Plan de Corones: la guida completa e aggiornata
Guida Plan de Corones, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Plan de Corones (Kronplatz in tedesco), è una montagna di oltre 2mila metri (esattamente 2275) che dà il nome a tutta una regione, da godere in ogni stagione dell’anno, con la neve che la ammanta di bianco, con i verdi che la risvegliano in primavera, i gialli e gli azzurri incredibili in estate, i mille colori che infiammano i suoi boschi in autunno.
Siamo in Alto Adige, e più precisamente nella provincia di Bolzano, nei paesaggi invitanti compresi tra valli dagli ambienti unici che si chiamano Pusteria, Aurina, Anterselva, Casies, Badia. Plan de Corones è abbracciata dalle Dolomiti, Patrimonio naturale mondiale dell’Umanità UNESCO, chiamate ‘monti pallidi’ per il chiaro colore dei calcari dolomitici.
Questo è un territorio davvero entusiasmante, ricco di attrattive per ogni mese, dall’alpinismo, alle scalate, alla mountain bike, allo sci, alle passeggiate che qui sono sempre emozionanti, in una natura autentica e sorprendente. I comuni dell’area di Plan de Corones sono: Marebbe, Casies, Valdaora, Falzes, Perca, Rasun Anterselva, San Lorenzo, San Martino in Badia, Terento, Monguelfo Tesido e Brunico.
La storia di questa regione altoatesina si mescola con quella degli uomini primitivi, attratti qui dalla fertilità dei terreni e dalla posizione privilegiata che collegava la pianura con le montagne, il nord e il sud. Di qui passava la Strada d'Alemagna, che collegava Aquileia con la capitale della provincia di Rezia, Augusta Vindeticorum. Con la presenza di basi militari, come mostrano i resti romani dalla parti di Castel Badia. E queste zone, prima possedimenti dei vescovi di Bressanone, poi dei Conti di Gorizia, successivamente dominio dell’Impero Asburgico, sono state tragici scenari della Grande Guerra, alla fine della quale, come il resto del Trentino Alto Adige, sono diventate italiane.
Non c’è dubbio che la regione di Plan de Corones abbia una precisa vocazione turistica, grazie a servizi ad hoc per ogni tipo di ospite, dalla famiglia al super sportivo. E ciò è legato anche alla presenza di attività agricolo-zootecniche che permettono di offrire ai visitatori prodotti alimentari di eccellenza. A livello di eventi, Plan de Corones risulta essere certo campione in tema di appuntamenti e di attrattive varie. In ogni mese pullulano proposte; dai mercatini nei diversi paesi, alle sagre che offrono i prodotti tipici.
Durante l’estate, soprattutto, da non mancare i giri per i masi, a scoprire come si mungono le mucche o come si realizzano i deliziosi formaggi di latteria, nonché lo strepitoso speck. A settembre, da non perdere la Festa delle malghe in Val di Casies, o la settimana delle patate pusterlesi. E poi, le feste del ritorno dall’alpeggio e le feste d’autunno. In alcuni paesi, come Teodone, c’è una deliziosa sagra di crauti e patate a fine ottobre. E può accadere di fare la conoscenza con il “Kirchtogsmichl”, l’albero della cuccagna di qui, alla cui cima viene appeso un pupazzo di paglia a grandezza naturale, il Michl.
A novembre, i giorni in omaggio a San Martino. In questo mese, verso la fine, c’è la sfilata di San Nicolò e il corteo dei diavoli, in un turbinio di appuntamenti con gruppi folcloristici che suonano e danzano le melodie tradizionali. Verso dicembre, Plan de Corones diventa un presepe globale, con la sua atmosfera sempre più magica grazie a neve e luci. Per terminare (ma in realtà agli eventi non c’è mai fine) con le tradizionali sfilate con le fiaccole e fuochi d’artificio. Con l’anno nuovo, è il turno di sfilate con le maschere, teatri ambulanti e tanto divertimento.
Il gusto qui si soddisfa (anche) a fette, quelle dello straordinario speck, ad esempio, prosciutto crudo lievemente affumicato che deve il suo sapore anche alla miscela di spezie con cui viene ‘vestito’ (miscela ovviamente segreta): ottimo servito con pane fragrante e accompagnato da cetriolini sottaceto. E può essere usato anche come ingrediente per i canederli, una specie di polpette con pane raffermo ammollato e pan grattato, cotti nel brodo di carne. O per condire gnocchetti di zucca, delicati ed appaganti. Tra le zuppe, quella d’orzo primeggia, insaporita con pezzetti di speck, patate e sedano.
Poi ci sono gli schlutzkrapfen, ravioli farciti con spinaci e ricotta, una vera delizia, immersi nel burro fuso e con un po’ di parmigiano grattugiato sopra. Da provare il formaggio Bergkäse aromatico, solo uno della generosa produzione casearia di qui. Indimenticabili i krapfen (che alcuni chiamano bombe), speciali gli originali con il cuore di marmellata di albicocca e intensa velatura di zucchero vanigliato. Da non perdere l’ingsaante niggelen, nome difficile per un dolce al latte ricoperto di semi di papavero e talvolta polvere di cannella. E ovviamente, via libera allo strudel ripieno di mele dell’Alto Adige e pinoli.
E quando fa freddo, una sorsata di vin brulè, vino cotto in un tegame con zucchero, scorza e spezie (cannella e chiodi garofano) fino a poco prima dell'ebollizione. Prodotti non mangerecci riguardano l’artigianato, dai merletti al legno intarsiato alla lana cotta e soprattutto alla lana di pecora infeltrita che dà origine allo specialissimo tessuto di loden, prestigioso per cappotti e giacconi dallo stile senza tempo.
Plan de Corones deve il suo nome all’esistenza di un’antica gente, i Curunes, che sarebbero gli spiriti dei monti in sforzo continuo (anche oggi) di mantenere il più possibile integri i loro panorami. La regione di Plan de Corones, ad alta connotazione alpina per i paesaggi e l’atmosfera, è un luogo incantato e variegato, dove passeggiare tra l’effervescenza del suo ‘capoluogo’, Brunico, l’adrenalina delle sue piste da sci con gli avveniristici impianti, la dolcezza delle sue valli, così varie tra loro e tutte da svelare, per un effetto di serenità e relax davvero importante, con l’opportunità di passare da un zigzagare tra le stradine di uno dei suoi tanti paesi a una impegnativa salita sulle vette, sempre gustando le specialità gastronomiche nelle malghe del territorio.















Voto complessivo 9