5 idee per una gita fuori porta in Umbria
Terra di borghi, gastronomia e natura da sogno. Ecco cinque proposte per visitare il cuore verde d’Italia nel weekend
Cuore o polmone? Non è una ricetta, ma la scelta di una definizione che riguarda una delle più verdi regioni d’Italia, quella incastonata tra Lazio, Marche e Toscana. E non c’è modo migliore di scoprirla che con delle gite fuori porta in Umbria, terra di San Francesco e Santa Rita, del Festival dei Due Mondi e di Braccio da Montone, ma anche di Don Matteo e di Carabinieri, due delle serie TV più amate dell’ultimo ventennio che sono ambientate rispettivamente a Gubbio (oggi Spoleto) e Città della Pieve.
Scrittori, artisti, musicisti e sceneggiatori amano questo angolo verde d’Italia, e come biasimarli? Sembra di tornare indietro nel tempo e vivere in un contesto idilliaco, fatto di ritmi lenti ovvero rilassati. Di una tradizione artigiana che ancora oggi lavora sapientemente il ferro e il legno, le ceramiche e la materia prima animale e vegetale per coronare le tavole delle squisite ricette della cucina tipica umbra.
Nel fine settimana, anche grazie alla sua centralità rispetto al panorama geografico italiano (per raggiungere Perugia bastano 2 ore di auto/treno da Firenze, circa una mezz’ora in più per Roma), visitare l’unica regione del Centro Italia senza sbocco sul mare può essere un ottimo viatico per una mini-vacanza di uno o due giorni. Per favorire la tua esperienza, ecco cinque spunti di viaggio in Umbria perfetti per la primavera, ma facilmente adattabili a ogni momento dell’anno.
Spello, la città dell’Infiorata

Tutte le infiorate nascono da quella di Genzano di Roma. Tieni a mente questo assunto, perché ti troverai a sentire versioni discordanti sul tappeto floreale che i fedeli cattolici realizzano da almeno 300 anni per celebrare la solennità del Corpus Domini. Ce ne sono però tantissime varianti, che hanno attinto dall’antica tradizione genzanese e l’hanno distribuita ai quattro angoli d’Italia. Bellissima quella di Noto, scenografica a Genazzano (che pare sia la più lunga d’Europa), incredibile però quella di Spello. Del resto, nel borgo più fiorito del Bel Paese, non poteva essere altrimenti. Proprio noi di PaesiOnLine l’avevamo scelto qualche anno fa come simbolo della primavera. I suoi vicoli sono adornati di piante e fiori, che soprattutto tra aprile e giugno fioriscono disegnando dei “percorsi verdi” in mezzo alle casette color ocra.
Spello non è solo fiori: nella Chiesa di Santa Maria Maggiore (aperta dal martedì al sabato con orario 9.30-12.30 e 15.30-17.00, costo del biglietto 3 euro) ti sembrerà di trovarvi in una copia anastatica della Cappella degli Scrovegni, mentre le antiche porte della città segnano i diversi ingressi monumentali della città che fu. E non dimenticarti di assaggiare i piatti tipici a base di tartufo, cinghiale, ceci, il tutto annaffiato con Sangrantino di Montefalco.
Umbertide e Montone, la strana coppia vista Tevere

Il critico d’arte Gillo Dorfles, scomparso nel 2018 a 107 anni, inserì Umbertide tra le città imperdibili della “fascia appenninica”, alla pari di Perugia, Assisi, Spello, Gubbio e Foligno. Eppure, forse non l’hai ancora sentita nominare. La sua secondarietà rispetto agli itinerari tradizionali del turismo umbro le ha permesso per certi versi di conservare intatto il ‘fascino di provincia’. Protetta dalle mura, alla confluenza tra il Tevere e il Reggia, conserva numerosi esempi di architettura medievale, la cui Rocca di Umbertide, luogo della prigionia di Braccio da Montone, è uno dei luoghi più importanti da visitare, alla pari della Chiesa di Santa Maria affrescata dal Pinturicchio.
Qualche chilometro più in là, sempre vicino al Tevere c’è appunto il borgo di Montone, che diede il nome all’omonimo condottiero medievale. Da visitare qui il Complesso museale di San Francesco, dentro l’antico monastero cittadino, che ospita anche il Museo etnografico dedicato alle tradizioni locali e un'importante pinacoteca.
Assisi e i luoghi della spiritualità francescana

