Sirolo: la guida completa e aggiornata
Guida Sirolo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Sirolo è una città delle Marche, in provincia di Ancona, appartiene alla Riviera del Conero, è situata alle pendici del Monte Conero, bagnata dal Mare Adriatico.
La maggior parte del suo territorio, quasi la totalità, appartiene al Parco Regionale del Conero, considerato uno dei migliori luoghi nel quale effettuare il birdwatching. Si possono ammirare un innumerevole quantità di uccelli, ed è anche ricchissimo di flora tipica della macchia mediterranea. Dal 1994 ha ricevuto la Bandiera Blu per la qualità delle sue acque e per la gestione ecosostenibile del territorio.
La storia di Sirolo è una delle più remote di quella delle Marche, sin dalla preistoria misteriosi abitatori lasciarono i segni della loro presenza, testimoniata anche dalla presenza di una Necropoli e di un meraviglioso percorso archeologico dove si possono scoprire rinvenimenti funerari di straordinaria rilevanza.
Anche i greci contribuirono a lasciare la loro presenza e le loro tracce, tanto che la chiamarono Conero Komaros ribattezzato poi dai Romani Cumerium ovvero, Corbezzolo, perché, soprattutto durante il mese di ottobre, il Monte Conero si colora di corbezzoli piccoli, rotondi e colorati frutti diventati il simbolo della cordialità e del benvenuto all’ospite.
Le pendici del Conero, sul versante nordorientale, sono folte di boschi con alberi di basso fusto, vi crescono in questo territorio lecci, querce nane, corbezzoli, cespugli di ginepri, ginestre, biancospini e altre piante tipiche della macchia mediterranea, in contrasto con l’altro versante più roccioso che scende a strapiombo sul mare.
Sono numerose le persone illustri legate a Sirolo che la abitarono in passato, primo fra tutti, San Francesco d’Assisi, il quale fu ospite della Villa Vetta Marina. Nacque in questa cittadina anche l’arcivescovo e segretario del papa Giulio II, Giovanni Sacco da Sirolo al quale è dedicata anche un intera piazza.
Si ricorda, poi, Panfilo Renaldini poeta romanzesco del 500 che scrisse il famoso romanzo cavalleresco "Innamoramento di Ruggeretto", figliuolo di Ruggero Re di Bulgaria, con ogni riferimento a tutte le magnanime su imprese e con i generosi fatti di Orlando, di Rinaldo e d’altri Paladini.
Sirolo diede i natali anche al pittore rinascimentale marchigiano Olivuccio di Ceccarello e all’attrice e modella internazionale Daniela Bianchi.
Sul lato "eventi", più importanti, con un grande richiamo sia delle persone locali che di coloro che sono di passaggio, è il Palio di San Nicola di Bari, istituito in onore di San Nicola di Bari appunto patrono di Sirolo, si celebra il 9 maggio o il sabato o la domenica immediatamente successivi.
Secondo la storia, mista a leggenda, il palio si svolge in due momenti, quello della disfida delle contrade e quella della disfida della canaja. La disfida tra contrade prende spunto dalla vita del santo facendo particolare riferimento ad uno dei suoi miracoli, sentito e vissuto; in un secondo momento dalla popolazione locale e anche dall’esistenza nell’antico Castello di Sirolo dell’antica cisterna di San Nicola che gli antichi statuti obbligavano a tenere piena.
La sfida della canaja fa riferimento alla leggenda dei "Tre bambini e dell’Oste"; secondo questa antica leggenda il fatto si svolse quando Nicola si stava recando al concilio di Nicea e, fermandosi in un’osteria, gli venne offerto del pesce.
Nicola invece si rese conto che si trattava di carne umana, chiedendo all’oste di fargli vedere come conservavano questo "pesce" l’oste gli mostrò tre botticelle piene di carne salata dei tre bambini uccisi.
Dopo quel momento, la leggenda narra, San Nicola iniziò a pregare, cosicché i tre bambini saltarono fuori dalle botti e avvenne la conversione dell’oste.
Le contrade di Sirolo che si contendono sono la contrada del castello, la contrada di Sant’Erasmo, la contrada La Fonte, la Contrada Le Vigne, la Contrada di San Francesco, la contrada della Cupetta, del Coppo e Ancarano, dei Mulini, di San Lorenzo e Madonnina e di Fonte d’Olio e Sasso.
Nel Conero inoltre si possono fare delle escursioni meravigliose anche per godere e scoprire la bellezza delle sue cantine, per conoscere tutti i segreti legati ai vigneti e alla loro dettagliata produzione.
Oltre alle sue meravigliose spiagge caratterizzate da una sabbia finissima e chiara, il vero centro di attrazione turistica di Sirolo stessa è anche rappresentata dal centro storico, un borgo a picco sul mare dove si possono fare meravigliosi bagni a contatto con la naturalezza e l’aria pulita.
Meta ideale per gli amanti della natura, a Sirolo si possono davvero praticare tutti gli sport, dalla terra ferma al mare si può praticare qualsiasi tipo di attività; è inoltre ricca di itinerari culturali legati ad esempio alla poesia, itinerari religiosi e ovviamente itinerari legati alla natura.
Anche la cucina è molto caratteristica e ricercata, si possono degustare piatti tipici regionali legati al pescato locale ma anche di terra e vegetariano.
Un attenzione particolare è rivolta poi ai salumi e ai formaggi tipici, dei veri prodotti legati alla terra e alle antiche tradizioni accompagnati dal Rosso Conero e dal Verdicchio dei Castelli di Jesi, due varietà autoctone, la prima proprio del territorio, il secondo in ogni caso legata al paese limitrofe.
Il pesce locale maggiormente apprezzato e conosciuto sono i molluschi dell’Adriatico, i cosiddetti "moscioli", una varietà di cozza selvatica dalla conchiglia nera e allungata e dall’inconfondibile profumo di mare.
Anche se tipico della vicina Ancona, a Sirolo si può gustare il tipico stoccafisso all’anconetana insaporito con sugo alle verdure, spezie aromatiche e Verdicchio dei Castelli di Jesi.















Voto complessivo 7