San Felice Circeo: la guida completa e aggiornata
Guida San Felice Circeo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
San Felice Circeo si trova nell’Agro Pontino, a circa cento chilometri a sud di Roma. La città si presenta divisa in due parti: il promontorio, primo elemento a spiccare a colpo d’occhio, e la parte pianeggiante delle spiagge.
Una curiosità è che il promontorio appare in maniera diversa che lo si veda da Anzio o Gaeta, comuni vicini. Nel primo caso ha il volto di un uomo sdraiato, nel secondo sembra un’isola e precisamente l’antica isola Eea. Ciò che è importante a fini geografici, è la varietà di vette del promontorio; sul suo profilo troviamo diversi picchi che raggiungono un livello massimo di 541 metri.
Tra questi ricordiamo: Vetta di Paola, Picco di Circe, Peretto, Guardia Orlando e Monticchio verso nord, Monte Morrone e San Rocco verso sud, punta di Torre Moresca, Punta di Vasca Moresca, Punta del Fortino di Cretarossa, Punta del Semaforo (412 m), Punta dell'Acropoli o delle Crocette (352 m). Sotto il promontorio si trovano invece pianure sabbiose bonificate tra gli anni Venti e Trenta del Novecento.
Il promontorio di San Felice Circeo nella preistoria era un’isola, ciò è dimostrato dal ritrovamento di diversi fossili e indizi geologici, e solo successivamente l'azione naturale lo unì alla terraferma.
La storia di San Felice Circeo ha inizio praticamente con quella di Roma: dopo un breve periodo di dominazione dei Volsci, antico popolo italico, è stata subito conquistata da Roma. I Romani infatti presero possesso della zona più alta, molto comprensibilmente a scopi difensivi: qui oggi si trova il centro storico e l'antico sito dell'Acropoli.
San Felice Circeo, come molto altri esempi romani, si articola intorno al classico sistema urbanistico del cardo e del decumano, le due strade principali e perpendicolari, a forma di croce, che si incontrano in un solo punto. Gli accessi alla città erano due: di quello principale si conserva lo stipite del portale originario, chiamato Arco dell’Antica Porta. Un secondo accesso era posto nella parte settentrionale delle mura, corrispondendo circa a quello che oggi è l’ingresso principale del Paese.
Un’attenzione particolare meritano le mura. Questo sia perchè si tratta della pricipale (e unica superstite) eredità romana, sia perchè esse sono talmente massicce e possenti da far nascere diverse leggende, la più importante delle quali è quella secondo cui le mura di San Felice Circeo sono state costruite dai Ciclopi, antiche figure mitologiche del passato, gigantesche e caratterizzate da un occhio solo.
Le mura poligonali di San Felice Circeo sono costituite da grossi blocchi irregolari di calcare, squadrati e non levigati, sovrapposti senza l’uso di malta: proprio per l’eccezionalità della messa in opera la loro erezione è stata avvolta dal mito e attribuita ai Ciclopi, giganteschi mostri da un unico occhio. Sono ancora visibili, ma il lato che si può meglio osservare è quello che di sud-est, nei pressi della scalinata Antero Vaj, dove le case moderne vi si sono sovrapposte rispettandone il tracciato, che prosegue a est fino all’Antica Porta; in questa zona il loro spessore raggiunge i 3 metri.
San Felice Circeo vive essenzialmente di turismo: questo perchè rappresenta (insieme a Sabaudia, Terracina, Formia e Gaeta), una delle località di mare più belle del Lazio meridionale, dove la presenza di un paesaggio naturale di prima bellezza si sposa con un’oragnizzazione turistica molto articolata.
Il Circeo accoglie il turista soprattutto con i campeggi e le case vacanza, ma non mancano alberghi e bed&breakfast. Per quanto riguarda le attività del settore primario, ricordiamo quelle artigianali e soprattutto la produzione di mobili in legno in stile. A San Felice Circeo uno dei principali festeggiamenti è quello in onore di Santa Maria della Sorresca, il giorno dopo la Pentecoste; dalla Chiesa di San Felice Martire (che si trova nel centro storico), parte una processione all'alba, in cui viene portata a spalla la statua della Madonna chiamata "Maris Stella", che arriva fino a Sabaudia, dopo una processione di più di 14 chilometri, sulle rive del Lago di Paola, dove si trova l'antichissimo Santuario di Santa Maria della Sorresca che contiene l'antica statua lignea.
Il 29 luglio si festeggia San Felice Rannë (cioè San Felice Grande, da distinguere da San Feliciejë, il piccolo): anche in questo caso la celebrazione religiosa è affiancata e accompagnata da altri tipi di festeggiamenti più profani: in particolare le serate che precedono il 29 luglio sono allietate da concerti musicali in piazza e ogni anno si rinnova la tradizione dello spettacolo Pirotecnico di San Felice "Ranne".
Tra i prodotti della cucina di San Felice Circeo, vi sono sicuramente le perle del pescato del mare, che potrete assaggiare nelle numerose trattorie che pullulano nel centro storico e nella parte più a sud con le spiagge. Essendo zona di Agro Pontino, si consigliano anche le mozzarelle di bufala, prodotte dai caseifici locali, e i prodotti ortofrutticoli: tutta la zona che circonda Fondi può esser considerata come un grande orto che rifornisce buona parte del centro Italia.
Tutte le fonti antiche sono concordi nel collegare l’origine del nome del promontorio con la legenda della Maga Circe, tramandata da Omero. Siamo nell’Odissea, e qui si racconta del soggiorno di Ulisse (un soggiorno durato circa un anno), presso l’isola di Eea, dimora della rinomata maga: ma Ulisse e i suoi uomini furono più forti, tanto da conquistarsi la fiducia della donna, oltre che il suo amore.














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