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Territorio e vegetazione Parco Nazionale del Pollino  

Parco Nazionale del Pollino: tipologia del parco, attrattive e bellezze naturalistiche

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Il Parco Nazionale del Pollino nasce a cavallo fra due regioni, Basilicata e Calabria, e fra due mari, il Tirreno e lo Ionio. La superficie del Parco interessa 192.565 ettari e rappresenta l’area naturale protetta più vasta della nostra penisola.

La tipologia del territorio presenta caratteristiche morfologiche tipiche della montagna appenninica. Il Parco protegge dunque un ampio lembo di terra che comprende ben tre massicci dell’Appennino calabro-lucano: il Pollino, ubicato al centro del parco; il sistema montagnoso dei monti dell'Orsomarso a sud ovest, e il monte Alpi, unico massiccio completamente isolato nella porzione settentrionale del Parco.

Il sistema montuoso del Pollino sorge nel cuore pulsante del Parco e va a costituire il gruppo montagnoso più alto di tutto l’Appennino meridionale; le sue vette sono: Serra Crispo (2053 m), Serra delle Ciavole (2127 m), Serra del Prete (2180 m), monte Pollino (2248 m) e Serra Dolcedorme (2266 m), la più elevata di tutte. 

Nella porzione settentrionale, il versante lucano del parco si affaccia sulla valle del fiume Sinni; la regione valliva si presenta con pendii dolci e levigati. Il versante calabrese, nel settore meridionale, che si affaccia sulla Piana di Castrovillari, presenta caratteristiche geomorfologiche completamente opposte: il paesaggio è ispido e incredibilmente selvaggio. D’interesse scientifico segnaliamo la presenza, nei territori di Piano di Acquafredda e di Piani di Pollino, di numerosi depositi morenici e massi erratici, testimonianze evidenti dell’ultima glaciazione.

Il massiccio dell'Orsomarso rappresenta al contrario l'ossatura orografica di tutto l’apparato meridionale del Parco. E’ saldato al massiccio del Pollino, grazie all'altopiano carsificato di Campotenese e alle cime di Cozzo Pellegrino, al monte Palanuda e alla Montea. Il complesso orografico che ne consegue è di straordinaria bellezza sotto il profilo paesaggistico e naturalistico.

Nella zona settentrionale del Parco, isolato dagli altri massicci, si eleva il monte Alpi (1900 m). La sua particolare conformazione non smette di animare i dibattiti scientifici e suscitare pareri discordanti. Gli scienziati non riescono ad accordarsi sulla genesi di questa formazione rocciosa: come può infatti questa piattaforma carbonatica, facente parte della placca abruzzese-campana, essere lì in quel luogo e in quella posizione?

Il territorio del Pollino è ricco di corsi d’acqua che vanno a costituire veri e propri bacini idrici. Le acque che scorrono in queste terre hanno importanti proprietà oligominerali e termali.

Un notevole bacino fluviale è quello del Sinni; il fiume, che occupa la parte settentrionale del Parco, è il più importante del versante lucano.  Due considerevoli affluenti, il Frido e il Sarmento, si gettano nelle sue limpide acque. Se il Frido è un corso d’acqua a carattere torrentizio che nasce nel cuore del massiccio a 1800 m, il Sarmento sorge nei pressi di Casa del Conte, attraversando la Gola della Gravina, un maestoso canyon di incredibile impatto visivo.

Le vallate del Parco, con i suoi monti tutt’intorno, presentano verdeggianti e ampie foreste. Questi boschi sono caratterizzati essenzialmente da stupendi esemplari di faggio secolare e dai bellissimi pini loricati nella fascia montana ed altomontana. Nei territori più prossimi al livello del mare si possono ammirare grandi esemplari di leccio e alloro.

Il Parco del Pollino presenta una ricchezza vegetale d’incredibile bellezza. Le diversi altitudini rappresentano infatti una grande risorsa sotto il profilo arboreo. Sulle zone costiere, sino ai 700-800 m di altitudine, prevale la profumatissima macchia mediterranea. Questo tipo di vegetazione può spingersi sino a quota 900 m con bellissimi esemplari di ginepro. Dagli 800 ai 1100 m, la macchia mediterranea comincia a cedere il passo a disparate varietà di querce, come la roverella e il cerro. La fascia montana sino ai 2000 m è caratterizzata principalmente dalla faggeta pura o mista, con castagno, cerro e acero. 

La regione del Pollino ospita una varietà d’incredibile valore di piante e di fiori. Molte specie floreali sono endemiche e estremamente rare come la peonia pellegrina e la peonia mascula, la sassifraga marginata, la genziana primaticcia, la genzianella del Pollino, il caglio delle Alpi Apuane, la campanula del Pollino, il ranuncolo del Pollino, e il millefoglio del Pollino.

La varietà di piante comprende anche un vasto campionario di piante officinali di arcaico utilizzo come la poligono bistorta (Polygonum bistorta), la belladonna (Atropa belladonna), la digitale bruna (Digitalis ferruginea) e la stregonia siciliana (Sideritis syriaca).

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Approfondimenti Parco Nazionale del Pollino

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