Crema: la guida completa e aggiornata
Guida Crema, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Poco più di 30 km separano Crema, provincia di Cremona, da Milano: siamo nel centro della Pianura Padana, all’interno del grande Parco naturale del Serio. Una città ordinata e tranquilla, base per partire alla scoperta degli altri centri della Lombardia. I suoi abitanti sono crica 35mila, il suo centro storico è un elegante e grazioso salotto dove si incontrano storia, cultura e raffinati negozi.
Crema, la cui impronta medievale e rinascimentale è in parte visibile, è una città nata probabilmente in seguito all’invasione longobarda del VI secolo d.C.; nell’XI secolo, il territorio in cui sorge, si chiamava Insula Fulcheria, come testimoniano certi documenti del tempo. Da libero comune partecipa alla Lega di Pontida contro Federico I, detto il Barbarossa, tra il 1159-1160, e per questo venne distrutta. Dal 1449 è possedimento della Dominazione Veneta che la fortifica e ne incrementa lo sviluppo economico; nel 1796 arrivano i francesi di Napoleone, dopo di che, come Regno Lombardo Veneto, fa parte dell’Austria. Successivamente partecipa alle guerre di indipendenza, passa nel 1859 al Regno di Sardegna, due anni dopo al Regno Sabaudo e quindi al Regno d'Italia.
Tra le attività economiche del territorio cremasco, la coltivazione di cereali soprattutto frumento, ortaggi e frutta; l'gricoltura è una voce importante, come la zootecnia e le aziende di trasformazione.
Nell’industria, rilevanti le aziende cartarie e quelle votate alla produzione di macchine per ufficio (qui c’era la Olivetti), di apparecchi medicali e di precisione. Buona pure la presenza di imprese di produzione di oggetti artistici, dal vetro, alle ceramiche, alle accordature di pianoforti. Forte l'industria tessile.
Uno degli eventi più frequentati è il Gran Carnevale Cremasco che dura tutto il periodo di Carnevale, con tante iniziative, sfilate di carri allegorici, concerti di bande e gruppi musicai. Il carnevale inizia con la tradizionale consegna, da parte del sindaco, delle chiavi della città di Crema al Gagèt, la tipica maschera, e con l’organizzazione di un mercato con prodotti enogastronomici, artigianali, artistici e presenze speciali, quelle dei mercanti medievali con le loro vesti; il mercato in genere si svolge alla fine di gennaio. Il 2 febbraio c’è la Purificazione di Maria Santissima, chiamata Festa della Ceriola, durante la quale vengono benedette candele da portare a casa.
Molto seguita anche la Fiera di Santa Maria, istituita nel 1665: ricorda l’apparizione miracolosa della Vergine a Caterina degli Uberti, ferita a morte dal marito e si celebra il sabato e la domenica seguenti o precedenti il 25 marzo. Il 10 giugno si venera san Pantaleone, patrono della città. Grandi feste la sera del 12 dicembre e il giorno successivo, in occasione della ricorrenza di Santa Lucia, che qui è considerata come un "anticipo" della Befana, e porta doni ai bambini se si sono comportati bene o carbone in caso contrario. Dà il via a tutti gli incontri scintillanti che proseguiranno nel periodo di Natale, durante il quale si può visitare il cosiddetto "presepe dei sabbioni", un vero e proprio villaggio di 3mila metri quadrati nel quartiere omonimo.
A luglio e agosto, la Tortellata e la manifestazione Tortelli e Tortelli, punte di diamanti di altri eventi legati alla tradizione gastronomica, come i Sapori della nebbia, a novembre, o la Maialata, tra gennaio e febbraio.
Chi viene a Crema, non può non assaggiare i suoi famosi turtèi, i tortelli dalla pasta "pizzicata" e dal ripieno dolce, a base di amaretti e di un biscotto tipico, il mostaccino. Dentro ci sono pure grana, uva sultanina, cedro candito: si condiscono con burro fuso e grana.
Da provare il formaggio cremasco dop che si chiama Salva, a forma quadrata e dalla forma scura: nella sua preparazione c’è dentro anche il rosmarino, potente antiossidante. Lo si serve con le tighe, peperoni verdi sott’olio e sott’aceto, oppure abbinato a miele d’acacia o alla marmellata di mele cotogne, alle olive verdi o alla mostarda. Tra i prodotti del territorio c’è poi la bondiola, insaccato di maiale, con un impasto simile a quello del cotechino, altro prodotto di qui, entrambi da provare con la polenta dura gialla.
Per i dolci, la regina è la Spongarda di Crema, che già si mangiava nel 1500: è pasta frolla farcita di frutta secca, miele e altri aromi,
cotto al forno e presentato spolverizzato di zucchero a velo. Da provare pure la Bertolina, impasto a base di miele e olio d'oliva, con cuore morbido e profumato dall'aroma tipico dell'uva fragola. I "chisulì" sono invece palline ripiene di uva e mela che si friggono nell’olio bollente durante il Carnevale. Da ricordare che siamo vicino a Cremona, la capitale del torrone, quindi via libera a questo dolce natalizio.
Qui a Crema, il cui nome deriva probabilmente dal termine longobardo Crem cioè, "altura", c’è una bella leggenda, quella del Drago Tarànto o Tarantasio che avrebbe infestato le acque del Lago Gerundo: doveva essere terribile, visto che si diceva divorasse i bambini, fracassasse le barche, ammorbasse l’aria con le sue venefiche esalazioni e che scomparve con il prosciugamento del lago. In realtà il drago sarebbe coinciso con il biscione dei Visconti, stemma della potente casata, ucciso da uno dei suoi membri, Umberto. Sembra che lo scultore Luigi Broggini, per creare l'immagine del cane a sei zampe, simbolo dell’Eni, abbia preso spunto proprio da quel drago che abitava in zona.
Una città che è un po' lo specchio delle genti che l’hanno dominata: un aspetto apparentemente "severo" che poi si alleggerisce nelle architetture religiose e non, eleganti e ad alta valenza artistica. Crema parte da lontano, dai Longobardi, e passa per il gusto visconteo e soprattutto per una certa atmosfera veneziana che le ha dato una precisa allure.







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