Courmayeur, il gioiello della Val Veny
Guida Courmayeur, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
La tradizione di charme: ecco Courmayeur, comune valdostano a 1224 metri s.l.m. Ha una estensione totale che sfiora i 210 km², è divisa nelle frazioni di Dolonne, Entrèves, La Palud, Villair Dessous, Villair Dessus, Larzey, Entrelevie, La Villette e La Saxe.
La cittadina, posta su un conca circondata da boschi di larici e abeti, è dominata dal Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa con i suoi 4810, catena montuosa della Valdigne. In Italia, a due passi dalla Francia, è rinomata in tutto il mondo per le sue atmosfere alpine che uniscono la tradizione ai comfort di una eccellente offerta turistica. Il clima è di tipo alpino, il che vuol dire inverni rigidi e nevosi, estati fresche e non lunghissime, gettonatissime sempre, non è certo il freddo a poter frenare l’arrivo in un territorio di cotanta bellezza.
Uno scrigno isolato dai paesaggi alpini, non erano tanti coloro che conoscevano Courmayeur e dintorni, ma nel XVII secolo sboccia il turismo grazie alle terme di acqua solforosa, mentre un secolo dopo iniziano le grandi esplorazioni, alla scoperta dei meandri rocciosi più segreti del Monte Bianco: la sfida degli uomini è quella di trovare una via per raggiungere la vetta. Fino alla prima ascensione, dal versante francese. In campo ci sono il naturalista Horace-Bénédict de Saussure, le guide Jean-Laurent Jordaney, Michel Paccard e Jacques Balmat: è il 1786. Da allora, l’alpinismo non conosce frontiere e Courmayeur ne diventa la capitale internazionale. Qui si forma la prima compagnia di guide alpine d'Italia, la Società Guide Alpine di Courmayeur, nel 1850.
Alpinisti di tutto il mondo, reali d’Europa, compresi quelli italiani, ne sono appassionati, durante il XIX secolo.
Così come le tecnologie e le innovazioni cambiano la vita di tutti, pure Courmayeur si equipaggia con impianti sciistici e strutture varie di alto livello, e oggi, una delle stazioni sciistiche più importanti e frequentate in tutte le Alpi.
È decisamente il turismo, soprattutto quello invernale, il motore di sviluppo e crescita di questa località, anche se l’attenzione agli alpeggi, all’allevamento e alla produzione di formaggi è forte, così come l’artigianato, lavorazione del legno, lana e tessuti in genere, merletti e ricami.
Variegati gli eventi, di ogni tipo, in cui il territorio viene esplorato in tutti i sensi, e spesso ad alto spessore sportivo. In inverno, ad esempio, Click on the mountain, è il concorso fotografico e video dedicato al freeride e freestyle. Poi c’è Mountain Gourmet Ski Experience, kermesse culinaria. La Coppa Courmayeur è sempre un appuntamento irrinunciabile per chi ama o è incuriosito dello Short Track, il pattinaggio su ghiaccio dalle performance entusiasmanti. Presente, tra l'altro, ill Centro Tecnico Federale FISG Short Track al Cormayeur Forum Sport Center, con una innovativa pista da ghiaccio senza balaustre.
Durante la prima settimana di giugno, da Courmayeur parte la MontBlanc, la Gran Fondo dei ciclisti, 138 km per i più preparati, 95 per i mneno allenati.
All’inizio di luglio, il Gran Trail Courmayeur che richiama runner da ogni luogo, mentre si corre, i punti panoramici sono un continuum. Senza dimenticare il Tor des Géants, cioè il giro dei giganti, l’Endurance Trail più duro al mondo, 330 km da percorrere, 24mila di dislivello positivo da affrontare, 150 ore di tempo per concluderlo. Il 27 luglio, grandi festeggiamenti per il patrono San Pantaleone, giochi, tradizioni, cene, fino a notte inoltrata. Sempre a luglio, Courmayeur in Danza e Celtica, il Festival Internazionale di musica, arte e cultura Celtica in Valle d'Aosta.
Per quanto riguarda le manifestazioni legate alla gastronomia, Courmayer love Food, dedicata al gusto, ad agosto, in concomitanza con il CourmayeurFoodMarket, Il mercato di "Chi li Fa", tutto dedicato ai produttori di montagna. All’inizio di settembre, da non perdere, lo Matsòn, il mercato contadino dove trovare i migliori prodotti. Verso la fine di settembre e in primavera, è tempo di "Fura Totte", il Fuori Tutto: la festa dei commercianti di Courmayeur, due giorni tra offerte, assaggi, musica e animazioni itineranti, e si svolge proprio due volte l’anno per accogliere e salutare l’estate.
Durante il periodo di Natale, Courmayeur diventa un luccichio fantastico tra mercatini e addobbi superlativi. Alla vigilia si svolge una gran festa, in piazza Abbé Henry, in attesa di Babbo Natale, che si chiama Rhémy de Noël. Tra l’altro, c’è il girotondo portafortuna intorno all’albero di Natale, dalle 20mila lucine, e Rhémy, aiutato dai suoi amici, accende la grande lanterna simbolo del Natale a Courmayeur.
