Putignano: la guida completa e aggiornata
Guida Putignano, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Putignano è un comune che conta circa 30.000 abitanti distribuiti in una superficie di 100,16 chilometri quadrati e che si trova nella Murgia della città metropolitana di Bari, ovvero in una di quelle subregioni corrispondenti agli altopiani carsici di forma quadrangolare situati nel cuore della Puglia.
Sorge ad un'altitudine di 375 metri sopra il livello del mare ed è costituito da una serie di terrazzamenti calcarei posti a intervalli irregolari; dal punto di vista climatico si tratta di un comune caldo e temperato, caratterizzato da una temperatura media di circa 6 °C durante il mese più freddo (gennaio) e di circa 22,5 °C durante quello più caldo (agosto).
Numerosi reperti archeologici sembrano confermare come Putignano sia stato innanzitutto un centro popolato dai Peuceti (o "Peucezi"), una popolazione di abitanti delle colline nata attorno al VII secolo avanti Cristo in seguito alla frammentazione in diverse etnie degli Japigi (una antichissima popolazione indoeuropea proveniente dall'Illiria e stabilitasi, tra II e I millennio a.C. nei territori dell'attuale Puglia).
Prosperoso durante l'età greca, il comune sarebbe poi diventato un municipium romano, iniziando un lungo periodo di decadenza. La storia di Putignano vive un nuovo inizio attorno all'anno 1000 d.C., quando diventa proprietà dei monaci benedettini risiedenti nella vicina Abbazia di Santo Stefano a Monopoli: la cittadina inizia ad accogliere diverse famiglie di contadini (spesso e volentieri al servizio dei Benedettini) ed inizia a svilupparsi come centro agricolo. Nonostante sia stata vittima di svariate lotte per il potere, Putignano ha mantenuto per diversi secoli lo status di "ecclesia nulluis diocesis" (ovvero è rimasta sotto la stretta dipendenza della Santa Sede, senza appartenere a nessuna diocesi).
Poi, nel 1317, venne consegnata all'ordine dei Cavalieri Gerosolimitani: è durante la loro dominazione che viene edificata la prima chiesa locale ed è proprio durante il trasferimento delle reliquie di Santo Stefano (provenienti dalla già citata Abbazia di Monopoli a causa delle scorrerie dei turchi) che sembra abbiano avuto origine i festeggiamenti delle Propaggini, la manifestazione di apertura del Carnevale locale (di cui avremo modo di parlare più dettagliatamente).
I Cavalieri di Malta provvedono anche ad imponenti fortificazioni: nel 1472 (sotto il governo di Carafa) viene infatti costruita una imponente cinta muraria, circondata da un grande fossato e dotata di 14 torrioni rotondi e 12 quadrangolari; nel 1477 viene invece riedificata la Chiesa di San Pietro Apostolo (risalente al primo nucleo contadino dell'anno 1000). Nel 1600 Putignano era ormai diventata un'importante centro agricolo in grado di accumulare sia ricchezze che opere d'arte (nei numerosi conventi istituiti). Una gloria destinata a venire interrotta bruscamente durante il secolo successivo, a causa delle requisizioni di beni volute dai francesi, che avrebbero ad esempio portato via tutte le campane del comune, eccezion fatta per quella della Chiesa di San Pietro.
Durante il Risorgimento la cittadina offrì diversi uomini alla spedizione dei Mille di Garibaldi, mentre sotto il fascismo ricevette due visite del Principe Umberto II di Savoia. Il definitivo sviluppo industriale e l'attuale assetto urbanistico risalgono agli anni '50 e '60 del Novecento ed è da allora che Putignano è a tutti gli effetti uno dei centri principali del sud-est barese.
Oggi il principale motore dell'economia locale è l'agricoltura, soprattutto grazie alla presenza di numerose masserie dedite all'allevamento di bovini e alla produzione di latte, carne e/o graminacee. Rimanendo in tema alimentare, la città si distingue anche per la produzione di confetture, olio d'oliva ed (in quantità minore) per la coltura di mandorli. Spostandovi invece in altri settori, è d'obbligo ricordare come Putignano sia a tutti gli effetti uno dei più importanti poli italiani della produzione di abiti da sposa e cerimonia (non a caso il Consorzio Sposa & moda Italia ha sede proprio qui).
Facile poi intuire quanto possa essere ricca di sapere ed arte una città legata per così tanti secoli alla Santa Sede: basti pensare che, nonostante le sue piccole dimensioni, Putignano presenta tutt'ora decine di chiese che ospitano da anni (se non secoli) opere d'arte appartenenti alle correnti ed ai periodi storici più disparati. E dunque forse non è un caso che proprio questo comune abbia dato i natali ad uno dei più importanti uomini di cultura della Storia di questo paese: Giovanni Laterza infatti non solo è nato e cresciuto a Putignano, ma è proprio qui che ha fondato la sua prima libreria, la sua prima tipografia ed infine la Casa editrice Giuseppe Laterza & figli.
Se si parla di cultura a Putignano è poi davvero impossibile non soffermarsi meglio sul già citato Carnevale locale: si tratta infatti di uno dei più noti e dei più lunghi per durata del Sud Italia, oltre ad essere probabilmente il più antico d'Europa (nel 2016 è giunto addirittura alla sua 622ª edizione).
È caratterizzato dalla maschera Farinella (un omaggio ad uno dei piatti locali più tipici) e, come già accennato, inizia il 26 dicembre con le Propaggini: un evento durante il quale i contadini fingono di lavorare la terra con attrezzi in legno, dedicandosi contemporaneamente al ballo, al canto ed alla declamazione di versi in rima baciata.
A partire dal 17 gennaio iniziano i Giovedì del Carnevale, dedicati ciascuno ad una diversa categoria di individuo: monsignori, preti, monache, vedove, pazzi, donne sposate e addirittura cornuti, vengono messi al centro della festa con una vena mista di satira e puro divertimento. Tra gli eventi più importanti e rappresentativi del Carnevale di Putignano figurano sicuramente le sfilate dei carri allegorici in cartapesta, che possono rappresentare il mondo politico, culturale, sportivo ecc.
La conclusione delle festività avviene ovviamente la sera del Martedì Grasso e viene celebrata col rito della "Campana dei Maccheroni": i cittadini si radunano sotto il sagrato della Chiesa Madre e si dedicano alla festa, al ballo e al cibo durante l'ascolto dei 365 rintocchi della campana (che scandiscono i giorni dell'anno e ricordano l'inizio del periodo di penitenza).












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