Rende: la guida completa e aggiornata
Guida Rende, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Provincia di Cosenza, circa 35mila abitanti, Rende si sviluppa lungo la valle del Crati e il suo territorio si presenta con zone montane, colline, nella zona del centro storico, ampie zone pianeggianti, nelle aree di nuova costruzione. Circondata dalle vette del Pollino, è a circa 470 metri di altezza.
Il suo clima si differenza in genere tra inverni freddi, secchi e umidi a seconda se si parli della collina o della valle, e estati temperate che possono anche essere afose.
Un tempo Rende si chiamava Acheruntia, fondata dagli antichi Enotri, ed è citata dallo storico Ecateo di Mileto, vissuto nel 500 avanti Cristo, come Arintha che diventa Municipio durante la dominazione romana con la fine della quale, seguendo le sorti della vicina Cosenza, è saccheggiata dai barbari, siamo attorno al 547 dopo Cristo. Passa in mano ai Bizantini e poi agli Arabi, la cui presenza costringe gli abitanti a rifugiarsi nei boschi della Sila.
Nel 1059 arrivano i Normanni che impongono alla città tributi esosi. La città si ribella e viene repressa da Boemondo d’Altavilla che fa costruire un castello tra i torrenti Surdo ed Emoli, e per la prima volta, nel 1095, appare nei documenti il nome di Renne, diventato poi Rende. Nel 1184 un grave terremoto distrugge un po’ tutto. Dopo il potere nelle mani di Federico II di Svevia, con il 1266 e Carlo d’Angiò inizia il periodo angioino. Nel 1437 Rende, come tutta la Calabria, è di dominio aragonese. Poi, passaggio a diverse famiglie, dal 1543 è proprietà degli Alarçon de Mendoza, fino al 1806. Durante il Risorgimento, ci sono moti rivoluzionari, nel 1820-21 e nel 1831. Il 24 agosto del 1860 Rende decide di entrare nel Regno d’Italia.
Anche se esiste ancora una quota di agricoltura e di allevamento, l’economia di Rende è centrata soprattutto attorno alle attività dovute alla presenza dell’Università della Calabria, in località Arcavacata, volano per il commercio e i servizi.
Tra gli appuntamenti tradizionali di Rende, da citare la Festa della Patrona, Maria Santissima Immacolata, il 20 febbraio. A maggio, in genere nella prima metà del mese, i festeggiamenti per la Madonna di Costantinopoli. L’ultima domenica di agosto, in concomitanza con le celebrazioni per la S.S. Madonna della Consolazione, si svolge la fiera di Arcavacata, prodotti tipici e artigianato. Da ricordare la manifestazione Settembre Rendese, tra eventi culturali, artistici e folcloristici.
Semplice e gustosa la cucina di Rende, che si basa soprattutto su prodotti di terra. Tra i primi, da ricordare i vermicelli aglio, olio e peperoncino che possono essere conditi anche con il soffritto alla cosentina, carne di maiale con guanciale fresco olio d’oliva, foglie di alloro, salsa di pomodoro, una cucchiaiata di aceto. Da provare, le costolette di agnello proposte con cipolla, pomodoro, peperoni, olive verdi, e i vruacculi i rapa e sazizza, cioè i broccoli di rapa fritti con olio di oliva, sale e peperoncino insieme alla salsiccia cosentina. Gusto intenso per le mazzacorde preparate con interiora di agnello e condite con aglio, peperoncino rosso piccante, pomodori pelati, basilico, origano. Si mangia spesso anche il baccalà, con patate, olive nere, peperoni, salsa di pomodoro. Tra i dolci, da segnalare il turdiddro, gnocco fritto ricoperto di miele, i chinuliddre, calzoni ripieni di mostarda d’uva, i mostaccioli, a base di miele d’api o di fichi, mosto cotto, farina e mandorle. Ottimi i salumi e i formaggi. Da non perdere il fico essiccato.
Il nome Rende deriva dal francese antico Renne, regno. Rende è una città antica che svetta sul suo colle e i suoi monumenti ne raccontano gli eventi che l’hanno caratterizzata nel corso dei secoli. Quindi, un luogo dove tradizione, cultura e storia sono esattamente nelle sue corde. Ma Rende è anche una delle città più moderne di tutta la Calabria, grazie alla sua grande università. Una doppia anima, insomma, per una città che sa affrontare il passato e il futuro al meglio delle sue possibilità.







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