Kathmandu: la guida completa e aggiornata
Guida Kathmandu, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Kathmandu si trova nella parte nordoccidentale dell’omonima valle, a nord del fiume Bagmati, e si è ormai tanto espansa da comprendere e inglobare altre municipalità limitrofe. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, in realtà Kathmandu non si trova a un’altitudine troppo elevate (1.400 metri sul livello del mare).
Il clima di Kathmandu è un fattore cruciale per quanto riguarda il periodo di visita, soprattutto per chi vuole scalare l’Everest e le altre altissime vette himalayane, perché è fortemente influenzato dai monsoni. Di norma il clima in città è piuttosto mite, ma per evitare i monsoni estivi il periodo migliore va da novembre a febbraio. Marzo, aprile, maggio e ottobre di solito sono periodi particolarmente apprezzati dagli alpinisti, in particolare l’autunno quando l’aria è molto limpida e l’umidità bassa. In genere, per le spedizioni sull’Everest e le altre cime più alte le "finestre" più gettonate e sicura sono dal 20 maggio al 5 giugno e dal 1° al 20 ottobre: tutto, però, dipende moltissimo dalle condizioni meteo che sono estremamente variabili a queste altezze.
La storia più remota di Kathmandu è materia del mito; qui, secondo le leggende, in origine c’era soltanto un grande e profondo lago pieno di serpenti, poi prosciugato dal bodhisattva Manjusri con la sua spada, creando così la gola di Chobar. Nei secoli successivi diversi popoli si alternarono, a partire dai Kirati, poi i Licchavi, che introdussero l’Induismo con il suo sistema sociale, il Muluki Ain e la divisione delle popolazione in caste. Dal IX al XII secolo d.C. fu il turno dei Thakuri, e poi dei Malla, periodo durante il quale la valle era suddivisa in città stato costantemente in guerra tra loro. L’unificazione del Nepal avvenne nel 1768 per opera di Prithvi Narayan Shah, capostipite dell’ultima dinastia regnante, che entrò con il suo esercito a Kathmandu. La famiglia regnante governò in Nepal fino al 2007, anno dell’abolizione della monarchia. Gli Shah, a differenza delle altre dinastie che governavano a Kathmandu, non mostrarono particolare interesse per l’arte e cominciarono una politica espansionistica, rivolgendosi soprattutto verso il Tibet e dando origine a una situazione che generò la guerra anglo-nepalese del 1815 e 1816 contro gli inglesi; il Nepal venne sconfitto, e dovette pagare un conto salato, in termini di terre assegnate ai vincitori, per mantenere la propria autonomia. Dal 2008 Kathmandu è la capitale della Repubblica nepalese.
Kathmandu, in quanto città di grande importanza, religiosa e spirituale, è teatro di numerosi eventi che non mancano di affascinare i tanti visitatori che qui giungono da tutto il mondo con l’intento di immergersi nella cultura nepalese e, per i più esperti, tentare l’ascesa ai tanti 8.000 che si trovano in Himalaya. La festività invernale più importante è quella di Holi, a febbraio e a marzo, otto giorni in cui si festeggia Krishna e si organizza una vera e propria battaglia con secchi d’acqua e polvere colorata; il culmine è durante la notte di luna piena, quando si brucia un palo di bambù in ricordo della vittoria della divinità contro la demone Holika. In primavera, invece, particolare importanza ha la festività di Seto Manchendranath Rath Jatra, festival con varie processioni in cui si trasportano per la città la Kumari e le statua ddel Manchendranath Bianco, fino al tempio di Taleju. Poi c’è Gal Jatra, ad agosto, periodo di monsoni, quando si celebra Yama, il dio della morte; tutte le famiglie di Kathmandu, che durante l’anno hanno subito un lutto, fanno sfilare una mucca con paramenti gialli all’interno di un corteo molto suggestivo tra maschere, fantasmi, mimi e così via. Menzione particolare infine spetta per il Dasain, il grande festival del raccolto durante il periodo autunnale, dieci giorni (e dieci notti) di feste e danze in maschera, rituali e cortei di ogni tipo.
Kathmandu, sviluppata soprattutto grazie all’agricoltura e ai terrazzamenti in un terreno molto fertile, è il centro più importante per quanto riguarda l’industria e il commercio in Nepal, con esportazioni che si concentrano su abiti, oggetti d’arte e artigianato, pashmine, tappeti e carta. Poi, naturalmente, c’è il turismo, in particolare per chi vuole scalare le montagne più alte del mondo ma anche per i suoi siti religiosi, come Pashupatinath, Swayambhunath, Boudhanath e Budhanilkantha. In particolare, è il quartiere di Thamel ad essere il cuore dell’attività turistica, insieme a Jhamel.
Per quanto riguarda la gastronomia, il piatto più popolare di Kathmandu è il dal bhat, ovvero una zuppa di riso e lenticchie di solito servita con curry vegetale e chutney; il momo, una sorta di raviolo tibetano, è ugualmente tanto diffuso tanto da essere diventato uno dei fast food più popolari della capitale nepalese, in varianti al bufalo, al pollo o vegetali. Kathmandu è un buon posto per chi è vegetariano, e qui, come in India, mangiare carne di manzo è estremamente raro, e per alcuni anche il maiale è tabù. Oggi Kathmandu ha aperto anche molti ristoranti di cucina internazionale per venire incontro ai gusti dei turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Molto diffusi anche il tè, che però per gli standard occidentali è molto blando e viene servito con latte, zucchero e spezie, e le specialità alcoliche più note sono l’ailaa e il twhon, derivati dall’alcol di riso e da consumare nei classici "batthi", locali. A Kathamndu si possono trovare anche birre occidentali e nepalesi, oltre a bevande di altre parti del Nepal come lo chhyaang, il tongba e il rakshi.











Voto complessivo 6