Monteriggioni, uno dei borghi murati più belli d'Europa
Un centro medievale, tappa indiscutibile della via Francigena, delizioso e accogliente al tempo stesso: scopriamo Monteriggioni e i suoi gioielli più lucenti
Uno dei borghi più amati della Toscana, incastonato e arroccato nelle sue splendide mura, il vero simbolo della città. Ecco Monteriggioni, perla del senese e custode di tesori inestimabili, un'autentica "isola" medievale tutta da scoprire.
Un centro delizioso e accogliente, da visitare tutto l'anno. Non a caso, tra eventi, attrazioni e folklore, Monteriggioni entra di diritto tra le mete toscane da visitare, in particolare tra quelle della zona celeberrima del Chianti.
Ma non fermatevi alle imponenti mura: tra le vie del centro storico si nascondono tanti gioielli d'architettura e arte. Una patria dello slow tourism.
Andateci se vi piace: mura medievali, eventi folkloristici, cucina tipica.
Per quanto tempo: uno o due giorni.
Il periodo migliore: tutto l'anno.
Da sapere
- Cosa sapere su Monteriggioni: le dritte per non perdersi il meglio
- Dove si trova Monteriggioni: geografia, territorio e un po' storia
- Come si vive a Monteriggioni: clima, qualità della vita e quando andare
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Cosa sapere
Monteriggioni è uno dei più noti borghi murati d’Italia, famoso in tutto il mondo, circondato da una maestosa cinta muraria lunga 570 metri con uno spessore costante di 2; è intervallata da quindici torri di 15 metri d'altezza (di cui una interna alla cinta muraria) e due porte d’ingresso: Porta Franca (in direzione Siena) e Porta San Giovanni (in direzione Firenze).

Monteriggioni, raggiungibile da Siena in 10 minuti di superstrada, è un ottimo punto di partenza anche per chi decide di visitare la Toscana e i suoi tesori. Da qui può iniziare un fantastico tour on the road, magari dedicando un paio di giorni a questa città.
Non a caso il piccolo comune viene visitato da circa 100 mila turisti l'anno; qui si respira davvero un’aria medievale, dato che Monteriggioni è praticamente la stessa di secoli fa e, grazie alla passeggiata sulla cinta muraria perimetrale, è possibile godere di una vista a trecentosessanta gradi su tutta la collina sottostante, in particolare la Montagnola Senese, e sull’intera città.
Un borgo molto antico che sembra voler conservare, racchiudendola fra le sue alte mura, tutta la sua antica storia. Un sito unico nel suo genere, per bellezza e integrità, che è stato - non a caso - spesso scelto come set di film di rilievo, come Il Gladiatore, Amici miei, Io ballo da sola, Il paziente Inglese e tantissimi altri; qualcuno forse ricorderà anche le pubblicità sul piccolo schermo, come quella famosa della Mulino Bianco con Gérard Depardieu.
Dove si trova
Il Comune di Monteriggioni si trova al centro della Toscana, all’estremità sud-occidentale del Chianti, e sorge sulla collina del Monte Ala, affacciato sulla via Cassia-Francigena. Facente parte della cosiddetta Montagnola Senese, presenta un territorio molto variegato; attorno al rilievo del Montemaggio sono presenti alcune piccole pianure come Pian del Lago e pian del Casone, alternate a una serie di piccole valli formate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio.

