Isole, regge e buon vino: 5 gite fuori porta a Napoli da fare in primavera
Dalla Procida di Troisi alla Caserta dei Borboni, queste località sono i posti giusti per integrare la visita al capoluogo campano
La ricca tradizione gastronomica e l’accoglienza calda e sincera; i sapori che si fanno cultura e la cultura che si fa spettacolo: questa è Napoli, città che non riesce a lasciare indifferenti nella sua innumerevole ricchezza. Sfaccettature che possono far storcere il naso a volte, spalancare la bocca altre: come si può non restare incantati da questo teatro a cielo aperto? Qualunque sia la meta urbana scelta, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, ma per molti questa bellezza fa parte del proprio quotidiano. E c’è chi, invece, vuole concedersi una vacanza più lunga guardando anche oltre i confini della città. Ecco perché abbiamo pensato a 5 gite fuori porta a Napoli. Antichi siti archeologici, splendide dimore nobiliari, ma anche spiagge ed escursioniche ci porteranno alla scoperta della Campania più autentica, verace ed emozionante. Pronti a partire?
Gite fuori porta Napoli: a Procida, l'isola dei 'villeggiatori' da scoprire in un giorno

Cosa contraddistingue una località di villeggiatura? La calma, soprattutto, e la presenza di seconde case dove rifugiarsi nel weekend. Una consuetudine particolarmente forte dalla primavera inoltrata e per tutta l’estate ma che, a corrente alternata, è presente tutto l’anno. Una delle mete che i partenopei preferiscono per una gita fuori porta è sicuramente Procida, la coloratissima isola che nel 2022 è stata premiata con l’ambito riconoscimento di Capitale italiana della cultura.
Raggiungere Procida dal centro di Napoli è molto più facile di quello che si pensi: dalla stazione di Napoli Garibaldi si prende la Linea 1 della Metropolitana, direzione Municipio. Da qui si costeggia Castel Nuovo e, oltrepassata Via Ammiraglio Ferdinando Acton, si arriva al Molo Beverello. Il costo di un biglietto di sola andata per Procida è di circa 18-23 euro, a seconda che si preferisca il traghetto (1 ora) o l’aliscafo (40 minuti). I ticket si possono acquistare qui o presso le biglietterie al porto.
Una volta giunti a Procida, ci compare davanti il magnifico scenario della Corricella, il quartiere portuale con le case coloratissime arroccate sulla roccia. Tutta l’isola è un trionfo di colori e di spiagge vulcaniche, spesso poco frequentate e rilassanti. Decadente ma magnifico è il Palazzo d’Avalos, visitabile solo in gruppo con una guida turistica (info su visitprocida.com), ma per molti l’isola corrisponde al ricordo di Massimo Troisi, che qui girò il suo ultimo film, Il Postino. Per raggiungere quella che viene ormai chiamata Spiaggia del Postino - ma che in realtà si chiama del Pozzo Vecchio - si deve raggiungere il cimitero diProcida e scendere una lunga ma bellissima stradina con vista.
Lo scorcio che compare davanti agli occhi è quello di una caletta piccola e riparata, dove abbronzarsi in estate e, fuori stagione, godersi una passeggiata sul mare d’inverno sulle tracce di uno dei più grandi attori del Novecento, magari prima di sedersi a tavola e gustare l'immancabile insalata di limoni, piatto gustoso e rinfrescante tipico dell'isola di Procida.
Un giorno a Caserta, non solo la Reggia

C’è chi la paragona a Versailles - che gode di una fama maggiore - e chi invece ne rivendica il ruolo di superpotenza in fatto di meraviglie monumentali. La Reggia di Caserta, residenza che Carlo di Borbone volle magnificente, affidando il progetto all’insuperabile Luigi Vanvitelli, è ancora oggi uno dei monumenti più visitati d’Italia. Per chi si muove con i mezzi pubblici, arrivare a Caserta è facilissimo: da Napoli Centrale, ogni 20 minuti partono treni diretti per la città, con una percorrenza di 42 minuti (3,40 euro il biglietto, acquistabile direttamente in loco o sul sito di Trenitalia).
Usciti dalla stazione, siete già arrivati: il grande proscenio ovale che anticipa la Reggia si apre in tutta la sua meraviglia. 47mila metri quadrati di edificio con 1200 stanze e, soprattutto, un parco di 120 ettari che si estende per 3 chilometri di lunghezza, con una peschiera di mezzo chilometro e una cascata, quella della Fontana di Diana e Atteone, alimentata da una cascata artificiale alta 80 metri. Magnifico è poi il Giardino inglese, che Maria Carolina fece realizzare a partire dal 1786 dando fondo alle sue ricchezze. Per la prima volta in Italia vennero piantati arbusti e alberi provenienti persino dal Giappone e dall’Australia, realizzando un locus amoenus unico nel suo genere e antesignano di molti altri sparsi intutta la penisola.
Sebbene Caserta sia celebre per la sua Reggia, non mancano altri esempi di architetture da scoprire, come l’Acquedotto Carolino - che Vanvitelli progettò di gusto romano per alimentare le fontane della dimora borbonica - e l’elegante Complesso di San Leucio, aggiunta settecentesca alla Reggia che doveva essere la base di una “comunità autonoma” fuori da Napoli. La visita alla Reggia e al suo parco, che ha durata consigliata di 6 ore e 30 minuti (2 ore e 30 minuti al Palazzo Reale, 4 ore al Parco Reale e Giardino Inglese), ha un costo di 18 euro 1 eurp di prevendita online, con ingressi contingentati. Gli Appartamenti sono aperti dalle 8.30alle 19.30, mentre gli orari dei Giardini variano a seconda del periodo. Per informazioni e acquisto è possibile consultare il sito reggiadicaserta.cultura.gov.it.
Gita a Pompei, l’antica città dalle infinite sorprese