Pieno di brio il Carnevale di Courmayeur, Carmetran: ad annunciarlo con i loro caratteristici campanelli sono i "Beuffons", variopinto esercito di maschere, i cui abiti sono un'ironica interpretazione di una divisa militare.
Durante ogni evento c’è una specialissima colonna sonora, a cura del gruppo folkloristico "Les Bodochy"’: mantiene vive la tradizione culturale di Courmayeur riproponendo danze e musica antiche. Le sfilate tradizionali si aprono sempre con la "Badoche" in testa, un'alabarda, emblema di Courmayeur. A proposito di musica, da ascoltare quella dell’orchestra Harmonie du Mont Blanc, che nasce dalla fusione della banda musicale di Courmayeur-La Salle e la banda di Chamonix Mont Blanc, una banda musicale transfrontaliera, l’unica nel suo genere in Europa.
Punta d’eccellenza, qui a Courmayeur, anche i prodotti tipici eno-gastronomici, a cominciare dalla fontina, formaggio dal sapore deciso, usata per tantissime ricette, dalla fonduta al risotto, e da assaporare assieme a una buona fetta di polenta. Tra i latticini, produzioni provenienti dal latte degli alpeggi, da assaggiare anche il Bleu d’Aoste dalla caratteristica erborinatura, lo yogurt fresco, il Valle d’Aosta Fromadzo Dop, la Brossa, crema dal siero del latte, base per un burro di poche calorie. Tra i salumi, lo Jambon de Bosses, gustoso prosciutto dop, speziato con erbe di montagna, e il lardo d'Arnad, altro prodotto dop che si ottiene dalla lavorazione della schiena del maiale che viene fatta maturare nei "doils", antichi recipienti in legno di castagno o di rovere assieme a sale ed erbe aromatiche di montagna. Da assaggiare la motzetta, carne essiccata di bovino, camoscio, cervo o cinghiale, oppure il teuteun, mammella bovina salmistrata, condita con varie salse. Da non perdere la polenta concia, strati di polenta e fontina, con sopra burro fuso. Oppure la carbonada, una specie di spezzatino di manzo cotto nel vino.
Occhio anche ai dolci, dalla crostata alle mele, alle castagne al miele, dalla torta ai mirtilli e al gelato Mont Blanc, alle tegole valdostane, biscotti con mandorle e nocciole. Da non dimenticare la frutta, dal particolare sapore dovuto al clima alpino: le mele, Renette e Golden Delicious, Red delicious, Jonagold, col suo caratteristico sapore dolce-acidulo, e le pere Martin Sec, piccole, aromatiche e profumate, ottime cotte nel vino. Per ogni alimento, non può mancare il giusto calice, visto che siamo in una regione generosa di vini, come il Blanc de Morgex et de La Salle, bianco secco e delicato, che "sa" di aromi d’erbe di alta quota (è il vitigno più alto d’Europa), o il Nus Rouge, rosso secco e fruttato. Unici, infine, i sapori della grappa e del génépy, ottenuto dalla linfa dell’artemisia, liquore digestivo e profumato.
Perché il Babbo Natale di Courmayeur è Rhémy de Noël? Si tratta di uno spazzacamino nato proprio il giorno di Natale.
La leggenda racconta che Rhémy, alla vigilia di Natale, si avventurò verso i ghiacciai del Monte Bianco per capire come mai ancora non fosse nevicato. Egli scoprì che un gigante triste e solo aveva intrappolato la neve. Rhémy, allora, decise di rimanere con lui così il gigante "liberò" la neve imbiancando il paese. Da allora, Rhémy scende a valle solo il 24 dicembre e porta con sé regali a tutti i bambini che accendono una lanterna per indicargli la strada verso la sua amata Courmayeur.
E perché Courmayeur si chiama così? Dovrebbe derivare dal latino Curia maior, cioè sede della parrocchia per tutti i valligiani.
Un gioiellino di importanza internazionale che non dimentica le sue autentiche radici, Courmayeur. Una vacanza all’insegna dello stile, del comfort, della tradizione, ideale per gli sport invernali e pronta a sorprendere per le numerose esperienze estive, con emozioni a mille in tutti i mesi dell’anno, per grandi e piccini. Una vacanza che può essere trascorsa in piccoli hotel, dalla gestione famigliare a quelli più eleganti. Con un occhio agli oggetti dell’artigianato locale ma anche alle boutique più prestigiose in termini di abbigliamento e accessori. Un soggiorno in cui si possono conoscere i sapori ottimi d’alta quota, con una scelta di prodotti confezionati ancora come secoli fa. Il tutto sotto l’occhio bonario del grande Monte Bianco, davvero a un passo dal cielo.















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