Amatrice: la guida completa e aggiornata
Guida Amatrice, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Amatrice è un comune della provincia di Rieti, da cui dista circa 70 km. Neanche 1000 metri di altezza, è collocato nell'alta valle del fiume Tronto e fa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per quanto riguarda il versante laziale.
Il comune appartiene ai Borghi più belli d’Italia. La notte tra il 23 e il 24 agosto 2016 è stato scosso da un violento terremoto che ha portato morte e distruzione, tanto che molti edifici storici del borgo sono andati completamente distrutti, come la chiesa di Sant'Agostino con la torre campanaria e la torre civica.
Il suo clima è mediterraneo-continentale, con estati non eccessivamente calde, i valori massimi si aggirano attorno a 20°C, e inverni molto freddi con neve.
La presenza umana ad Amatrice risale a tempi preistorici e sicuramente fu abitata dai Romani, come testimoniano resti di edifici e tombe rinvenute in diverse zone del territorio. Nel VI secolo fa parte del Ducato di Spoleto. Nel 1012, con il nome di Matrice, appare in un documento dell'abbazia di Farfa, per poi passare sotto il dominio della Chiesa, quindi al comune di Ascoli. Nel 1265, al tempo di re Manfredi di Svevia, venne annessa al Regno di Napoli. Al tempo degli Angioini, varie ribellioni fino al 1274, quando Carlo d’Angiò la conquistò. Tra il XIV e XV secolo la città è in lotta con le città dei dintorni, come Norcia, Arquata e L’Aquila.
Amatrice continuò ad essere "nemica" degli Angioini, alleandosi con gli Aragonesi, dinastie che furono in guerra tra loro per il possesso del Regno di Napoli, tanto che il re aragonese Ferdinando, nel 1486, le concesse il privilegio di battere moneta con il motto "Fidelis Amatrix". Una lotta continua tanto che nel 1529 gli Angioini riconquistarono Amatrice. Nonostante ciò, negli anni e nei secoli successivi, il potere della città passò agli Orsini, poi ai Medici di Firenze, per ritornare sotto il controllo diretto del re di Napoli solo nel 1759. In questo periodo la zona diventa terra di briganti e si sviluppano attività legate ai moti risorgimentale. Nel 1861 è annessa al Regno d’Italia.
Terra isolata, Amatrice ha un’economia basata soprattutto sull’agricoltura, soprattutto coltivazione di mele e di farro, sulla pastorizia e gli allevamenti in genere, nonché sulla trasformazione alimentare che regala prodotti di eccellenza, come pancetta, guanciale e pecorini. Il turismo è una voce importante, visto che è zona di villeggiatura, grazie anche alla presenza del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga che ha contribuito alla valorizzazione di tutta l’area, in termini di ospitalità e di recupero delle tradizioni gastronomiche.Amatrice è tra l’altro sede del Polo agroalimentare del parco al fine di tutelare proprio le culture locali e i prodotti tipici di tutto questo territorio.
Qui, ad Amatrice, gli eventi e la gastronomia si fondono. Il più grande appuntamento che richiama parecchia gente è infatti la Sagra degli spaghetti all’amatriciana che si tiene l’ultimo fine settimana di agosto. Il sugo, a base di guanciale, pomodoro e una generosa spruzzata di pecorino e pepe, è conosciuto in tutto il mondo.Un altro appuntamento che lega tradizione, divertimento e buon cibo è il Palio dei somari, protagonisti, quest'ultimi, incontrastati, in aprile.La domenica dopo l’Ascensione si festeggia la patrona del paese, Santa Maria della Filetta, processione religiosa e mercatini eno-gastronomici. Assolutamente da provare anche gli gnocchi ricci, primi attori nel corso della sagra a loro dedicata che si svolge in primavera; gli gnocchi vengono conditi con un sugo di spezzatino di castrato di pecora, macinato misto di maiale e vitellone, spezzatino di vitellone, il tutto "rifinito" da parmigiano e pecorino.
Il nome di Amatrice deriva probabilmente dalla presenza di una chiesa "matrice", cioè madre. Ne XIII secolo fu aggiunta una "A" al suo nome.
Amatrice, terra di pastorizia, che nei suoi tesori, il paesaggio e la tradizione gastronomica, ha trovato la via per diventare un luogo di eccellenza. I suoi edifici risentono degli influssi marchigiani e abruzzesi, del reso la città è "incastonata" tra tre regioni, Lazio, Abruzzo e Marche, costruiti perlopiù in pietra serena e dallo stile spesso romanico-gotico finemente affrescato. Bellezze artistiche che si sono fuse con quelle del paesaggio e della squisita e ampia offerta di ospitalità.












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