Urbania: la guida completa e aggiornata
Guida Urbania, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Nel nord delle Marche, nell’alta valle del fiume Metauro, in una zona pianeggiante circondata da colline, si incontra Urbania, 273 metri di altitudine, il cui centro storico ha una particolarità, è, cioè, circondato su tre lati da un’ansa del fiume, che lo protegge naturalmente. Provincia di Pesaro Urbino, il clima di Urbania è caldo e temperato, con una certa piovosità in tutti i mesi dell’anno.
Abitata in epoca romana, notizie ufficiali di Urbania si hanno nel periodo altomedioevale, attorno al VI secolo d.C. A quel tempo si chiamava Castel delle Ripe ed era un libero comune guelfo. Nel 1277 venne distrutto dai ghibellini di Urbino. I superstiti si rifugiarono poco lontano, cercando protezione attorno all’Abbazia Benedettina di
San Cristoforo del Ponte, oggi cattedrale, dove si sviluppò un nuovo centro abitato, munito di castello e potenti mura, proprio in mezzo alle acque del Metauro. Nel 1284 iniziò
la costruzione di Urbania, per mano di Guillaume Durand, su ordine del papa Martino V, con soluzioni architettoniche che ricordano molto la configurazione di Bologna, tanto che alcuni definiscono Urbania la Bologna in miniatura, il cui nome, proprio in onore del suo progettista, diventa Casteldurante.
Successivamente Urbania passò come signoria alla famiglia dei Brancaleoni, per poi divenire possedimento del Ducato di Urbino nel 1427, successivamente della famiglia Della Rovere che fece di Urbania il suo luogo di vacanza durante l’estate, ristrutturando vecchi palazzi e donando all’abitato nuovi lustri. Tra i Della Rovere, l'ultimo duca di Urbino, Francesco Maria II, decise di vivere qui in modo permanente. Quando morì, nel 1631, tutto il territorio del Ducato di Urbino diventa parte dello Stato Pontificio e poi del Regno d’Italia, nel 1860.
Durante la II guerra mondiale Urbania venne bombardata il 23 gennaio 1944, con gravi conseguenze in termini di uomini ed edifici. Per il suo apporto alla guerra di liberazione, è insignita della medaglia di bronzo al valor militare.
La città di Urbania ha cambiato nome quattro volte: Urbinum Metaurense, attorno al 280 a.C., probabile municipio romano, a pochi chilometri dall'attuale abitato sul fiume Metauro; Castel delle Ripe, dal primo medioevo al 1282, quando era sulle colline; Casteldurante, quando è sulle rive del Metauro Castel delle Ripe; Urbania, infine, nel 1636 è chiamata così per via del papa Urbano VIII, che la elevò a città e diocesi "per la civiltà degli abitanti e la bellezza del luogo".
Urbania è un importante centro per la lavorazione delle maioliche, fin dal XVI secolo, le maioliche durantine, dall’antico nome della città. Nelle zone fertili ci sono coltivazioni di viti e frumento, mentre sono forti gli allevamenti bovino e suino, con relativa industria di trasformazione. Buono l’artigianato, con prodotti legati alla ceramica, al legno, ai tessuti e al ricamo.
Tra gli appuntamenti a Urbania, la Festa Nazionale della Befana, dal 2 al 6 gennaio; a marzo, la Fiera di San Giuseppe e nel weekend che precede la Pasqua, la tradizionale Fiera delle Merci.
A Pasqua e Pasquetta, la manifestazione del Punta e Cul, gioco popolare con le uova sode (vince chi riesce a mantenere intatto il proprio uovo sulla punta, appunto, il "cul" battendoci sopra); il 25 aprile, via alla Fiera di San Marco con mercatini e spettacoli.
A maggio si tiene Urbania, un fiore di Città, tradizionale fiera di fiori e piante, laboratori per bambini, degustazione e esposizione dei prodotti tipici, convegni e mostre su fiori e piante autoctone. Il 25 luglio è il momento della Fiera di San Cristoforo, patrono della città, con il tradizionale concerto della Banda Cittadina e l’attesa benedizione delle auto. A settembre si tienela Sagra del Crostolo di Urbania, con tanto di concorso a tema. A ottobre parte la Fiera di San Luca e delle Donne, con mercatini e degustazioni. Nel secondo weekend del mese anche la Mostra Micologica dei Frutti e delle Bacche del Bosco. L’8 dicembre si svolge la Fiera dell’Immacolata, oltre ad una serie di manifestazioni nell’ambito dell’evento Aspettando il Natale, con presepi, animazione e musiche.
Cucina profumata, quella di Urbania, in cui il re assoluto è il tartufo, prodotto di eccellenza di tutta la valle del Metauro nella versione bianca e in quella più comune nera, lo scorzone. Qui si propone crudo sui crostini e sulle tagliatelle, che vengono servite pure con il sugo di piccione e con i fagioli. Tra i primi, da assaggiare i passatini o passatelli e i cappelletti in brodo, la minestra con i ceci. Di antica tradizione le lumachelle della duchessa, sembra le abbia inventate Beatrice Sforza, duchessa di Urbino e cuoca sopraffina, una pasta rigata preparata al pettine di telaio, condita con un sugo in cui ci sono salsicce, cavolo verza, pomodoro, fegatini e una spruzzata generosa di parmigiano.
Da provare, inoltre, la coratella di agnello cotta con le budelline, e la carne degli allevamenti preparata alla griglia o stufata, nonché il crostolo, con uova e strutto, la piadina di qui che si sposa bene con salumi, formaggi e verdure. Per i dolci, molto apprezzato quello a base di riso e noci, cioè il bostrengo che si gusta con altri due prodotti doc, il vino di visciole o il vin santo.
A Urbania c’è un particolare barometro, quello delle cipolle; Si tratta di una tradizione che si perde nel tempo. Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, detta di San Paolo dei segni, dodici spicchi di cipolla bianca, una per mese, cosparsi di sale sono esposti su un’assicella all’aperto, rivolti ad oriente. Unendo le osservazioni con la conta dei cosiddetti giorni conterecci, si riesce a prevedere il tempo di un anno intero, con uno scarso limite di errore. Da sapere anche che i durantini, gli abitanti di Urbania, sono chiamati "lumaconi", per il loro piacere nel mangiare lumache.
Importante centro turistico, Urbania è una cittadina dall’impianto urbanistico assai regolare, con vicoli lunghi e diritti e diversi monumenti che raccontano la sua storia. Ospitale e vivace, accoglie al meglio il visitatore conducendolo con garbo e un pizzico di allegria a scoprire le sue bellezze artistiche e gastronomiche.










Voto complessivo 6