Carbonia: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Carbonia: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Carbonia è una città storica, che
deve la sua nascita all’estrazione del carbone e capolavoro dell’architettura
razionalistica italiana.
I grandi progettisti del Ventennio fascista, il triestino Gustavo
Pulitzer-Finali e i romani Cesare Valle e Ignazio Guidi hanno disegnato i
diversi edifici tutti attorno al suo ‘cuore’, piazza Roma.
L'impianto urbanistico è quello
tipico delle città ‘di fondazione’, con ampie strade alberate che segnano la
viabilità di un centro impostato secondo criteri gerarchici, con le case dei
dirigenti ben lontane da quelle degli operai e dalla miniera.
Attualmente la città di Carbonia condivide con quella di Iglesias
il ruolo di capoluogo di una delle ultime nuove province di
Carbonia-Iglesias.
Carbonia è anche CIAM, Carbonia Itinerari dell’Architettura Moderna,
un museo urbano a cielo aperto. La struttura museale è costituita da un
sistema di percorsi e luoghi che collegano le particolarità architettoniche
e i quartieri della città, intercalati da unità espositive che descrivono
temi e argomenti sull’evoluzione cittadina.
Il simbolo di Carbonia è la sua quadrangolare Torre
Civica che tutti però continuano a chiamare Torre
Littoria, come al tempo del fascismo: da qui Benito Mussolini
pronunciò il discorso di inaugurazione della città. È alta circa 28 metri e
ha 5 piani, oggi è di proprietà comunale.
In giro per Carbonia da vedere la chiesa la Chiesa
di San Ponziano, della fine degli anni Trenta del Novecento,
dedicata al Papa martire morto dopo aver lavorato per anni nelle cave di
carbone. l'aspetto dell'edificio religioso è romanico moderno e ha tre
navate, con un chiostro interno e un campanile vicino alto 46 metri,
riproduzione in piccolo di quello di Aquileia. Da notare le sue quattro
campane in bronzo con decori relativi al santo ‘titolare’, a Santa Barbara,
al cuore di Gesù, alla Madonna.
Di interesse anche il complesso
cinema-teatro centrale-dopolavoro, attorno a cui c’è la Villa
Sulcis, che era l’abitazione del direttore della miniera e oggi è sede del
Museo Archeologico.
Nella frazione di Bacu Abis, il
luogo dove fu trovato il primo canale carbonifero, c’è la
chiesa di Santa Barbara anch’essa in stile razionalista, affiancata
da un campanile alto circa 15 metri.
All'ingresso della città, in prossimità della strada statale 126, si trova
la Grande Miniera di Serbariu, che
ospita il Museo del Carbone: comprende un percorso di visita in una galleria
sotterranea e mostra un’esposizione permanente sulla storia di Carbonia e
del ‘suo’ carbone.
A pochi chilometri da Carbonia si trova il sito
archeologico di Monte Sirai, sede di un centro urbano
fenicio-punico in ottima forma, frequentato fin dal Neolitico, da cui godere
di un ampio panorama su tutto il Golfo di Palmas. Tra i resti, quello del
tempio di Astarte e una necropoli ad incinerazione.
Nel territorio del comune ci sono diverse grotte e strutture sepolcrali che
qui chiamano Domus de Janas. Come nella frazione di Sirri dove si trova un
riparo sotto la roccia di Su Carropu, da cui provengono i reperti più
antichi del Neolitico sardo, tra il 5700 e il 900 avanti Cristo.
Negozi di abbigliamento e artigianato, dove trovare oggetti di legno
decorati e gioielli d’argento soprattutto filigranato, tra cui le ‘famose’
fedine sarde, sono concentrati attorno a piazza Roma.
Per fare le ore piccole in via
Tirso con Marko’s Pub, via Lubiana con Excalibur, piazza Matteotti con
Dinokebab, via delle Cernitrici con VINILE Original Food. Sono locali in cui
si mangia sia tipico sia etnico.
Per mangiare, alcuni consigli.
Pizzeria Rosmarino in via Sebastiano Satta, Buddha Mine in via Mazzini, La
Pavoncella in via Cagliari, Tanit (anche hotel) in Strada Statale Sirai,
Ristorante Pizzeria Nerone a Bacu Abis, in via Aldo Moro.
Nei dintorni di Carbonia, da visitare la laguna
di San Antioco, presso la quale si osservano a distanza ravvicinata
fenicotteri rosa, garzette, aironi, folaghe e avocette. San Antioco è
un’isola collegata alla terraferma da un corto ponte. Nelle vicinanze, c’è Cala Lunga, spiaggia con un fondo di
sabbia a grani grossi mista a conchiglie e frammenti di corallo con scogli e
rocce che la delimitano. Da qui si possono raggiungere altre piccole baie,
tutte molto suggestive, come la Cala dei
Tuffi, piscina naturale con pareti rocciose.
Nella zona di Porto Pino, le spiagge
hanno sabbia fine e leggermente rosata, sempre per via della presenza di
pezzetti di corallo. Alcune parti sono limitate da boschi di pino d’Aleppo.
In zona Pittinuri, un’altra spiaggia è quella di Santa Caterina, sabbia e
ciottoli. L’arenile di Portoscuso si presenta invece con un fondo di scogli
che si estende per l'intero paese fino all'area portuale.
Con un traghetto da Calasetta o da
Portovesme si può anche raggiungere l’isola vulcanica di San
Pietro-Carloforte, di circa 51 chilometri quadrati, con costa
prevalentemente rocciosa e caratterizzata da numerose baie, falesie e
piscine naturali. Nel promontorio di Punta Spalmatore c’è una piccola cala
sabbiosa.
A Carbonia ci si muove bene a piedi ma la
mobilità pubblica nel centro è garantita da tre autolinee
urbane dell'ARST, con collegamenti per la zona del cimitero, per l'ospedale
Sirai e la stazione ferroviaria. In questo caso i pullman sono posti in
coincidenza con l'arrivo e la partenza dei treni nella relativa stazione,
visto che la città è capolinea della diramazione Carbonia-Villamassargia che
da questa località si congiunge con la tratta principale
Iglesias-Decimomannu-Cagliari, distante da qui circa 70 chilometri. Sempre
la compagnia ARST (www.arst.sardegna.it) collega Carbonia con altre località
e con Cagliari.
La città si raggiunge con: la Statale 126, che la collega ai comuni
dell'Iglesiente, a San Giovanni Suergiu e all'Isola di Sant'Antioco; la
Provinciale 2 detta Pedemontana che la collega al centro industriale di
Portoscuso, a Villamassargia e alla Statale 130 per Cagliari; la Provinciale
78 che la collega ai centri del Basso Sulcis.
Cosa vedere secondo voi




