Viareggio: la guida completa e aggiornata
Guida Viareggio, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Alle spalle il bianco dei marmi delle Alpi Apuane, davanti il mar Tirreno: in una piana alluvionale è posizionata Viareggio, perla della Versilia, città del Carnevale. Il comune presenta un clima mediterraneo, con inverni non particolarmente freddi ed estati non particolarmente calde ma con una piovosità consistente nelle varie stagioni per via della vicinanza delle Alpi Apuane.
Quando Lucca e Genova, nel 1172, si alleano contro Pisa, decidono di costruire un castello fortificato di difesa sulla costa, prossimo al Canale Burlamacca, in modo da difendere bene il territorio circostante. Lo chiamano Castrum de Via Regia poiché edificato al termine della strada nata in onore dell’imperatore Federico Barbarossa.
Passano i secoli senza episodi significativi e il castello, di collegamento tra la costa e l’entroterra, diventa particolarmente importante quando Lucca perde lo storico approdo marittimo di Motrone trasformandosi nell’unico sbocco al mare dello stato lucchese. È il 1441: si bonificano le paludi attorno al luogo e si dà il via a progetti di urbanizzazione per attirare gente e incrementare il traffico commerciale anche sul canale. La qualità della vita non è delle migliori, malaria, paludi che persistono, mare che arretra, nonostante il movimento di merci aumenti: così nel 1480 Lucca regala un po’ di terreni a chi decide di mettere su casa proprio qui. E la gente arriva. Nel 1534 viene costruita un’altra fortificazione in una migliore posizione, la Torre Matilde: attorno ad essa si sviluppa il vero primo centro abitato. Le attività fervono, il territorio migliora e nel 1701 il Consiglio generale della Repubblica Lucchese dichiara Viareggio "Comunità", il che significa una certa autonomia.
Si inizia una grande opera di bonificazione dell’area dell’entroterra, per eliminare finalmente le aree paludose, anche grazie alla progettazione di speciali cateratte sul Canale Burlamacca per regolare il flusso e il deflusso delle acque. Nel 1741, alla fine dei lavori, anche la malaria inizia a scomparire e per eliminare i problemi dovuti al violento vento di mare che danneggia le colture non più protette dalla vegetazione paludosa, sulla spiaggia si crea una barriera artificiale a base di pini, le future strepitose pinete che oggi ammiriamo. Tutte migliorie che richiamano altra gente e altro sviluppo urbano. Viareggio cresce e si arricchisce. Nel 1819 la duchessa di Lucca, Maria Luisa di Borbone fa costruire la prima Darsena di Viareggio così da diventare a pieno titolo città. Città che oltre a pesce, cantieristica, commerci vari, si accaparra un’altra attività dal glorioso futuro, i bagni di mare.
Nel 1828 ecco i primi stabilimenti, sempre più grandi e spettacolari con l’avanzare degli anni. Agli inzi del 1900, Viareggio è ormai la "Perla del Tirreno", dove si raduna l’intellighentia del tempo. Nel maggio 1920, ci sono tumulti in seguito a una partita di calcio tra il Viareggio e la Lucchese: un carabiniere uccide un guardialinee e ciò scatena una grande ribellione cittadina, conosciuta come i tre giorni della Libera repubblica di Viareggio, i cui abitanti hanno sempre avuto un carattere anarchico e liberale. Tanti i danni subiti dalla seconda guerra mondiale.
L’economia viareggina si sposa con attività legate alla cantieristica navale, alla pesca, alla floricoltura e al commercio in generale, però è soprattutto il turismo ad essere di rilievo, non solo quello balneare e non solo estivo, ma anche quello legato al famoso Carnevale.
Proprio il Carnevale di Viareggio, famoso in tutto il mondo, è l’evento di punta qui. Il tutto inizia nel 1873 con una sfilata di maschere, mentre arrivano nel 1921 i celebri carri "mascherati", fatti di legno e tela, la cui evoluzione è dovuta all’introduzione della cartapesta con incredibili allegorie. La maschera ufficiale è il Burlamacco (dal significato incerto, burla), inventata nel 1931 dal pittore viareggino futurista Uberto Bonetti. C’è anche un correspettivo femminile, Ondina, il cui nome probabilmente deriva dalle onde del canale.
