Workation, come trovare la meta perfetta in cui lavorare è un piacere
Scrivania con vista? Sì, grazie. In epoca di restrizioni e lockdown legate al Covid-19, sempre di più la scelta dei lavoratori in smart working è quella di cambiare domicilio
Quella del Workation è una vera e propria filosofia. Anzi, una rivoluzione che mescola il potere di due parole: “work”, ovvero lavoro, e “vacation”, vacanza. In pratica questo modo di vivere punta a trasformare l’esperienza dello smart working, in cui sempre più italiani sono coinvolti a causa delle restrizioni del Covid-19, in un modo di lavorare completamente diverso da quello a cui eravamo abituati.
E questo è uno dei tanti cambiamenti apportati dalla pandemia sul modo di vivere e vedere le cose del mondo. Cambia il domicilio, che diventa più vacanziero, sebbene i ritmi da mantenere siano quelli dell’ufficio: le destinazioni ideali sono quindi la montagna, le località marittime e lacustri. Unico criterio di selezione della meta da workation perfetta: il wi-fi, quella rete Internet che serve a tutti i lavoratori impegnati nel lavoro da remoto.
Smartworking "obbligato": com'è cambiato il lavoro nel 2020
Una derivazione della Workation è stata, subito dopo il primo lockdown, il South Working: la tendenza di tornare al Sud Italia di tanti fuori sede. Dalle città del Nord, che si sono spopolate, il Sud e in particolare la Puglia e la Sicilia ha ritrovato nuova linfa: sono tornati studenti ma anche lavoratori che hanno cambiato vita e intere famiglie anche con bimbi piccoli. La ricerca è di Casa.it, che ha analizzato i flussi di ricerca di una nuova sistemazione nel periodo dell’estate 2020, subito dopo il primo lockdown.
In questo quadro, la Workation è davvero una piccola rivoluzione: di vita, di modo di pensare e di vivere il lavoro. Se si può, investire in una scelta simile aiuta a non cedere ai ritmi frenetici che anche il lavoro da casa spesso impone. Il plus? Fare pausa pranzo sulla spiaggia, ad esempio. Oppure spegnere il pc e dedicarsi a una seduta di yoga nei boschi, se si è scelta una location montana.

Senza pensare a espatriare, anche se il nomadismo digitale è stato ed è ancora molto in voga, l’Italia pullula di destinazioni papabili per fare il salto, mollare la frenesia della città e abbinare a ritmi di lavoro sostenuti delle vere e proprie pause nella natura.
Tra i pro della Workation c’è una maggiore flessibilità. E anche un cambio d’aria e di abitudini niente male, che aiutano a ritrovare stimoli perduti e una grande attenzione verso la natura. Non solo: chi lavora in un contesto più “vacanziero” si sente più produttivo e felice. Se si tratta di una scelta individuale, ovviamente è più sostenibile; se si tratta di spostare l’intera famiglia in cui sono coinvolti anche bambini che vanno a scuola diventa più complicato. Anche la tipologia di lavoro può frenare una scelta del genere: solo chi ne fa uno molto flessibile e gestibile da remoto può, effettivamente, puntare su questa modalità.
Workation: le destinazioni perfette in Italia
Va da sé che, lì dove ci sono le condizioni e un wi-fi stabile, la workation funziona ovunque: può essere sostenibile in questo senso la ricerca di una sistemazione temporanea su airbnb, il sito su cui cercare case vacanze per brevi o lunghi periodi praticamente ovunque in Italia.
Più avvantaggiato chi ha una seconda casa in montagna o al mare, da raggiungere senza costi aggiuntivi. La vera chicca se l’è inventata Roberta d’Onofrio, che ha lanciato, proprio in periodo estivo, bnbworkingspaces.com: un sito dove trovare soluzioni abitative perfette per fare smart working. Ad oggi, sul portale sono case con giardino nel cuore di Roma e di Milano, le due città sulle quali punta il progetto rivolto a freelance o professionisti che vogliono spazi esterni per vivere con maggiore relax questo periodo difficile.

Su Daybreakhotel.com c’è un’intera sezione dedicata allo smart working in trasferta e i migliori hotel in cui questo è possibile, anche per brevissimi periodi (come una giornata). Sul sito si trovano anche appartamenti a uso ufficio nelle principali città italiane come Bologna o Venezia. per chi dalla città però se ne vuole andare, ci sono destinazioni montane come Cortina D’Ampezzo o marittime come Finale Ligure pronte a rivoluzionare la vita dei lavoratori. Ed è anche un modo per scoprire i piccoli borghi italiani, visto che l’esigenza del momento non è fare vita sociale ma godersi il tempo guadagnato senza andare in ufficio in modo più sereno.
Trasferirsi in città d’arte belle ma piccole come Verona e Siena è un buon modo per circondarsi di bellezza. Importante, se si sceglie una casa è valutare la copertura internet della zona che si è scelto come nuovo domicilio, soprattutto se “remoto”. E, ovviamente, se si punta a una località di mare o di montagna, una buona idea è incrociare i budget per capire quanto a lungo può essere sostenibile una scelta simile. Anche la posizione rispetto a co-working attivi in zona può essere interessante da valutare come criterio. E ovviamente fare un ragionamento costi benefici (cosa ci guadagno? Cosa di perdo?) è davvero una mossa vincente.
