Cuzco: la guida completa e aggiornata
Guida Cuzco, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Cuzco si trova a circa 3.400 metri d’altezza nella valle formata dal rio Huatanay e ha un clima secco e temperato, né troppo caldo d’estate né troppo freddo d’inverno. Per questo l’estate (boreale, da giugno a settembre) è il momento perfetto per visitarla, visto che il cielo è sempre terso, non c’è afa (cosa che invece non si può dire del periodo da dicembre a gennaio) e le giornate sono quasi sempre piene di sole. Agosto, però, è il momento in cui la città viene presa d’assalto dai turisti.
Cuzco è stata la capitale degli Inca, e pertanto la sua storia è molto lunga. Secondo gli Incas, la città era il vero centro del mondo, visto che qui confluivano il mondo degli inferi, quello visibile e quello superiore. Secondo la leggenda, gli esseri leggendari Manco Capac e Mama Ocllo fondarono Cuzco, su indicazione di Inti, il dio del sole. In realtà, secondo gli studiosi, dopo il collasso del regno di Taypiqala, quanto rimaneva di questa antica cultura migrò fino alla valle del rio Huatanay e fondò la città: già 3.000 anni fa, comunque, la zona era abitata, e presto fu la più popolosa di tutte le Americhe. Sede del governo degli Incas, fu la città più importante delle Ande anche da un punto di vista culturale e religioso. Secondo gli studiosi, Cuzco antica aveva la forma di un puma, animale sacro per gli Incas; le divisioni amministrative del regno Incas erano fatte in modo che i confini delle quattro regioni dell’impero coincidessero con la piazza centrale di Cuzco. Quando arrivarono gli spagnoli, si trovarono di fronte una città immensa, con una complessa rete di canali, di acquedotti e di dighe. I conquistadores la assediarono e la conquistarono, e Francisco Pizarro fondò la città di Cusco o Cuzco, nel 1534. Lo sviluppo urbano della città, capitale del vicereame, proseguì anche se con le difficoltà legate ai frequenti terremoti, fino a quello del 1650 che distrusse tutte le costruzioni coloniali. A Cuzco vennero anche crudelmente giustiziati sia Tupac Amaru, ultimo re Inca, sia nel 1780 Tupac Amaru II, ovvero José Gabriel Condorcanqui, che animò una rivolta indigena contro gli spagnoli. Il Perù divenne indipendente nel 1821 e venne creato il dipartimento di Cuzco, che comprendeva tutti i territori amazzonici fino al Brasile; da qui, nel 1911, partì inoltre la spedizione che scoprì le rovine di Machu Picchu.
Per quanto l’economia agricola, vista la fertilità della valle già nota al tempo degli Incas, una risorsa molto importante per la città, l’attività principale rimane il turismo: per il suo status di patrimonio dell’umanità UNESCO fin dal 1983, per la ricchezza dei suoi monumenti e anche per la vicinanza a rovine di grande importanza come quelle di Machu Picchu, Cuzco è visitata ogni anno da centinaia di migliaia di turisti. Da ricordare anche la presenza di numerose industrie alimentari, come il birrificio Cusquena.
Per quanto riguarda gli eventi di Cuzco, quello più sentito è la Semana Santa, ovvero la Settimana Santa, con processioni e cortei attraverso le chiese della città, così come la Fiesta de las Cruces e in genere le festività di tradizione cattolica, come il Corpus Christi. Ma l’eredità Incas è tutt’altro che scomparsa: lo si vede ad esempio con l’Inti Raymi, che si tiene ogni anno al solstizio d’estate (d’inverno, considerando le stagioni australi). Con questa festa in onore dell’antico dio del sole precolombiano, Inti, si ripropongono antichi rituali persi nei secoli, e per una settimana si omaggia la divinità che secondo la tradizione portò alla fondazione di Cuzco con festeggiamenti tra danze folcloristiche e cortei in costume.
I piatti tipici della cucina peruviana possono essere gustati nei ristoranti di Cuzco, e questa tradizione enogastronomica ormai si sta diffondendo sempre di più anche in occidente. In particolare presso Plaza de las Armas è possibile sperimentare le tante sfumature di questa eccellente cucina: dall’antucucho, spiedino di carne di cuore di mucca con patate arrosto e salsa piccane, al recoto relleno, peperone verde piccane con farcitura di carne, riso e verdura, il tutto fritto. Altri piatti sono il ceviche, con pesce crudo a pezzetti, lime, cipolla rossa, peperoncino e sale, il pollo a la brasa, i piatti chifa, una sorta di versione peruviana del cibo cinese. Molto buone anche le minestre, ovvero le sopas, come la sopa de zapallo (alla zucca). Da provare anche la bistecca d’alpaca, il lomo saltado (carne saltata con pomodori, cipolle, spezie, patate e riso), aji de gallina, papa rellena. Un altro piatto regionale tipo è il cuy, ovvero la cavia arrosto. Quello che stupisce, comunque, è la grandissima quantità di ingredienti, che spiegano il successo di questa tradizione gastronomica fra i gourmand di tutto il mondo: si calcola ad esempio che ci siano circa 3.000 diverse varietà di patate coltivate dagli abitanti del Perù, e sono sempre di più i ristoranti neo-andini e fusion, che propongono un creativo mix tra la tradizione andina e le cotture e gli ingredienti internazionali.
Da ricordare, infine, che Cuzco è importante anche per un altro genere di turismo, quello termale: Aguas Calientes, infatti, il paese in via di sviluppo vicino Machu Picchu e raggiungibile in tre ore di treno da Cuzco, offre un’ottima occasione per abbinare l’esplorazione di quella che è la più importante attrazione turistica di tutto il Perù, insieme al relax e al benessere delle sue acque termali.













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