In estate, nella piazza principale si svolgono diversi appuntamenti come il Festival Teatro Canzone, dedicato a Giorgio Gaber, e il prestigioso Premio Letterario Viareggio-Rèpaci. Molto seguito il Premio Internazionale Artiglio, che ricorda le gesta compiute negli anni 20 del XX secolo dai palombari del battello a vapore Artiglio, gli unici capaci di lavorare a più di 100 metri di profondità: si svolge ogni due anni a maggio, l’ultima edizione è del 2015. Grande festa poi nella settimana che precede il 25 marzo, giorno di Maria Annunziata, patrona della città. In questi giorni si svolge la Fiera dei Ciottorini, piccoli oggetti artistici, giocattoli e vasellame in terracotta, quasi sempre non colorata, prodotti artigianali acquistabili nel mercatino in piazza del Mercato Vecchio e in piazza Ragghianti. Nelle vicinanze, da non perdere, a Torre del Lago, il Festival Puccini che da giugno ad ottobre presenta un grande cartellone con le opere del maestro.
La cucina di Viareggio è un misto di gusti legati alle tante influenze che l’hanno caratterizzata e ai tanti sapori di terra e mare. A partire dalla scarpaccia, tipica torta un po' dolce e un po' salata, preparata con farina, latte, zucchero, burro e zucchine, il tutto cotto al forno. Da provare il cinghiale bollito nel vino rosso presentato con funghi in umido e polenta; gli avannotti delle anguille, detti cèe (rigorosamente di allevamento), cotti con aglio e salvia; gli sparnocchi, cicale di mare, con i fagioli. Spesso si usa il farro con i gamberi o con calamaretti gratinati, insaporiti con olio d'oliva e pomodoro.
Tipiche le sardine ripiene di pane grattugiato, prezzemolo, aglio tritato e sale, uovo, impanate e fritte. Ottimi i totani ripieni, in umido e gli involtini di pesce nero, creatura del fondale, dal caratteristico color pece. La scottiglia è una crema a base di cipolla, aglio, prezzemolo e basilico, tutto soffritto e rosolato con il vino, con pomodori, da passare su pane tostato e agliato. Un classico la panzanella, pane raffermo, pomodori, cetrioli, cipolla rossa, basilico, sale, pepe, aceto e olio. E anche la ribollita, verdure cotte avanzate dai pasti e fatte cuocere con pane raffermo e olio. Alla cacciagione arrostita si abbina la salsa barberina, vino bianco secco, brodo e succo di un limone, pangrattato, olio extravergine d'oliva, cipolla e prezzemolo tritati, alloro, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Bocconi prelibati sono anche il pecorino della Versilia, più o meno stagionato, e la cecina, torta salata a base di farina di ceci tipica. Da assaggiare la torta co' bischeri, crostata di pasta frolla con un impasto a base di riso e cioccolata. Il tutto accompagnato dal toscanissimo Chianti.
Tra i personaggi famosi vissuti a Viareggio, la bella sorella di Napoleone, Paolina Bonaparte Borghese, che dal 1822 (quando il cadavere del poeta inglese Percy Bysshe Shelley fu trascinato sulla riva viareggina) abitò alcuni anni qui in una villa lussuosa, oggi sede dei musei civici e di una galleria di arte moderna. Da ricordare poi che la sede in cui vengono costruiti i carri è la Cittadella del Carnevale, una struttura polivalente composta da sedici capannoni e da un edificio in cui sono collocati la Scuola della cartapesta e il Museo del Carnevale.
Centro turistico apprezzato ovunque con i suoi 10 chilometri di spiaggia, Viareggio non solo è conosciuta per il suo mare e per il suo ironico Carnevale ma anche per la possibilità di dirigersi verso le cime delle Alpi Apuane. Viareggio non presenta monumenti antichi ma tante testimonianze particolari della sua non lontanissima storia: ne ha fatta di strada da quando non era che un castello fortificato sul mare.















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