Monteriggioni fu costruita dai senesi tra il 1213 ed il 1219, come baluardo di frontiera contro la rivale Firenze, riuscendo a garantire per secoli l’indipendenza della Repubblica di Siena.
La fortezza della città era in origine circondata dalle “carbonaie”, un fossato riempito di carbone, il quale durante gli assalti veniva incendiato per respingere i nemici; si pensa che in passato fosse dotata di un ponte levatoio che doveva permettere il passaggio su un, ormai scomparso, fossato esterno. Monteriggioni era anche posta a controllo dell’antica via Francigena, frequentata da pellegrini europei che volevano arrivare a Roma.
Per il possesso di Monteriggioni si combatté tra senesi e fiorentini nel 1244 e nel 1254. Nel 1269 dopo la battaglia di colle – immortalata da Dante Alighieri nel XIII canto del Purgatorio (Dante e Virgilio sono calati da Anteo al nono cerchio) – i Senesi vinti si rifugiarono a Monteriggioni, invano attaccata dai Fiorentini.
Il 27 aprile del 1554 Monteriggioni venne ceduta a tradimento senza combattere al Marchese di Merigliano dal Capitano Zeti che creò una breccia nelle mura. Questo evento determinò la fine della Repubblica di Siena, e gli abitanti di Monteriggioni vennero fatti schiavi e condotti a Firenze. Ancora oggi si parla del “fantasma del traditore”; il Capitano infatti, non riuscendo a trovare pace per l’ignobile gesto, si agirerebbe attraverso un cunicolo nascosto che parte dal Pozzo di Piazza Roma ed arriva fino a Siena, in cerca di un perdono che non riceverà mai.
Come si vive
Il clima in questo piccolo borgo della Toscana è tipicamente mediterraneo, caldo e temperato, con una temperatura media di 13.9 °C; afoso d'estate e piuttosto fresco d'inverno.

In passato l’economia di Monteriggioni si basava in maniera esclusiva sulle risorse agricole e pastorali; il territorio ricco di oliveti, vigneti e intervallato da ampi boschi offriva nutrimento per il bestiame ovino e suino, oltre a legname e carbone. Nell'ultimo secolo all'agricoltura è stato affiancato uno sviluppo industriale, soprattutto nei settore enologico, chimico e alimentare, accanto ad aziende artigiane locali che producono ceramiche e lavorano legno, marmo e granito. Ovviamente il tutto con un occhio molto importante al turismo.
La Via Francigena, inoltre, rappresenta un vero e proprio volano per l'economia e l'occupazione nel territorio, come importante risorsa turistico-culturale.
Se passeggiando per l’incantevole borgo duecentesco, amate immergervi nell’atmosfera medievale che emana, allora non potete perdere la festa “Monteriggioni di torri si corona”, che si svolge tutti gli anni durate la metà di luglio. Una festa rievocativa della storia medievale di Monteriggioni e delle sue tradizioni culturali, durante la quale tutto viene fedelmente ricostruito.
Gli abitanti del borgo vestono gli abiti dell’epoca ed interpretano un personaggio; vengono serviti cibi come zuppa di farro, e bevande come “vino speziato” e “acqua mulsa”. Non è possibile pagare con la moneta corrente, prima di entrare nel Castello bisogna cambiarla con “lo scudo di Monteriggioni”; e poi niente macchine, solo cavalli e muli; niente elettricità, solo fiaccole e candele. Un vero tuffo nel passato che renderà il vostro soggiorno in questo borgo ancora più magico.
La prima settimana di ottobre si celebra “La Festa d’Autunno” in onore della Madonna del Rosario, protettrice di Monteriggioni. In occasione della festa il centro si anima di bancarelle, dove gli abitanti vestiti con abiti tipici da vendemmia servono vini locali come il Chianti e il Brunello, serviti a “mescita” nei bicchieri di terracotta.

Non a caso il vino è una bevanda ricorrente a Monteriggioni. La Toscana è conosciuta per i suoi prodotti che fanno parte dell’eccellenza enogastronomia, e il territorio del borgo, che ne è parte integrante, rispetta in pieno questa tradizione. Le piccole aziende vinicole propongono vini ormai famosi in tutto il mondo, tra i quali spiccano il Chianti Classico DOCG e il Chianti Colli Senesi DOCG.
Da non trascurare è la produzione di Vin Santo, vino passito spesso insignito della DOC. Tradizionalmente consumato in abbinamento ai dolci, nel senese i più famosi sono tre: il panforte, i ricciarelli e i cavallucci.
Oltre al vino, questa è anche una delle zone di produzione dell'olio Toscano DOP, che è ottimo sia come condimento di carni e zuppe, che come protagonista indiscusso della famosa bruschetta.















Voto complessivo 8