Macchina di Santa Rosa: una scultura che cammina fra le vie di Viterbo
Altissima, illuminata e curata in ogni dettaglio, la macchina di Santa Rosa è la star del settembre viterbese. Scopri quando andare a vederla.
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Viene trasportata per le vie di Viterbo ogni sera del 3 settembre, in onore della patrona della città: la macchina di Santa Rosa è un baldacchino trionfale che simboleggia l’amore dei cittadini verso la santa.
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Dove è esposta la Macchina di Santa Rosa
Ricostruita ogni cinque anni da una squadra scelta appositamente tramite appalto (che può anche essere riconfermata), la macchina di Santa Rosa fa parte di quelle tipologie di macchine a spalla che vengono trasportate durante le processioni cittadine.
Questa in particolare raggiunge un’altezza di circa 30 metri e un peso di cinquanta quintali e deve essere trasportata da circa un centinaio di facchini.
Il materiale con cui viene costruita è la vetroresina, un composto che hanno incominciato ad impiegare nei tempi moderni per alleggerire il carico, andando a sostituire il legno e il ferro che, al contrario, appesantivano il lavoro del trasporto. Per abbellirla vengono inserite anche luci e fiaccole, che in realtà hanno anche un altro compito.
La macchina si inoltra nei vicoli della città di Viterbo che per l’occasione vengono lasciati al buio, cosicché la scultura possa illuminare ogni casa, ogni luogo e ogni persona con la sua luce, portando un buon auspicio.
Il percorso che segue è di circa un chilometro e si inerpica anche in vicoli molto stretti: la conformazione e le dimensioni della macchina sono studiate, progettate e realizzate al millimetro dalla squadra addetta. In alcuni punti arriva a sfiorare balconi e inferriate, senza però mai infierire data la minuziosa ed estrema precisione con cui viene costruita.
Dopo la processione la macchina rimarrà esposta per alcuni giorni di fronte al Santuario di Santa Rosa, dove i fedeli potranno visitarla.
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Come avviene il trasporto della macchina di Santa Rosa
I facchini che trasportano la macchina sono circa 100, tutti dotati di divisa bianca con un fazzoletto rosso legato in vita.
Dopo essersi recati in comune, dove riceveranno i saluti delle autorità cittadini, faranno visita a sette chiese della città e si ritireranno nel convento dei Cappuccini, dove riceveranno le indicazioni per il trasporto.
La processione inizierà un’ora dopo il tramonto, quando la luce naturale si sarà estinta. Durante il tragitto vige il divieto di accendere luci private o pubbliche, cosicché l’intera città venga illuminata solo dalla macchina che svetterà nel cielo di Viterbo.
Il cammino avrà inizio dalla chiesa di San Sisto, dove per tutta l’estate la squadra di addetti ai lavori avrà ultimato l’aspetto della macchina sotto dei teli, per far si che nessuno la veda prima della sera del 3 settembre.
I facchini sono suddivisi per posizioni:
- stanghette sono quelli posti davanti e dietro;
- spallette sono figure aggiuntive che “fanno da spalla” nei tratti più ripidi o difficili;
- spallette fisse che nei punti più stretti saranno costretti a tenere la testa sotto le travi;
- ciuffi la posizione più ambita, ovvero coloro che si trovano nel perimetro interno. Prendono questo nome da un copricapo con un ciuffo che utilizzeranno come supporto. Tutti gli altri invece adopereranno un cuscino imbottito.

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