Monterosso al Mare: la porta delle Cinque Terre
La più settentrionale di tutte e una delle più caratteristiche: ecco la guida alla visita di Monterosso al Mare, una delle perle delle Cinque Terre
Scogliere a picco, spiagge stupende, mare cristallino con alle spalle colline coltivate a vite e ulivo: ecco Monterosso al Mare, il paese più occidentale delle Cinque Terre. Uno dei gioielli assoluti della Liguria, in provincia de La Spezia, e dell'Italia tutta.
Un luogo davvero magico, derivato dall’incessante lavorio di migliaia di anni tra roccia e acqua; oltre al borgo e al paesaggio circostante, tutto il territorio è disseminato di piccole spiagge e baie che stupiscono e ammaliano.
E' lei una delle mete turistiche cult della riviera ligure, capace di unire la tradizione al glamour passando per il mare incantato. Degna "avversaria" delle cugine perle della Costiera Amalfitana.
Andateci se vi piace: mare, borghi caratteristici, riserve naturali.
Per quanto tempo: una settimana o più giorni.
Il periodo migliore: tutto l'anno.
Da sapere
- Cosa sapere su Monterosso al Mare: le dritte per non perdere il meglio
- Dove si trova Monterosso al Mare: geografia, territorio e un po' di storia
- Come si vive a Monterosso al Mare: clima, qualità della vita e consigli utili
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Cosa sapere
Un paesaggio naturalistico indescrivibile, fatto di vicoli, piccoli borghi nel borgo e panorami mozzafiato sul Mediterraneo. Una cornice romantica e al tempo stesso caratteristica e turistica: potremmo definire così l'abitato di Monterosso al Mare.

A tutto ciò fa da contrappunto l’attività umana, la cui inventiva vecchia di millenni ha trasformato l’entroterra con caratteristiche terrazze divise da un incredibile numero di muri e muretti a secco: c’è chi ha calcolato - pensate - che in tutto il perimetro di questo posto incantato, relativo non solo a Monterosso ma anche agli altri paesi che compongono le Cinque Terre (cioè Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore), la somma di tali muri sarebbe alta due metri e lunga undicimila chilometri!
Una spiaggia che è la più estesa di tutte le Cinque Terre fa di Monterosso al Mare una meta ideale per il turismo balneare, legato all’incanto di un paesaggio straordinario tra acqua, roccia e coltivazioni a terrazze; la Torre Aurora del XVI secolo, uno dei simboli del luogo, sul Colle di San Cristoforo, separa il nuovo borgo a ridosso della costa (Fegina) con le abitazioni moderne e le strutture alberghiere, dalla parte vecchia, dominata dai resti del castello degli antichi signori di qui, gli Obertenghi, a strapiombo sul mare, con le case torri attraversate da stretti vicoli - chiamati carrugi.
Una terra incantata particolarmente cara al premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale: che dire, una grande ispirazione poetica da questo luogo pieno di fascino.
Dove si trova
È 1056 l’anno in cui si fa riferimento per la prima volta all’abitato di Monterosso, alla foce del torrente Buranco: siamo sotto il dominio degli Obertenghi, una dinastia di origine franca che sostituì le genti di qui sconfitte dai Longobardi del VII secolo, fondatori del leggendario borgo di Albareto.

