello), fortezza monumentale di origine medievale su cui le persone giungono per una passeggiata, un pic-nic o addirittura per fare yoga a 270 metri di altitudine, con la brezza fresca che viene dal mare. Cefalù è però soprattutto la sua Cattedrale della Trasfigurazione, voluta dal re normanno Ruggero II. Oltre alla presenza dei magnifici mosaici dorati che adornano tutto il presbiterio, soprattutto con il Cristo Pantocratore.
È possibile visitare, durante il periodo primaverile ed estive, il Duomo di Cefalù con una serie di itinerari tematici, dal costo di 10 euro, e suddivisi in tre tipologie: rosso (tour completo), blu (tour veloce) e verde (area museale e Tesoro della Cattedrale). Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito duomocefalu.it.

Le saline di Trapani
Trapani, all’estremità occidentale della Sicilia, vede nel suo paesaggio tipico la presenza di saline e mulini che tradiscono sin dal primo sguardo una delle originali fonti della sua economia di zona.
La Riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco, gestita sin dalla sua fondazione nel 1995 dal WWF, è un luogo di grande interesse sia ambientale che storico. Con duecento specie di uccelli e numerosi impianti di produzione ancora attivi, infatti, la visita alle saline permette di fare un tuffo in una tradizione - quella dell’estrazione del sale - che ha una storia millenaria.
Le visite guidate alle Saline di Trapani sono diverse da quelle libere (e gratuite) e sono organizzate da vari gruppi e associazioni presenti sul territorio. A pagamento il Museo del Sale e il Percorso del Salinaro, 4 euro. Le saline sono aperte dalle 9 alle 17 e la visita dura complessivamente dalle 2 alle 3 ore. Per maggiori informazioni, è possibile consultare questo sito.

Alcamo e il Tempio di Segesta
A metà strada tra il Monte Bonifato e il golfo di Castellammare c’è lei, Alcamo. La città dei castelli e delle numerose rovine archeologiche, ma anche della sabbiosa e bellissima spiaggia di Alcamo Marina o della stessa riserva naturale che protegge entro i suoi confini la vetta, alta 825 metri, che sovrasta la città. Chi ama l’arte e la storia troverà sicuramente pane per i suoi denti ad Alcamo, che peraltro è celebre anche per il Museo degli strumenti musicali multietnici (presso l’Ex Chiesa di San Giacomo de Spada, ingresso gratuito e apertura tutti i giorni con orari 9.30-12.30 e 16.30-19.30).
Prima di lasciare la città, merita sicuramente la visita anche la fortezza inespugnabile per eccellenza: il Castello dei Conti di Modica. Visitabile durante tutta la settimana (lunedì-venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30; sabato e domenica dalle 16.30 alle 19.30), è oggi anche sede del Museo Etnografico e ospita riproduzioni della cultura siciliana dal XIV secolo a oggi.
La meta di questa gita fuori porta si trova però più in là, ed è Calatafimi, dove si può visitare il meraviglioso Tempio di Segesta. Sembra di stile greco, ma in realtà fu costruito ancora prima, dagli Elimi. La sua è una struttura imponente e gloriosa, con 36 colonne poggiate su una base doppia, una prospettiva tanto sorprendente quanto magnifica. Per visitare il Parco Archeologico di Segesta, che include anche l’antico teatro a semicerchio, è possibile acquistare il biglietto individuale dal costo di 6 euro (ridotto a 3), oppure il biglietto da 8 euro che include anche la visita al sito storico artistico di Pianto Romano.
Il parco di Segesta è aperto con orario estivo dalle 9.00 alle 18.30 e invernale dalle 9.00 alle 17.00.

Ustica, un fuori porta isolano
Meta ideale per gli appassionati del diving e dello snorkeling, grazie ai suoi fondali incontaminati, Ustica è a conti fatti l’isola di Palermo. Si trova a 65 chilometri dalla costa cittadina, e per raggiungerla si può scegliere tra l’aliscafo (1 ora e 30 minuti, 24-26 euro il costo) e il traghetto (3 ore di traversata e un costo di 16-19 euro).
A livello logistico, il consiglio è di dedicare un paio di giorni per l’isola di Ustica, poiché tra andata e ritorno delle navi lo scarto orario è decisamente ridotto. In compenso, non sarà un weekend noioso, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno. La perla nera del Mediterraneo è infatti un’isola dall’aspetto selvaggio e incontaminato dove la tradizione vuole che sia vissuta la Maga Circe.
E le sue spiagge sono così belle che sembrano frutto di un incantesimo, come Cala Santa Maria con la sua acqua riparata dalle correnti o la Caletta dello Spalmatore, dove si può fare snorkeling ma allo stesso tempo anche i bambini possono nuotare in sicurezza.
Passeggiando per l’isola troverete murales, siti archeologici romani e anche ottimi ristoranti dove sperimentare piatti tipici come la pasta al pesce spada o le polpette di pesce.