Sembra di vivere un plastico a misura d’uomo, camminando per gli antichi cardi e decumani di Pompei, la città che il Vesuvio seppellì sotto l’eruzione del 79 d.C. preservandone vizi e virtù per gli occhi contemporanei. Il complesso pompeiano, visitato ogni anno da quasi 4 milioni di turisti, è una costante sorpresa e di tanto in tanto il prezioso lavoro degli archeologi riporta alla luce affreschi, abitazioni, luoghi di aggregazione pubblica e tanto altro ancora.
Una città con tutte le sue peculiari normalità, dai bagni pubblici al Foro, che negli ultimi tempi si è aperta alla cosiddetta fruizione dinamica. I visitatori, accompagnati dal personale del parco, possono visitare sia il tradizionale percorso che approfittare di aperture straordinarie dei luoghi generalmente non aperti al pubblico. Tra questi, la casa del Porcellino o quella degli Archi, caratterizzate da particolari disegni pittorici o murales che ripercorrono le antiche funzionalità degli edifici o parlano della storia dei loro abitanti.
La visita a Pompei, similmente a Caserta, è una vera e propria gita fuori porta poiché richiede una giornata intera per apprezzare al meglio tutto quello che c’è da vedere. Dimenticatevi una toccata e fuga: l’Anfiteatro, il Teatro Grande, i vari templi pagani e - per i più curiosi - i percorsi dedicati all’arte e raffigurazioni erotiche (presenti anche nella vicina Ercolano), meritano una visita lunga e ragionata. Fortunatamente la visita non ha una durata fissa, basta rispettare gli orari di apertura:
- Invernali (1° novembre - 31 marzo), dalle 9.00 alle 17.00 con ultimo ingresso alle 15.30;
- Estivi (1° aprile - 31 ottobre), dalle 9.00 alle 19.00 con ultimo ingresso alle 17.30.
Il costo del biglietto Pompeii , che include anche la Villa Regina di Boscoreale, quella dei Misterti e quella di Diomede, è di 22 euro. È anche possibile acquistare la MyPompeii Card (35 euro) che dà diritto ad agevolazioni e ingresso annuale. Per maggiori informazioni si può consultare il sito pompeiisites.org.
Gran Cono, l’escursione sulla cima del Vesuvio

Invece di vedere il Vesuvio da Napoli (come puoi fare dalla terrazza-cartolina di Sant’Antonio a Posillipo), hai mai pensato di vedere Napoli dal Vesuvio? Sono infatti molti i percorsi escursionistici che permettono di raggiungere la cima del vulcano più famoso d’Italia, emulo naturale di quello di Kagoshima in Giappone. Uno dei più belli, nel novero del Parco Nazionale del Vesuvio, è il Sentiero natura n° 5 “Il Gran Cono”, un walking trek che parte da Ercolano e raggiunge - con i piedi e con lo sguardo - i punti più belli di tutto il vulcano, dalla vetta di Monte Somma ai Cognoli di Sant’Anastasia, da Punta Nasone fino allo sguardo che spazia su tutto il golfo e, nellegiornate più limpide, arriva fino alle isole partenopee.
Un’esperienza che, per garantire sicurezza e quante più informazioni possibili, viene fatta con l’ausilio di una guida esperta, in gruppi di massimo 50 visitatori. Il percorso ha una lunghezza di 3,8 chilometri, con un dislivello di 140 metri e una durata di 3 ore. La visita ha un costo di circa 12 euro e può essere acquistata su vesuviopark.vivaticket.it. Da ricordare alcune regole di comportamento e per una visita piacevole: indossare abbigliamento e scarpe da trekking, prediligere un abbigliamento a strati, ricordando che tra autunno e inverno la temperatura eil vento possono risultare abbastanza ostici (del resto ci troviamo a quasi 1200 metri di altitudine).
Guardia Sanframondi e i borghi della Falanghina

A 70 chilometri a nord di Napoli, tra il Taburno e il Matese, si incontrano tutta una serie di borghi caratterizzati da una ricca tradizione enologica. Uno di questi, Guardia Sanframondi, è apripista nel progetto di Sannio Falanghina City Wine, che ha promosso il riconoscimento del Sannio come Città europea del Vino 2019. La Falanghina, vino bianco tipico di questa zona della Campania (il cosiddetto Calore Irpino), è una produzione che assume rilevanza nazionale sia per quantità che qualità. Insieme a Guardia, i comuni coinvolti nel progetto sono Castelvenere, Torrecuso, Sant’Agata de’ Goti e Solopaca.
Gustarla da queste parti significa arrivare alle radici di un territorio che è straordinariamente impregnato dalla cultura del buon bere. Allo stesso tempo, però, la bellezza turistica di questi luoghi si basa su borghi d’autore, dove riscoprire antiche tradizioni popolari come ad esempio i Riti Settennali, che a Guardia si celebrano ogni sette anni in occasione dell’Assunzione di Maria (Ferragosto). Guardia è peraltro ricca anche di monumenti antichi, come i palazzi nobiliari del Seicento e le fontane artistiche, e ospita diversi musei tra cui quello Civico, delle Farfalle e della Casa di Bacco.
Da raggiungere anche Sant’Agata de’ Goti, con il suo Duomo che risale all’anno 970: un imponente edificio con tracce romaniche, rifacimenti barocchi e tutto lo stupore di una cripta antica che ci riporta agli albori del cristianesimo “architettonico”.