Territorio conteso da Genova e Pisa, è preda ambita dei saraceni contro le cui incursioni sono costruite lungo la costa torri di avvistamento. Nel 1254 Monterosso passa definitivamente sotto i genovesi. Si tratta del periodo che dà il via a un certo sviluppo agricolo, con la costruzione di fasce terrazzate e protette dai muretti a secco, per la coltivazione di viti, ulivo, limoni.
E anche la pesca diventa importante tanto che nel 1600 si parla di una importante tonnara al largo di Punta Mesco. Tra la fine del 1700 e i primi decenni del 1800 arrivano i francesi di Napoleone Bonaparte e Monterosso fa parte del Dipartimento del Vara, come capoluogo, all'interno della Repubblica Ligure e, con l’ Impero, del Dipartimento degli Appennini.
Nel 1815 diventa dominio del Regno di Sardegna e nel 1861 del Regno d’Italia. Si chiama Monterosso al Mare dal 1863 e nel 1923 è provincia de La Spezia dopo esserlo stato di Genova.
Come si vive
Una piccola ma grande muraglia… come quella cinese! Monterosso al Mare, collocato al centro di un piccolo golfo, ha un clima mitigato dai monti alle spalle che intercettano i venti freddi provenienti da settentrione. In tal modo, l’inverno non è in genere rigidissimo e d’estate il caldo non risulta mai bollente. Le piogge possono essere abbondanti in ogni mese, concentrandosi in particolare nel periodo primaverile e autunnale.
Dagli anni sessanta del secolo scorso il territorio di Monterosso è a forte vocazione turistica e si mantengono alte altre attività come la coltivazione delle viti e la produzione di vini di eccellenza.
A proposito. Da bere qui a Monterosso, tra i prestigiosi nettari di Bacco, tutti bianchi, il Cinque Terre DOC, sottile e persistente, e lo Schicchetrà, dolce e deciso. E il vino DOC Cinque Terre Sciacchetrà deve il suo curioso nome probabilmente al termine sciacàa che vuol dire schiacciare, ovvero pigiare l’uva.
Forte la pesca, come quella delle acciughe. Quelle salate di qui sono presidio Slow Food, riconoscimento che tutela l’alta qualità di un prodotto tradizionale e che si pescano con la lampara, ovvero un lume con cui sono equipaggiate le barche.
Che si mangia a Monterosso al Mare? Come in tutte le Cinque Terre, le troffie (o trofie), una particolare pasta corta preparata non solo con la farina di frumento ma anche con le castagne, da condire spesso con un prodotto tipico super, il pesto, fatto con basilico, olio e formaggio grattugiato.

Tra gli eventi, a maggio, ogni terzo weekend, c’è la Sagra del limone durante il quale tutto il paese è addobbato con decori protagonista il profumato agrume. Spicca poi la Festa di San Giovanni Battista, patrono del paese, due giorni, 23 e 24 giugno: la prima sera c’è il caratteristico grande falò della spiaggia del centro storico, durante il quale i bambini bruciano roba vecchia. Mentre il secondo via libera a processioni delle Confraternite, concerti della banda La Monterossina e fuochi d’artificio. E si liberano in mare tanti lumini di cera.
A ridosso del 29 giugno c’è la Sagra dell’acciuga salata, mentre ogni terzo weekend di luglio si svolge la sagra dell’acciuga in toto, con banchetti e giri in battello per ammirare le lampare. Il 14 Agosto si svolge la Processione dei pellegrini, dal centro fino al Santuario di Nostra Signora di Soviore, una processione particolare perché sono portati in spalla i bambini vestiti con gli abiti caratteristici dei pellegrini del 1400.
Si arriva a Monterosso al Mare in treno, lungo la linea Genova-La Spezia. In auto la A12 Genova-Livorno uscita Carrodano, quindi la strada provinciale SP566 per Levanto e quindi la provinciale SP370 per Monterosso. Oppure si può uscire al casello Brugnato, seguendo la via Aurelia verso La Spezia e quindi la strada provinciale SP38 per Monterosso. Giunti qui, alle due estremità, in Località Loreto e Fegina, ci sono due parcheggi pubblici. In località Colle di Gritta, in direzione Vettora, è presente un parcheggio privato, per camper.
Nel territorio comunale ci si sposta con i bus del servizio pubblico di linea organizzato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre e da ATC Esercizio. Si può comprare la Cinque Terre Card, una carta di servizi del Parco Nazionale delle Cinque Terre, di vario costo in base al periodo di utilizzo. Ce ne sono di due tipi. La Cinque Terre Trekking Card consente tra l’altro l’accesso al Parco, l’utilizzo del servizio bus gestito da ATC, l’ingresso con tariffa ridotta ai Musei Civici de La Spezia. Con la Cinque Terre Card treno multiservizi si può anche utilizzare il treno nella tratta Levanto-La Spezia Centrale e viceversa (sui treni Regionali Diretti e Interregionali in 2° classe) per numero illimitato di viaggi nel periodo di validità della carta scelta. Se si decide di optare per queste card, meglio informarsi sempre prima dell’acquisto presso le stazioni ferroviarie o nei locali adibiti alla vendita.













Voto complessivo 7