Nel 2029 potrebbero esserci 19 Capitali della cultura in Italia: la candidatura "di gruppo" si prepara a fare la storia
Un progetto senza precedenti riunisce numerosi comuni sotto un’unica identità culturale, con l’obiettivo di trasformare un intero territorio in una grande città diffusa.
Ai Castelli Romani sta succedendo qualcosa che va oltre il classico racconto di gite fuori porta e fraschette. diciassette comuni, dai più noti Frascati, Albano Laziale e Castel Gandolfo fino a Colonna, Lariano o Rocca Priora, hanno deciso di candidarsi insieme a Capitale italiana della cultura 2029, immaginandosi come una vera e propria città diffusa. Non un mosaico casuale di borghi, ma un territorio che prova a raccontarsi come sistema, puntando su paesaggio, patrimonio e partecipazione. Se la candidatura andrà in porto, per viaggiatori e appassionati di territorio potrebbe aprirsi un laboratorio unico in Italia: un’area vulcanica fatta di laghi, abbazie, villestoricheecucine di carattere, organizzata con una regia comune. Il 2029 è ancora lontano, ma il percorso che inizia adesso merita di essere seguito, perché può cambiare il modo in cui visitiamo e viviamo i Castelli Romani.
Castelli Romani, un territorio che si candida come città diffusa

Nei Castelli Romani si sta sperimentando una formula inedita: non una singola città candidata a Capitale italiana della cultura 2029, ma un territorio intero che si presenta come un’unica città diffusa. L’Assemblea dei sindaci del Consorzio Sistema Castelli Romani, che coordina servizi culturali, bibliotecari e turistici, ha approvato all’unanimità il 29 luglio 2026 la candidatura congiunta di 17 comuni.
In questo perimetro rientrano località diverse per dimensioni e notorietà: Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano di Roma, Velletri, Nemi e molti altri centri che vivono da sempre in relazione stretta con Roma. L’idea èsemplicesoloin apparenza: trasformare una galassia di borghi, laghi e colli in un progetto coerente, che non sommi eventi esistenti ma definisca una visione comune, investimenti chiari e un’eredità concreta oltre il 2029.
Paesaggi, laghi vulcanici e borghi: cosa vedere nei Castelli Romani

Per chi ama i viaggi di scoperta lenta, i Castelli Romani sono un concentrato di paesaggi e borghi che meritano tempo. I Colli Albani, a sud-est di Roma, formano un anfiteatro naturale intorno ai laghi vulcanici Albano e di Nemi, tra boschi di castagni, vigneti e panorami aperti verso la pianura romana. Qui ogni comune aggiunge un tassello diverso al racconto del territorio.
Frascati è il punto di partenza ideale per esplorare le ville tuscolane e le vedute su Roma, mentre Castel Gandolfo unisce il lago e il Palazzo Apostolico. Ad Ariccia, la piazza di Gian Lorenzo Bernini introduce a un centro storico compatto e vivace; a Nemi il borgo domina il lago e custodisce la memoria delle celebri navi romane. Verso sud, Velletri offre musei e collezioni archeologiche, mentre il Parco regionale dei Castelli Romani collega sentieri, aree boschive e punti panoramici che fanno la gioia di escursionisti e fotografi.
Storia, cultura e sapori: l’anima dei Castelli Romani

Se vi piace leggere un territorio attraverso le sue stratificazioni, i Castelli Romani sono un manuale a cielo aperto. A Tuscolo riaffiora la memoria della città antica; lungo l’Appia Antica incontriamo siti romani che raccontano i legami secolari con la capitale. A Grottaferrata svetta l’abbazia di San Nilo, ad Ariccia resiste l’impronta di Bernini, mentre Frascati custodisce palazzi e biblioteche che parlano di una lunga vocazione culturale.
Accanto ai monumenti c’è una cultura materiale radicata: il vino di Frascati, il pane di Genzano, le fragoline di Nemi, la porchetta di Ariccia non sono semplici prodotti tipici, ma il risultato di secoli di lavoro agricolo e artigiano. La candidatura a Capitale italiana della cultura punta a inserirli in itinerari narrativi, capaci di spiegare come paesaggio, comunità e gastronomia si intrecciano in questo lembo di Lazio sospeso tra Roma e l’Appennino.
Come organizzare un viaggio nei Castelli Romani oggi e guardando al 2029
Visitare oggi i Castelli Romani significa spesso muoversi in auto, saltando da un borgo all’altro. La candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 spinge però a ripensare mobilità e servizi: nel dossier si parla di navette, ferrovie locali, mobilità ciclabile e bigliettazione integrata, per rendere più semplici gli spostamenti tra i vari comuni. Un tema chiave, perché un programma diffuso ha bisogno di collegamenti chiari anche per chi arriva senza macchina.
In attesa delle novità, il consiglio pratico è scegliere una base – Frascati, Albano Laziale o Velletri – e costruire itinerari giornalieri tra borghi, laghi e sentieri del Parco regionale dei Castelli Romani. Tenete d’occhio calendari di festival, aperture straordinarie, visite guidate e iniziative del Consorzio Sistema Castelli Romani: il percorso verso il 2029 promette un’agenda culturale sempre più coordinata, utile per chi vuole scoprire l’anima vera di questa città diffusa.
