Weekend tra i giardini d'arte del Piemonte
Giardini come atelier d’artista dove la creatività incontra la tecnica paesaggistica e il sapere botanico, mosaici a colori che profumano di primavera
Eden che incorniciano castelli e dimore storiche, atolli di pace dove si inscena la natura come la più bella delle muse. Quale momento migliore per andare alla scoperta dei giardini d’arte piemontesi se non l’inizio della bella stagione? Angoli di verde diversi per stile: “all’italiana”, frutto di rigorose geometrie, “all’inglese” dove regna la natura selvaggia, sempre orchestrata da un’attenta pianificazione. Viaggi nel mondo a chilometro zero, giochi di flora endemica e specie tropicali, vezzi di piante grasse e cimeli di rarità: i giardini sono dei mondi in miniatura e il Piemonte ne custodisce di bellissimi che racchiudono anche la storia.
Tra i roseti profumati passeggiavano re e regine, e le loro tenute incantavano gli ospiti illustri con sontuose coreografie botaniche. Sono tanti i parchi e i giardini da conoscere, tesori paesaggistici che incantano ma al contempo educando i cittadini alla bellezza e alla tutela ambientale, un’occasione per ammirare la creatività che intreccia genio umano e natura.
Reggia di Venaria, l’antico e il moderno si incontrano nell’eden dei Savoia
I giardini della Venaria Reale, una delle più importanti dimore dei Savoia, patrimonio Unesco a poca distanza da Torino, sono stati aperti al pubblico solo nel 2007 e fanno parte dei grandi giardini storici europei.

Prima dell’inaugurazione non si poteva neppure immaginare l’incantevole lavoro di riqualifica che è stato fatto negli anni: un’articolazione su tre livelli secondo lo stile del giardino all’italiana, un effetto spettacolare. Ma ad affascinare ancora più è l’originale connubio tra antico e moderno: nel Parco Basso si estende il Giardino delle Sculture Fluide di Giuseppe Penone, 14 sculture che scandiscono un cammino senza censure tra mondo minerale, vegetale e umano, perfettamente inserite nel giardino seicentesco.
Nel parco Alto invece, proprio nel centro del Gran Parterre juvarriano, si trova l’opera di Giovanni Anselmo: sei lastre di granito dove è incisa la scritta “Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più”, parole che lasciano carta bianca alla suggestione. Un incontro tra arte contemporanea e la razionalità della botanica del ‘600, incorniciato da un orizzonte boscoso del Parco della Mandria e dalle vette alpine che orientano gli occhi nell’infinito della meraviglia.
Villa Taranto, il giardino botanico del Capitano Mc Eacharn
Villa Taranto è sede amministrativa della prefettura di Verbania ed è affacciata sulle acque placide del lago Maggiore. Quello che affascina, più dell’elegante struttura che ricorda un’architettura della Normandia, sono i giardini, adibiti ad orto botanico.

Passeggiare tra i suoi vialetti è come un viaggio nei mondi lontani, questo lussureggiante eden ad un passo dal lago ospita numerose specie di piante provenienti da ogni angolo del mondo. Ci si può perdere nel labirinto delle Dahlie, che conta oltre 1700 piante, e trovare la retta via lungo il Viale delle Conifere che conta un’ordinata sequenza di rari esemplari provenienti da ogni angolo del pianeta. Si può esplorare la serra Victoria dove prosperano le magnifiche piante tropicali e subtropicali, e ammirare l'enorme ninfea equatoriale, con le sue grandi foglie che sfiorano i due metri di diametro. Non perdete all’interno della serra il Giardino Verticale, una struttura ricoperta da essenze vegetali fatte radicare su pannelli di materiale fibroso.
Dal 1931 i giardini botanici di Villa Taranto sono il frutto di un elaborato e complesso lavoro di progettazione e di cure botaniche del Capitano Mc Eacharn, grande esperto di piante e natura, come attesta L’Erbarium Britannicum del Capitano esposto in villa.
Castello di Racconigi, pathos romantico e nuove idee per il territorio
Il parco del Castello di Racconigi, dimora storica dei Carignano nella provincia di Cuneo, è una degna cornice di uno dei siti storici più belli del Piemonte. Un’oasi modificata nei secoli, nata inizialmente come un geometrico giardino all’italiana, venne trasformata in un’architettura paesaggistica all’inglese che richiamava il gusto selvaggio.