Il messaggio religioso e spirituale di Francesco d’Assisi, il “santo poverello” è ancora oggi attuale dopo quasi ottocento anni. Non solo per il ritrovato interesse suscitato dall’elezione a pontefice di Papa Bergoglio, ma in un momento in cui la spiritualità è nuovamente considerata anche come ispirazione per i flussi turistici e vacanzieri. Se, infatti, la Basilica di San Francesco ad Assisi è un luogo che conosce una eterna primavera, sono tanti i luoghi della spiritualità legati a San Francesco da visitare ad Assisi e non solo.
Tra questi l’Eremo delle Carceri, un luogo di riflessione e meditazione immerso nei boschi che Francesco utilizzava per ritirarsi in preghiera ascetica; San Francesco Monteluco a Spoleto, convento situato a 800 metri d’altitudine fondato dallo stesso religioso e frequentato anche dal futuro Sant’Antonio da padova; il Sacro Speco di Narni, sulle pendici del Monte San Pancrazio, luogo dedicato ai religiosi che decidevano di seguire le regole di povertà e l’Osservanza.
“Sforando” nella provincia di Rieti, nel Lazio, si incontra infine la serie di monasteri ed eremi francescani di Fonte Colombo (dove fu dettata la Regola), Greccio (luogo di nascita del presepe) e Poggio Bustone (primo luogo francescano fuori Assisi, fondato nel 1209).
Lago Trasimeno e le sue isole

Maggiore e Polvese. Sono tre, completamente ricoperte da fitti boschi e con piccoli approdi per le imbarcazioni, le isole del Lago Trasimeno. Il più grande specchio d’acqua del Centro Italia, quasi del tutto in territorio umbro (con un piccolo sconfinamento in Toscana), ospita infatti nelle sue acque due isole principali, rispettivamente la Maggiore e la Polvese. Appartengono ai comuni di Tuoro sul Trasimeno e Castiglione del Lago e il loro maggiore interesse è legato alla ricchezza naturalistica: grandi e fitti boschi celano poche abitazioni, antiche chiese e dimore prestigiose in un contesto che conquista gli occhi e il cuore.
Come arrivare sulle isole del Trasimeno: la navigazione sul Lago Trasimeno è svolta da imbarcazioni che appartengono a Busitalia, del Gruppo FS. Esistono cinque linee di traghetti: Passignano - Isola Maggiore, Tuoro Navaccia - Isola Maggiore, Castiglione del Lago - Isola Maggiore, San Feliciano - Isola Polvese e Castiglione del Lago - Isola Polvese. Il costo di un biglietto andata/ritorno varia dai 6 ai 10 euro, a seconda del tragitto, e include per Isola Maggiore il contributo obbligatorio di 1 euro per lo sbarco.
Rasiglia, il borgo dei ruscelli

Negli ultimi mesi è divenuto il vero e proprio protagonista dei social network. Ne ha parlato il TikToker di turno, la blogger che tutti conoscono e probabilmente anche tuo cugino o il vicino di casa. Non stiamo parlando Khaby Lame o di Fedez, ma di un borgo che è quasi riemerso da un secolare nascondimento: Rasiglia. Cos’è che lo rende così speciale e fa venir voglia di visitarlo anche a chi si trova a centinaia di chilometri di distanza? Risposta veloce: i suoi ruscelli.
Un po’ come un bosco dolomitico, piccoli fiumiciattoli attraversano in lungo e in largo il centro storico di Rasiglia, 52 km dal capoluogo Perugia e poco meno di 20 dall’altrettanto bella Foligno. Si respira un’aria nuova e benefica, circondati da cascatelle, mulini, ponti e spazi verdi ben curati dove lo sguardo può spaziare a 360 gradi su questo andirivieni alimentato da sorgenti naturali. Quasi un parco acquatico in miniatura, ma senza ruote panoramiche o salti adrenalinici: la vera bellezza qui è data dalla semplicità.
Cosa vedere: nel centro storico di Rasiglia ci sono 4 mulini ancora attivi, un antico telaio Jacquard alimentato ad acqua e numerose chiuse che alimentano i canali. L’esperienza più bella è però l’affaccio “sospeso” sui fiumiciattoli ricavato da un grande blocco di plexiglas nel Lanificio Accorimboni. É aperto solo il sabato e la domenica, dalle 9.30 alle 18. Per info 335 7159988.
