Santa Teresa di Gallura: la guida completa e aggiornata
Guida Santa Teresa di Gallura, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Il paese di Santa Teresa di Gallura si trova nella zona settentrionale della Sardegna, in una zona di spiagge bianchissime e di scogliere di granito, che spesso prendono forme particolari in grado di suscitare la fantasia popolare: in particolare a Capo Testa queste formazioni rocciose sono più comuni, come l'Aquila. Il promontorio dove si trova il paese è a circa 15 chilometri di distanza dalla Corsica, da cui è separata tramite le Bocche di Bonifacio; oltre a capo Pertusato, a poca distanza, a nord-est, si trova l'Arcipelago della Maddalena. La vegetazione è tipica di questa parte della Sardegna, con piante e flora tipicamente mediterranea e una predominanza chiara di sugheri, ginestre, ginepri, mirto e così via. Situato in provincia di Sassari, il paese confina inoltre con Aglientu, Palau e Tempio Pausania. Di notevole importanza da un punto di vista geografico è la vicina Valle della Luna, detta anche Cala Grande, situata a ovest di Capo Testa, caratterizzata dalla presenza di grandi rocce granitiche, con tre cale molto frequentate, Cala Grande, Cala di l'Ea e Cala di Mezzu.
Anche se Santa Teresa di Gallura è un comune di costituzione abbastanza recente, la sua storia è piuttosto antica, abitata da tribù preistoriche come il resto della Sardegna e conosciuta fino a non molti secoli fa come Longosardo. A testimonianza dell'antichissima origine dell'attuale Santa Teresa di Gallura ci sono alcuni siti archeologici di notevole importanza, su tutti il complesso nuragico di Lu Brandali, in località Santa Reparata, con la sua consueta dotazione di nuraghe, villaggio, tomba dei giganti, tombe. La tomba dei giganti ha portato con gli scavi e svelare circa 50 inumazioni. Longosardo fu un porto importante durante il periodo romano, in particolare per la presenza cospicua di granito (se ne possono vedere ancora chiari esemplari a Capo Testa) che veniva estratto dalla zona e poi esportato nelle varie zone della repubblica e dell'impero. Secondo una linea di pensiero, dove oggi sorge Santa Teresa di Gallura un tempo si trovava l'antica città di Tibula, che in origine era il punto di sbarco più utilizzato per i viaggiatori che arrivavano dalla Corsica.
Il granito di Capo Testa è sempre stato considerato di altissima qualità e non di rado è stato parte integrante per la creazione di opere d'arte molto note, dal Pantheon di Roma fino al duomo e al Battistero di Pisa. Longosardo mantenne anche nel Medioevo la sua importanza, e venne visitata anche da san Francesco d'Assisi durante la sua visita in Corsica. Dopo il periodo delle invasioni saracene passò sotto i giudici di Arborea, i quali qui costruirono un castello quasi completamente scomparso al giorno d'oggi, visto che i Genovesi lo rasero al suolo come rappresaglia per l'attacco sardo alla fortezza di Bonifacio, in Corsica. I secoli successivi furono piuttosto oscuri per la zona, che venne utilizzata soprattutto come rifugio da pirati e corsari, per poi passare ai Savoia; da ricordare nel Cinquecento la costruzione della torre spagnola, che ancora oggi è il simbolo del paese. Fu proprio il comandante della torre Magnon a richiedere a Vittorio Emanuele II la costruzione di un nuovo paese per contrastare i fenomeni di contrabbando che si facevano sempre più gravi nella zona. Ancora oggi infatti è possibile apprezzare la particolare conformazione urbanistica di Santa Teresa di Gallura, basata in parte su un impianto chiaramente romano, con vie perpendicolari, e dall'altro con la forma a tartaruga tipica degli insediamenti piemontesi di origine militare.
Dal punto di vista economico, oggi Santa Teresa di Gallura si regge soprattutto sul turismo, grazie alla presenza di splendide spiagge e cale caratterizzate da un mare limpidissimo e dalla sabbia molto fine, e tutte le maggiori attività del paese, dalla ristorazione alla produzione di artigianato tipico, sono orientate ai turisti. In più c'è da ricordare l'importanza del porto, sia per diporto sia per i collegamenti quotidiani (merci e turisti) per la vicina Bonifacio in Corsica.
Tra gli eventi più sentiti a Santa Teresa di Gallura sono sicuramente da ricordare la festa patronale in onore di S. Vittorio, S. Teresa e S. Isidoro, che si celebra alla metà di ottobre con una manifestazione molto suggestiva; da ricordare anche la festa di San Pasquale, il 17 maggio, e la prima domenica di luglio quella di Porto Pozzo. L'anniversario della fondazione del paese, invece, ha luogo il 12 agosto.
La cucina di Santa Teresa di Gallura si lega da una parte alle ricette tipiche dell'entroterra gallurese, dall'altra quella ittica, legata al pescato. Il piatto più famoso è senza dubbio la suppa cuata o zuppa gallurese: viene preparata con pane raffermo, formaggio tipo caciocavallo e pecorino sardo e brodo di pecora. Ottimi anche i ravioli alla gallurese, con un gustoso ripieno di ricotta e scorze d'arancia e un sugo di pomodoro semplice o di basilico. Il Vermentino è usatissimo anche in cucina, ad esempio per preparare le diverse versioni di pesce al forno. Il pescato quotidiano permette non di rado di mettere sotto i denti, a prezzi non proprio popolari, anche eccellenti aragoste, mentre nei tanti agriturismi che si trovano nell'entroterra gallurese non mancano mai le ricette di terra più famose della tradizione sarda, come il porcetto arrosto. Molto popolare, durante il Carnevale, la favata, la tipica minestra di fave con lardo, cavolo verza, finocchietto selvatico, mentre spesso i ravioli locali vengono preparati anche fritti e da condire col miele per un dolce sempre apprezzato. Tra i prodotti dell'artigianato più popolari, invece, i tessuti, gli oggetti realizzati con il sughero, i tappeti e gli articoli enogastronomici.















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