Si costruirono numerosi vialetti e specchi d’acqua, una sorta di labirinto strutturato che doveva dare la parvenza di un bosco naturale. Nell’800 fu un chiaro esempio del gusto Romantico, un luogo ammaliante impreziosito dal fascino di rovine e statue, protagoniste consunte che dovevano suscitare emozione e turbamento a chi si addentrava tra le sue fronde. Nel Novecento il parco di Racconigi passò dal pathos all’oblio, e con lo scoppio della seconda guerra mondiale venne totalmente abbandonato.
Venne riqualificato nella seconda metà del Novecento e oggi è possibile ritrovare le stesse suggestioni romantiche dell’Ottocento immersi in un paradiso di biodiversità: il parco non ospita soltanto una ricca flora ma anche tantissime specie di animali. Un mondo naturale votato alla cultura e alla sperimentazione. Qui si svolgono anche numerosi eventi all’aperto, inoltre da qualche anno sono state sperimentate alcune attività produttive per la valorizzazione del territorio come l’apicoltura, pratiche antiche per riscoprire la bellezza delle tradizioni.
Parco Artistico “Orme su La Court”: vino, arte e natura
La cultura in Piemonte è la trama perfetta del suo territorio. Anche le campagne racchiudono saperi antichi, le tradizioni millenarie legate alla terra, così preziosa da essere venerata dai piemontesi. I paesaggi vitivinicoli del Monferrato sono stati riconosciuti come parte integrante del patrimonio dell’Umanità Unesco e sono esempio perfetto di interazione tra uomo e ambiente.
In Piemonte la natura è un bene tutelato e valorizzato, e spesso incontra l’arte, ne è l’esempio il parco artistico "Orme Su La Court", creato dall'azienda vinicola Michele Chiarlo. Un bellissimo spazio che intreccia natura, tradizioni e arte, proprio nella loro tenuta.
Un luogo suggestivo al quale si accede dalla “Porta Artistica sui vigneti” realizzata dal pittore e scultore Ugo Niespolo, da qui si entra in un mondo suggestivo, popolato dalle sculture di Emanuele Luzzati che descrivono gli elementi naturali di Acqua, Aria, Fuoco, la coreografia di un miraggio nel bel mezzo del Monferrato, che per alcuni altro non è che l’impersonificazione di Bacco. In Piemonte arte e mitologia giocano con la natura.
Il castello di Govone, i “Tulipani a corte”
Nel parco del Castello di Govone, nel cuneese, passeggiavano Re Carlo Felice di Savoia e la Regina Maria Cristina. L’elegante dimora ospitava i reali soprattutto in primavera ed in estate e veniva utilizzata anche per i ricevimenti solenni. Quel che affascina oltre al castello e le sue sale è il vasto giardino all’italiana che lo circonda. Armoniche geometrie di siepi, aiuole e vialetti disegnano lo spazio, ma i reali non si fecero mancare l’atmosfera selvaggia del giardino all’inglese, in un’altra ala del parco dove per non perdere l’orientamento si devono seguire i lunghi viali di platani e ippocastani.

All’interno del giardino si trova anche un bella e luminosa serra, un tempo chiamata “aranciera”, qui infatti avveniva la coltivazione degli agrumi, soprattutto delle succose arance, molto gradite a corte. Oggi questo spazio ospita eventi musicali e convegni, una location affascinante dove condividere cultura.
Il castello di Govone ospita numerose manifestazioni tutto l’anno ma una in particolare non può mai mancare: “Tulipani a corte”, che dal 1999 affascina tantissimi turisti e curiosi, un evento curato e promosso dal Centro di Promozione Culturale Govone e il Castello. Un appuntamento che si svolge alla fine di marzo, da appuntare per salutare la primavera senza volare in Olanda ma tra l’arte e la natura della nostra magnifica Italia.
Elena Bittante
